Sarà una sorta di test, di prova generale, per la gestione del traffico che si teme caotica a partire dall’anno prossimo, dall’apertura del cantiere da 300 milioni di euro, a sei chilometri dal confine con l’Italia. Sì perché anche durante i lavori di rifacimento in ogni direzione la viabilità sarà limitata a una sola corsia. Per questo motivo gli autotrasportatori chiedono che, per tutta la durata dei lavori, sia sospeso il divieto di transito per i tir lungo il corridoio del Brennero. Divieti contro i quali il Governo italiano ha già avviato una procedura con richiesta di infrazione alla Corte di giustizia europea. Una scelta «difficile ma obbligata» aveva spiegato il ministro dei trasporti, Matteo Salvini.
A preoccupare sono le ripercussioni che avranno i lavori sul ponte: conseguenze anche su scala nazionale. L’asse interessato è strategico: solo nel 2023 il valore delle merci trasportate su gomma attraverso il Brennero è stato di oltre 100 miliardi di euro. La chiusura del viadotto, che rappresenta un importante snodo di collegamento tra l’Italia ed i Paesi del Nord Europa, secondo le stime potrebbe causare un calo di questo valore fino al 20%.
Solo un mese fa le categorie economiche trentine avevano evidenziato le criticità che incombono sull’intera economia locale (e non solo) in vista dei lavori sul viadotto. Interventi di ammodernamento, questi, che dovrebbero durare due anni e che rappresentano una grave minaccia per l’economia del Trentino e, più in generale appunto dell’intera economia legata al valico del Brennero. Le probabili code chilometriche e il restringimento di carreggiata avranno un impatto negativo sul traffico, con ripercussioni su diversi settori economici, tra cui l’autotrasporto, il commercio all’ingrosso e al dettaglio, l’industria, l’artigianato. E pure, settore altrettanto importante, il turismo.
«Serve un impegno forte da parte di tutti – ha dichiarato Mauro Bonvicin, vicepresidente di Confcommercio Trentino e presidente dell’Associazione Grossisti e Pmi – La chiusura del Ponte di Lueg è una grave minaccia per l’economia del Trentino. È necessario un impegno forte da parte di tutte le istituzioni coinvolte per trovare una soluzione che tuteli il tessuto economico del territorio». Lo stesso referente ha ipotizzato anche «un calo fino al 20% del valore delle merci trasportate su gomma via Brennero».
A pesare sono anche le limitazioni imposte dall’Austria, come ha evidenziato il presidente di Fai Conftrasporto Trentino Alto Adige, Andrea Pellegrini. «I divieti di transito per i mezzi pesanti in Austria già in vigore aggraveranno la situazione causata dalla chiusura del ponte di Lueg. L’unica soluzione per mitigare l’impatto di questa chiusura è ottenere il permesso di transito notturno per i mezzi pesanti. La fluidità del traffico merci è fondamentale per il sistema produttivo italiano e europeo. È necessario un intervento urgente delle autorità competenti per scongiurare un blocco del traffico e le sue negative conseguenze economiche».
«I lavori di ammodernamento del Ponte di Lueg sono necessari – aveva detto, in conferenza stampa, Tristano Scarpetta di Autobrennero – perché le strutture hanno bisogno di avere un’adeguata manutenzione che ne garantisca la sicurezza. A22 è disponibile a collaborare con tutte le istituzioni coinvolte per trovare una soluzione che permetta di realizzare i lavori».
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