Ex allievo della “Nunziatella”, dopo la formazione nella Scuola Ufficiali di Roma chiede di essere trasferito in Sicilia, dove presta servizio per due anni come Comandante della Compagnia di Bagheria. Qui nel 1985 arresta i latitanti Vincenzo Puccio e Antonino Gargano, braccio destro di Bernardo Provenzano.
Dopo i risultati ottenuti in Sicilia nella lotta alla mafia, viene trasferito a Milano, dove diventa capitano del Ros (Raggruppamento operativo speciale). A Milano fonda il Crimor: un’Unità Militare Combattente operativa a Palermo dal settembre 1992 al 1997. Ed è con la struttura da lui creata che arresta il boss Totò Riina. L’eclatante operazione del 1993 tuttavia porterà all’accusa per il Capitano Ultimo di favoreggiamento a Cosa Nostra insieme al generale Mario Mori, uno dei fondatori del Ros.
I due furono rinviati a giudizio su richiesta dell’allora sostituto procuratore di Palermo, Antonio Ingroia, per aver omesso di informare la Procura che il servizio di osservazione alla casa di Riina era stato sospeso, causando così, secondo l’accusa, un ritardo nella perquisizione del covo del boss. Nel 2006, Ultimo e Mori sono stati prosciolti «perché il fatto non costituisce reato».
De Caprio resta nel Ros fino al 2000, viene trasferito su sua richiesta al Nucleo Operativo Ecologico dei Carabinieri (Noe) di Roma con il ruolo di vice comandante. Sotto il suo comando, viene arrestato il presidente di Finmeccanica Giuseppe Orsi e l’ex presidente della Regione Lazio Bruno Landi. Come vice comandante del Noe segue il caso della Cpl Concordia. Infine cambia ancora lavoro e passa all’Aise, il servizio segreto per l’estero dove nel 2016 dirige l’ufficio affari interni.
Nel 2015 fonda una associazione, la “Volontari Capitano Ultimo Onlus”, dove porta avanti progetti di solidarietà nei confronti dei meno fortunati. Nel 2017 viene restituito all’Arma perché, dopo il caso Consip «è venuto meno il rapporto di fiducia» a causa di alcune fughe di notizie. L’anno successivo rinuncia all’onorificenza di Cavaliere della Repubblica ricevuta il 2 giugno 2017. Le sue tante vite non finiscono qui e diventa direttore delle “attività convenzionali” del Comando per la tutela della biodiversità e dei parchi dei Carabinieri Forestale. Nel 2018 gli tolgono la scorta, poi gliela restituiscono per le minacce ricevute dalla mafia. Ora inizia l’ultima vita di Capitano Ultimo nella lista di Cateno De Luca.
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