Knox è stata definitivamente assolta per l’omicidio. Le era invece sempre rimasta la condanna a tre anni di reclusione per calunnia (comunque già scontati con i quasi quattro passati in cella per il delitto) legata all’avere coinvolto nell’indagine Lumumba, poi riconosciuto estraneo. Questo nonostante avesse sempre sostenuto di averlo fatto perché sotto pressione durante gli interrogatori. Una tesi portata anche alla Corte europea che ha attestato la violazione del diritto ad avere un difensore e a farsi assistere da un interprete.
L’introduzione dell’articolo 628 bis nel codice di procedura penale ha quindi permesso alla Knox, tramite i suoi difensori Carlo Dalla Vedova e Luca Luparia Donati di ottenere un nuovo processo per eliminare gli effetti pregiudizievoli delle decisioni adottate in violazione della Convenzione per i diritti dell’uomo. La Cassazione ha così annullato la condanna per calunnia e rinviato “per un nuovo esame” alla Corte d’assise d’appello di Firenze. I giudici toscani dovranno comunque muoversi seguendo uno stretto percorso delineato dalla stessa Cassazione. Secondo la quale “la violazione al diritto ad un equo processo” “nei termini accertati dalla Corte di Strasburgo” mina “in radice la possibilità di utilizzare quale corpo del reato di calunnia le dichiarazioni rilasciate da Knox” agli investigatori la notte del 6 novembre del 2007, quando venne poi fermata, che chiamavano in causa Lumumba.
Resta il memoriale scritto, in inglese, prima di essere portata in carcere che per i supremi giudici “non può dirsi compromesso”. Non potendo però esprimere un giudizio di merito ne hanno rimesso la valutazione alla Corte di Firenze che dovrà dire “se contenga effettivamente dichiarazioni accusatorie nei confronti di Lumumba formulate nella consapevolezza della sua innocenza”.
Nello scritto Knox ha sostenuto di “dubitare fortemente” delle sue dichiarazioni precedenti, “fatte in uno stato di choc, stress e profonda prostrazione”. Ha parlato di flash e di “immagini sfocate”, di un “sogno”. “E non sono sicura che si tratti di eventi effettivamente accaduti” ha scritto. Impossibile dire se la Corte di Firenze disporrà qualche atto istruttorio o deciderà allo stato. Eventualità che accelererebbe i tempi per la decisione.
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