Come è andato il torneo?
“Guarda, c’è tanto rammarico per la sconfitta perché io e il mazzo potevamo farcela ma sono davvero molto appagato dal livello degli avversari che ho incontrato e dalla qualità delle partite che ho giocato. Arrivare in semifinale a un torneo così grosso affrontando e battendo gente davvero capace (ha battuto persino Tord Reklev che poi ha portato a casa il titolo di campione europeo ndr) è stata una bella soddisfazione.
È stato tanto divertente quanto stancante. Gioco da talmente tanto che ho sempre bisogno di uno stimolo che mi tenga concentrato e appagato: dopo 22 anni non sono più un ragazzino. Giocare questo tipo di mazzo (Pidgeot control) e avendo a che fare con chi lo capisce e sa giocarci contro è bello, e vedere la sorpresa dei miei avversari alle mie mosse e contromosse mi ha dato molte soddisfazioni. Poi ho anche portato a casa la qualificazione al mondiale con tanto di viaggio pagato, il che è sempre un buon traguardo”.
Che mazzo hai portato? E che meta hai incontrato?
“Questo EUIC è stato il primo torneo con un metagema nuovo visto che c’è appena stata la rotazione che ha rimosso le 4 espansioni più vecchie. Non c’erano più né Mew né Gardevoir, i due mazzi che sono arrivati primo e secondo ai mondiali di Yokohama, ma ne sono arrivati di nuovi: uno dedicato ai Pokémon Tempo Passato (che ha vinto la categoria Senior ndr) e uno a quelli del Tempo Futuro.
Io ho portato un mazzo Pidgeot control che moltissime altre persone hanno usato: 180 giocatori su 2600 (i concorrenti totali del gioco di carte ndr), poi, hanno usato proprio la mia lista. Io ho creato questo mazzo 6 mesi fa e ora sta spopolando anche perché non solo l’ho promosso tanto ma ho fatto da coach a 50 persone. Inizio a sentire il peso degli anni e giocare un mazzo come questo è stato pesante perché non puoi fare errori. Sono molto orgoglioso del mio lavoro in questo senso: era un deck difficile, eppure sono riuscito a raggiungere il mio miglior risultato di sempre a un internazionale.
Ho incontrato soprattutto Charizard, Lugia, Chien Pao e qualche versione modificata di Lost Box. La principale condizione di vittoria nel gioco di carte dei Pokémon è prendere le carte premio sconfiggendo i Pokémon nemici; il mio mazzo, invece, punta a fare finire le risorse avversarie e macinargli tutte le carte. Arrivare a questa situazione non è semplice perché ci sono deck con una quantità infinita di risorse. La soddisfazione, però, viene dal lavoro di previsione delle mosse avversarie e dall’adattarsi di conseguenza”.
Come si sono evoluti i tornei di Pokémon in questi anni?
“22 anni fa i tornei erano gratis e il montepremi erano soltanto bustine. Nella stagione 2017 hanno avviato il circuito internazionale con tornei a pagamento e soldi in palio (in Italia e Spagna, a causa delle leggi sul gioco d’azzardo è ancora impossibile assegnare premi in denaro ai giocatori ndr). I primi tornei costavano 20 euro, potevi vincerne al massimo 1000 ed eravamo in 300. Ora il torneo costa 70 euro, è un evento enorme e i premi sono belli grossi, con il primo posto della sezione cardgame che fa guadagnare 25mila dollari. Tutto questo, però, non è ancora sufficiente secondo me. Andare a premiare 64 persone in un torneo di 4000 è ancora troppo poco”.
Credi ci sia un rischio concreto che l’aumento del montepremi porti più giocatori interessati solo ai soldi?
“Il sistema non è perfetto, il gioco non è semplice e anche i migliori fanno fatica a essere costanti ma è difficile che qualcuno giochi solo per i soldi. Investi tempo e denaro in questo ambiente perché ti piace il gioco e ti piace l’IP, e so per certo che la stragrande maggioranza di chi compete lo fa per passione. I soldi, però, hanno attirato giocatori di Yu-Gi-Oh! e Magic perché i premi sono decisamente migliori e le carte costano poco, trovare anche una community sana e accogliente penso sia un interessante bonus. Il mio mazzo nella versione più economica costa 40 euro e con lui ne ho vinti 10mila. L’unico motivo che mi fa restare così attivo in questo gioco è la community: se qualcuno entra in questo mondo so che troverà un ambiente sano.
Io incoraggio le persone che mi seguono e a cui insegno il gioco a interagire con gli avversari, a creare connessioni, a incontrarsi ancora e ancora, a chiacchierare, e a creare legami duraturi. Io conosco giocatori da 15 anni e alcuni di loro sono pure invitati al mio matrimonio il prossimo agosto. Il coronamento di questo discorso sarà l’apertura del mio negozio, con 180 posti a sedere, per fare incontrare la gente. Sarà a Cinisello e quando ho deciso di aprirlo ho pensato a mio figlio: Per quando crescerà vorrei trovasse un luogo sicuro e familiare dove poter praticare la sua passione e condividerla con altri”.
-di Riccardo Lichene
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