Derthona Due.Zero 2024 “è stata un’edizione ricca di contenuti scientifici , che hanno confermato l’originalità di un vitigno in grado donare complessità sensoriale e sviluppo nel tempo” afferma Gian Paolo Repetto, presidente del Consorzio Tutela Vini Colli Tortonesi che raggruppa 108 produttori. “La diversità delle tante interpretazioni di Timorasso presenti sui Colli Tortonesi, dovute alla eterogeneità disegnata dai diversi terreni e alle sei valli nelle quali trovano spazio i vigneti di questa varietà, insieme ai diversi stili adottati dai produttori, rappresentano una ricchezza della quale siamo orgogliosi e che vogliamo preservare con forza” sottolinea Repetto.
Non è un vitigno facile da coltivare e bisognoso di particolari attenzioni in vigna, il Timorasso dà il meglio di sé lungo le sei valli – Ossona, Grue, Curone, Scrivia, Borbera, Un’area molto vasta, caratterizzata da altitudini ed esposizioni differenti con terreni argillosi, compatti, costituiti in molti casi anche dalle cosiddette marne di Sant’Agata Fossili, le stesse presenti lungo la dorsale che da Barolo arriva fino alla Toscana.
Inoltre il territorio non ha messo da parte l’anima rossista della produzione enoica: “è rimasta tanta Barbera – rimarca la produttrice Elisa Semino – che è un po’ lo zoccolo duro del distretto perché è sempre stato in zona e qui viene molto bene. Ma è col Timorasso che è partita la corsa al rialzo dei valori fondiari e del prezzo delle uve”.
L’ultima edizione di Derthona Due.Zero ha visto anche quest’anno la nomina dell’Ambasciatore del Derthona 2024, iniziativa ideata dal Consorzio dei Colli Tortonesi per premiare il lavoro e la dedizione di quei professionisti del settore che ogni anno si impegnano a far conoscere questo territorio e il suo vitigno simbolo. Quest’anno il premio è stato assegnato a tre ristoranti che valorizzano la presenza del Derthona nelle loro carte dei vini: Anna Ghisolfi e Cavallino a Tortona (Alessandria), Foresteria La Merlina a Dernice (Alessandria).
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