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A sei mesi dall’attacco di Hamas del 7 ottobre ai kibbutz nel sud di Israele e dall’inizio della guerra nella Striscia di Gaza, una tregua appare ancora difficile, così come un nuovo scambio di prigionieri. Nelle prossime ore riprenderanno al Cairo – anche su forte pressione del presidente americano Joe Biden – i contatti indiretti tra Israele e una delegazione di Hamas, guidata dal responsabile Khalil Al-Hayya, attraverso i mediatori dell’Egitto e del Qatar.  Ma, dopo sei mesi di angoscia per gli israeliani prigionieri a Gaza e dopo il ritrovamento del corpo senza vita di uno di loro, si moltiplicano le manifestazioni in diverse parti di Israele per chiederne la liberazione e invocare le dimissioni del premier Benyamin Netanyahu ed elezioni anticipate: centomila persone sono scese in piazza, nella sola a Tel Aviv, secondo gli organizzatori, un numero che non si vedeva dalle proteste anti governative del sabato sera prima della guerra.  I manifestanti di Tel Aviv hanno acceso diversi fuochi in Kaplan Street, nei pressi del ministero della Difesa, che sono stati rapidamente spenti dalla polizia con estintori. La polizia ha usato la forza per allontanare i manifestanti mentre gli speaker del corteo cercavano di riprendere il controllo. La folla gridava “Polizia, chi proteggete esattamente” e “Ben-Gvir è un terrorista”. Quattro persone sono state arrestate. Lo riporta Times of Israel. La polizia ha disperso con la forza i manifestanti alcuni dei quali avevano inscenato un sit-in. Un uomo anziano è stato travolto da un cavallo degli agenti.

Il ministro degli Esteri israeliano Israel Katz e cinque famiglie degli ostaggi partiranno domenica 7 aprile per una visita diplomatica in Italia. Lo scrive Ynet, secondo cui l’obiettivo del viaggio è “convincere gli italiani a ritirare la loro opposizione all’operazione a Rafah, bloccare le richieste di cessate il fuoco unilaterale nell’Unione europea e aumentare la pressione sul Libano: l’obiettivo della delegazione è anche quello di mantenere la legittimità israeliana nel continuare i combattimenti e promuovere la questione dei rapiti”


Anti government protests in Israel calling for release of hostages in Gaza


 

Il cadavere di Elad Katzir, 47 anni, è stato recuperato dall’Idf a Khan Yunis, vera e propria roccaforte di Hamas nel sud della Striscia di Gaza. L’uomo era stato rapito il 7 ottobre nel kibbutz di Nir Oz ed è stato “ucciso in cattività dalla Jihad islamica”, ha detto il portavoce militare: l’8 gennaio scorso la stessa fazione palestinese aveva diffuso un video di lui ancora in vita. Il ritrovamento del corpo ha ulteriormente motivato le famiglie degli ostaggi a rivolgere l’ennesimo appello a Netanyahu ad accelerare su un accordo per i rapiti “prima che sia troppo tardi”. Il premier fa fronte a un’opposizione crescente: dopo il ministro centrista Benny Gantz – che ha invocato il voto anticipato per settembre -, anche il leader dell’opposizione Yair Lapid ha deciso di volare a Washington dove incontrerà il consigliere per la Sicurezza nazionale Usa Jake Sullivan e il segretario di Stato americano Antony Blinken.


Anti government protests in Israel calling for release of hostages in Gaza


 

Nelle prossime ore tutta l’attenzione sarà però calamitata dal Cairo per la nuova tornata di colloqui alla presenza del direttore della Cia William Burns, inviato dalla Casa Bianca, e quella, quasi certa, del capo del Mossad David Barnea. Nella serata di domenica – secondo i media – è previsto un vertice tra il capo della Cia, il primo ministro di Doha Muhammad al-Thani e il capo dell’intelligence egiziana Abbas Kamel. Burns – secondo funzionari Usa – porta con sé due lettere di Biden per i leader di Egitto e Qatar in cui il presidente Usa li esorta a fare pressione su Hamas per un accordo con lo Stato ebraico sugli ostaggi. Nell’ultimo, teso, colloquio telefonico di giovedì scorso con Netanyahu, il capo della Casa Bianca aveva incalzato anche il premier a concordare un immediato cessate il fuoco con il rilascio dei rapiti.


Manifestanti in piazza a Tel Aviv


 

La posizione di Hamas tuttavia resta immutata: per arrivare a un’intesa – ha fatto sapere la stessa fazione islamica su Telegram, confermando al tempo stesso la partenza della sua delegazione per il Cairo – vuole un “cessate il fuoco permanente, il ritiro dell’esercito da Gaza, il ritorno degli sfollati, la libertà di movimento e un serio accordo di scambio di prigionieri”. Punti – soprattutto i primi – che però Israele ha già più volte respinto.  Al 183esimo giorno di guerra, Israele continua ad operare nel sud della Striscia e a preparare l’annunciata operazione di terra a Rafah, forse per la fine del Ramadan. L’Idf ha annunciato di aver ucciso Akram Abd Al-Rahman Husein Salamah, “un operativo senior della Sicurezza interna di Hamas”. Il bilancio dei morti a Gaza – dove la situazione umanitaria resta disastrosa in attesa dell’incremento degli aiuti umanitari annunciato da Israele – secondo dati di Hamas che non è possibile verificare in modo indipendente, è salito a quota 33.137, di cui almeno 46 nelle ultime 24 ore. “La guerra a Gaza – ha detto il capo dell’Ufficio dell’Onu per gli affari umanitari, Martin Griffiths – rappresenta “un tradimento dell’umanità”.

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Maurizio Barra

Sono nato a Torino, il 19 Febbraio 1968. Ho alle spalle un'educazione direi Umanistica di base, avendo frequentato il Liceo Classico Valsalice e Lingue e Lettere Moderne all'Università. Grande passione per tutto ciò che è una tastiera, dal pianoforte o simili, ai PC, di cui peraltro amo anche il touch. Inoltre, un'altra mia grande passione, è lo sport e mi ha molto coinvolto, siccome ho lavorato molto su di me negli anni, passando attraverso varie fasi, nelle quali sono ingrassato moltissimo e poi sono diventato assai magro, dunque, siccome più volte ho dovuto intervenire su di me, ho voluto approfondire questo discorso ed ho conseguito il Master CFT come Personal Fitness Trainer presso Issa Italia. La voglia e l'interesse ad approfondire tante tematiche e la curiosità olistica, alle volte giocano brutti scherzi, perchè si rischia di iniziare tutto e concretamente di non riuscire a concludere nulla. Bisogna in teoria scegliere cosa fare da grande, il fatto è che io sono già ben cresciuto ed ora mi sento assai coinvolto dall'ambito tecnologico e dunque spero, soprattutto, di essere un intermediario tra i vedenti, diciamo, o comunque tra tutti e proprio chi è non vedente come me, sia per mostrare quante cose si possono fare in autonomia, sia per avvicinare (e qui mi appello a sviluppatori, amanti di softwares etc...) la facilità e l'accesso all'uso completo della tecnologia anche da parte degli stessi non vedenti, che comunque si devono spesso scontrare con grafici, pagine poco accessibili e continui escamotage, per fare cose che, con il famoso click, in teoria si risolvono subito e questo poi non è sempre vero; in sostanza lo scopo o l'idea sono quelli di avvicinare i vedenti, sviluppatori di apps e siti, a renderle più accessibili, metendo dunque a disposizione la mia conoscenza delle Tecnologie Assistive (Assistive Tecnologies) di cui mi ritengo un buon conoscitore. Non parliamo poi delle Apps Mobili ed anche di quel mondo, davvero meraviglioso ed il cui approccio per me è stato direi facile, ma mi rendo conto che non è così per tutti. Quindi, spero, nel tempo, di mettere a disposizione la mia modestissima ed umile e piccola esperienza, mantenendo vivo ogni nuovo possibile fronte di apprendimento e confronto e conoscenza, tutti utili e sempre necessari, non si smette mai di imparare e neanche di confrontarsi. Dunque, spero di avervi con me, sempre più numerosi, lungo questo nuovo cammino! Inoltre, siccome la tecnologia non è soltanto procedure, tutorials su come usare un sistema operativo o su come riparare PC, ma offre anche molti strumenti di consultazione, visione, ascolto, cercherò di condividere con voi le mie impressioni e quindi files, contenuti multimediali o altro, non avranno soltanto attinenza tecnologica, ma qualcosa a che fare con la rete l'avranno. Anzi, sono benvenuticommenti, suggerimenti e proposte. Con il trascorrere del tempo, il sito ha preso la direzione informativa. Pur essendo da solo a gestire tutta questa mole di notizie, prometto di dare sempre il massimo per fornire tutte le notizie il più possibile aggiornate in tempo reale, relative a tantissime categorie: Mondo, Cronaca, Economia, Politica, Tecnologia, Scienza, Medicina, Spettacoli, Cinema, Musica, Cultura, Calcio e sport, Regione Piemonte, tutto, ma proprio tutto, sulla Juventus e molto, molto altro. Grazie a tutti!

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