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Accoltellò in classe la sua insegnante: due anni di servizi sociali per lo studente 16enne

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Ultimo aggiornamento 10 Aprile, 2024, 23:16:52 di Maurizio Barra

Niente carcere, ma un periodo di due anni di “messa alla prova”, ossia di affidamento ai servizi sociali minorili per un percorso educativo e di sostegno anche psicologico.

Questa la la decisione del giudice del Tribunale dei minori nei confronti di un ragazzo di 16 anni che, il 29 maggio 2023 a 16 anni, accoltellò in classe, durante la lezione, la sua insegnante di italiano, Elisabetta Condò, nell’istituto Emilio Alessandrini ad Abbiategrasso (Milano).

Per il ragazzo, arrestato nelle indagini del pm Myriam Iacoviello per tentato omicidio e difeso dall’avvocato Robert Ranieli, il processo è stato sospeso con ordinanza di messa alla prova, che se andrà a buon fine porterà all’estinzione del reato. Nel corso di questi due anni, in sostanza, il ragazzo affronterà un percorso sia scolastico che di volontariato con assistenza dei servizi sociali e psicologica.

Con l’ordinanza di sospensione del processo per la messa alla prova, come prevede la legge, il giudice “affida” il minorenne “ai servizi minorili dell’amministrazione della giustizia per lo svolgimento, anche in collaborazione con i servizi locali, delle opportune attività di osservazione, trattamento e sostegno”. E la messa alla prova può essere revocata “in caso di ripetute e gravi trasgressioni alle prescrizioni”.

Prima dell’udienza di oggi se ne era tenuta un’altra il 16 gennaio. In quell’occasione c’era stato anche un abbraccio tra il ragazzo e la professoressa 51enne Elisabetta Condò, che dopo l’aggressione era stata sottoposta ad una lunga e delicata operazione di chirurgia plastica e che in più interviste ai media aveva spiegato che “è giusto che lui abbia una seconda possibilità” e che “non vada in carcere”.

Già più di due mesi fa il ragazzo era passato dal carcere minorile, l’istituto Beccaria di Milano, ai domiciliari, dopo circa 7 mesi, su decisione del Tribunale per i minorenni e su istanza della difesa. Dopo l’aggressione alla docente, colpita più volte alle spalle con un coltello che il 16enne aveva nascosto nello zaino, e dopo l’arresto eseguito dai carabinieri, lo studente, accusato di tentato omicidio aggravato, era stato ricoverato nel reparto di Neuropsichiatria infantile dell’ospedale San Paolo di Milano. Prima di passare in carcere su decisione del gip dei minori.

Nell’interrogatorio il ragazzo, che aveva ricevuto sei note dall’inizio dell’anno, aveva ammesso le sue “responsabilità”, non riuscendo, però, a fornire una giustificazione per il gesto compiuto. All’udienza di oggi c’era anche don Gino Rigoldi, per oltre 50 anni cappellano al Beccaria, e che è sempre stato vicino in questi mesi al giovane

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