Stupro di gruppo a Palermo, la ragazza vittima della violenza: “Non ce la faccio più, la mia vita è un tormento”
Vittima una ventenne che lo scorso anno aveva raccontato di essere stata vittima di uno stupro di gruppo che ha portato a processo sei persone, con una condanna. Adesso la Procura di Palermo e la Procura dei Minori hanno aperto un’indagine per violenza privata a carico di un minorenne e di sua madre che sono stati denunciati dalla ragazza. Un ragazzo che però sarebbe estraneo allo stupro di gruppo, ma accusato di un altro tentativo di violenza sessuale. La giovane donna qualche mese prima dello stupro aveva infatti raccontato di aver subito un altro tentativo di violenza sessuale da parte di un ragazzo e di essere riuscita a fuggire spruzzando dello spray al peperoncino contro l’aggressore.
Dalle parole della ragazza è nato un procedimento penale a carico del minorenne. Ieri, secondo il racconto della vittima, il ragazzino e sua madre avrebbero cercato di farle fare marcia indietro minacciandola e trascinandola dai carabinieri. Sulla vicenda, che resta tutta da chiarire, è stata aperta un’indagine che ipotizza il reato di violenza privata.
La ricostruzione dei fatti: l’aggressione del ragazzo con la madre e la denuncia
La ragazza si trovava ieri sera a Ballarò, con il suo attuale fidanzato, quando è stata avvicinata da un ragazzo e la madre di quest’ultimo. Come detto, si tratta del giovane che la ragazza ha denunciato per abusi sessuali durante l’inchiesta ma che non c’entra con i sette del presunto stupro di gruppo. Avrebbe abusato della giovane tra i mesi di maggio e giugno del 2023, quindi un mese prima della violenza del Foro Italico. Il giovane e la madre avrebbero avvicinato la ragazza per intimarle di ritrattare la denuncia. Poi, avrebbero costretto la ventenne a seguirli nella loro abitazione, a due passi da Ballarò. Il fidanzato non ha potuto fare nulla, questo avrebbe detto agli inquirenti. Dopo alcune ore il ragazzo si è presentato ai carabinieri per denunciare quanto stava accadendo. E nella notte, madre e figlio, con la ragazza, si sono presentati in caserma dove lei avrebbe dovuto ritrattare, secondo la madre del giovane. Invece hanno trovato lì il fidanzato che stava denunciando il sequestro e le minacce. Sono stati ascoltati per tutta la notte. Ora l’indagine cerca di fare luce su quanto avvenuto.
La denuncia anche sui social: “Ovunque vada gridano il mio nome e dicono parolacce”
«Dovunque vada gridano il mio nome ridendo o dicendo parolacce», ha scritto sui social la ragazza vittima dello stupro di gruppo del Foro Italico di Palermo prima delle nuove minacce e percosse che avrebbe ricevuto ieri sera da un ragazzo e dalla madre. «Mi sto iniziando a stancare di tutto e di tutti – scrive sconsolata – come faccio a vivere una vita senza che nessuno mi voglia bene veramente? Questa non è vita».
Il trasferimento in una località segreta
«Dopo la nuova aggressione nei suoi confronti, la mia assistita è stata portata in una località segreta per tenerla al riparo da ulteriori minacce», ha detto l’avvocato Carla Garofalo, legale della ventenne vittima dello stupro di luglio. La giovane ieri sera è stata minacciata con un coltello e trascinata via, mentre era in compagnia del fidanzato in un bar del centro storico, da un altro ragazzo che aveva denunciato sempre per violenza sessuale, spalleggiato dalla madre, con l’obiettivo di convincerla a ritrattare le accuse. La vicenda è stata confermata dalla legale della ragazza, che tuttavia non ha potuto incontrare la sua assistita proprio perché è stata immediatamente portata via da Palermo per motivi di sicurezza. La giovane, subito dopo lo stupro di gruppo del luglio scorso, era stata inizialmente trasferita in una comunità protetta, ma dopo qualche tempo aveva fatto rientro in città, ospite di una zia. Adesso la decisione della magistratura, che ha aperto un fascicolo per violenza privata nei confronti del ragazzo e della madre autori delle nuove minacce, di trasferire la ventenne in una località segreta.
«Purtroppo avevo il telefono silenziato e mi sono accorta tardi delle chiamate», ha precisato l’avvocato della giovane. «Ci sarebbe stata una violenza privata nei suoi confronti, per questo lei provava a chiamarmi. Un aspetto sembra orm,ai chiaro: non sembrerebbe che ci siano collegamenti tra le violenza subita dalla ragazza nelle ultime ore e i sette ragazzi dello stupro.
Le reazioni
La senatrice del Pd Valeria Valente: «L’aggressione subita da Asia Vitale, che denunciò uno stupro di gruppo a Palermo a luglio scorso è gravissima. Un giovane da lei accusato per un’altra violenza e la madre di lui hanno cercato di indurla a ritrattare, aggredendola. E’ proprio per prevenire casi come questo che le misure cautelari vanno utilizzate di più e meglio: le vittime di violenze che denunciano vanno protette e devono poter tornare a una vita normale e i loro aguzzini vanno messi in condizione di non nuocere. Altrimenti, visto che sporgere denuncia può esporre ai rischi di ritorsione, le donne non denunceranno più. Aggiungo che sono gli uomini e i ragazzi violenti che devono essere allontanati dalle vittime, mentre la limitazione della libertà della vittima deve essere l’ultima possibilità, una decisione assunta in casi eccezionali, quando non è possibile fare altrimenti».
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