Partiamo dal consigliere nazionale FITP Pierangelo Frigerio, da molte stagioni personaggio cardine del tennis piemontese: “Non posso che dirmi dispiaciuto per la rottura di questo rapporto – ha esordito – perché il binomio pareva inscindibile. Sonego è cresciuto con Arbino, e lo ricordo giovanissimo impegnato ad emergere con quelle caratteristiche che anche da professionista ha conservato. Prima fra tutte la tenacia sul terreno di gioco, la stessa che è sempre stata una peculiarità del suo coach”.
“Non posso però entrare nel merito di una decisione presa dal giocatore, che certo gli sarà costata visto il lungo rapporto e la sua particolarità che vedeva i due protagonisti quasi nelle vesti di secondo padre e figlio. Forse è stato proprio questo che ha determinato la separazione”
“I figli crescono e hanno bisogno di autonomia, anche se rimangono affettivamente legati a coloro che li hanno forgiati. La speranza è che entrambi possano ripartire e raggiungere nuovi traguardi. Ricordo ancora la prima impresa di Sonego, al Foro Italico di Roma, quando il grande pubblico lo scoprì. C’ero anche io e non nascondo che l’emozione fu forte, per tutti”.
Laurent Bondaz è il coach di Edoardo Lavagno, altro torinese che frequenta il circuito internazionale. La sua prima reazione è stata di stupore: “Non nascondo la sorpresa – ha sottolineato – perché dall’esterno mi pareva che tutto filasse liscio, pur con i logici aggiustamenti tecnici che il tennis moderno richiede. Non dimentichiamo mai cosa i due soggetti in questione sono riusciti a fare. Hanno raggiunto traguardi importantissimi e nessuno mai potrà metterli in discussione”.
“Quasi dal nulla sono diventati un tennista che ha sfiorato la 20ª posizione mondiale e uno stimato coach, di caratura internazionale, che ha saputo farsi spazio in un ambiente molto competitivo. Sulla scelta non posso esprimere giudizi perché non mi competono, non conoscendo le vere motivazioni che l’hanno determinata. Solo il tempo dirà se è stata giusta o sbagliata. Penso però che Sonego sarà ora molto motivato a fare ancora meglio“.
Alberto Giraudo è stato una sorta di predecessore di Sonego, perché proprio a fianco di Gipo Arbino ha compiuto un percorso lungo quasi 13 anni: “Penso che il divorzio sia stato fisiologico – ha affermato – molto probabilmente rimandato dal legame che si era instaurato tra i due. Arbino è una sorta di secondo padre e grande motivatore. Nel corso della strada fatta insieme credo che entrambi, Sonego e Gipo, abbiano tratto dei benefici. Hanno anche potuto farlo grazie all’attenzione che il settore tecnico della FITP ha riposto negli Over 18, cosa che invece non accadeva ai miei tempi”.
“Forse anche per questo motivo all’epoca Arbino non aveva potuto puntare appieno sul parco giocatori a sua disposizione, certo non paragonabile, sottoscritto compreso, a Lorenzo Sonego. Spero che Lorenzo sia disposto ad andare fino in fondo e rimettersi in gioco abbandonando la situazione di comfort nella quale è cresciuto”
“Dovrà lavorare in maniera diversa, imitando quanto fatto da Sinner che si è dimostrato un vero “fenomeno” anche nella costruzione di un team nel quale tutti i tasselli sono stati inseriti nei posti giusti. Forse Sonego era entrato in modalità “mi godo quanto fatto”, più che in quella devo rimettermi in gioco tutti i giorni, torneo dopo torneo. Ormai non te lo puoi permettere”.
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