Solo qualche ora fa aveva postato una foto sul suo profilo Istagram mentre faceva il segno della vittoria con le dita. Il 36enne anchorman della nota emittente d’opposizione alla teocrazia iraniana, Iran International, stava rientrando nella sua abitazione nel sobborgo di Wimbledon, quando è stato attaccato. La notizia ha fatto il giro del mondo, e in molti hanno puntato subito il dito contro Teheran.
Ma da Londra è arrivata la smentita: l’Iran “nega qualsiasi legame” riguardo all’aggressione del giornalista, ha detto il diplomatico iraniano più alto in grado nel Regno Unito, Mehdi Hosseini Matin. “Tv terrorista, il Regno Unito pagherà” aveva tuonato Teheran un anno fa, facendo perfino chiudere la sede della tv in lingua persiana di Londra durante le forti proteste antigovernative per Mahsa Amini che l’emittente copriva nelle sue lunghe e dolorose fasi, mentre le manifestazioni scuotevano la tenuta stessa degli ayatollah al potere. Il Regno Unito è considerato tra i nemici numero uno della Repubblica islamica insieme a Israele e Stati Uniti.
La polizia inglese ha detto che il movente dell’attacco non è ancora chiaro, ma il lavoro di Zeraati e le recenti minacce ai giornalisti iraniani sull’isola hanno fatto sì che l’indagine sia condotta da agenti dell’antiterrorismo che ha consigliato ad una collega della stessa emittente, Sima Sabet di allontanarsi subito la sua attuale abitazione.
“Insieme ai colleghi di Bbc Persian, Iran International è sotto minaccia, minaccia molto pesante da quando i Pasdaran hanno detto: ”Stiamo venendo a cercarvi”, ha dichiarato il portavoce dell’emittente d’opposizione iraniana, Adam Baille. Oltre alle minacce dirette, secondo il portavoce, Teheran usa anche tecniche “trasversali” per intimidire le voci del dissenso all’estero e le due testate scomode, come il fermo nei confronti dei familiari in Iran, sottoposti a interrogatori e minacce.
L’associazione della stampa estera nel Regno Unito (Fpa) in un comunicato si dice “scioccata e costernata dall’aggressione al nostro collega e amico”. L’attacco, scrivono “fa seguito a una serie di gravi minacce rivolte contro l’emittente, che trasmette in esilio da Londra e ha l’effetto di intimorire i molti colleghi di Pouria a Iran International e Bbc Persian. Pouria, l’Fpa e con te, non sei solo”.
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