“Bisogna infatti interrogarsi sempre sul rapporto costi-benefici – ha detto Bozzini – Serve dunque una visione pragmatica, incardinata al principio della neutralità tecnologica, per dare spazio ad una pluralità di strumenti e di soluzioni, tutte coerenti con gli obiettivi dell’Unione europea.
La filiera dell’automotive deve finalmente essere considerata nella sua globalità, comprendendo produzione, componentistica, autoriparazione. Il peso specifico del settore sul Pil regionale è davvero importante, essendo pari al 4,3% del totale che all’ultimo dato disponibile risulta di 40,7 miliardi di euro suddivisi in produzione (8%), componentistica (9%), commercio (62%), riparazione (10%) e ricambisti (11%)”.
Lo studio della Cna mostra anche che la filiera dell’automotive ha un impatto notevole anche sull’export della Lombardia, tanto da pesare per il 3,6% (6 miliardi di euro nel 2023) sul totale e si suddivide per il 34% in produzione e per il 66% in componentistica.
“In sintesi proponiamo una transizione decisa, graduale – afferma il segretario Cna Lombardia Binda – che sia accompagnata da incentivi e formazione del personale. Nessuno chiede di arretrare sugli obiettivi e i mezzi con cui perseguirli devono essere molteplici e realistici”.
Bozzini, De Col e Cavini hanno ribadito che “il ruolo delle piccole imprese nelle filiere dell’automotive e della logistica è strutturale e centrale, come lo è quello di queste filiere nella ricetta dell’economia nazionale. L’ambizione degli obiettivi condivisi a livello comunitario deve sposarsi con il realismo dei mezzi. Serve pragmatismo, ma serve anche un pluralismo tecnologico che non ci faccia dipendere solo da soluzioni unilaterali e necessariamente parziali, come nel caso dell’auto elettrica”.
I rappresenti delle piccole e medie imprese delle tre Regioni definite ‘la locomotiva d’Italia’ hanno sottolineato come sia necessario “stimolare la creatività e la libertà nell’escogitare e implementare soluzioni utili alla grande battaglia della tutela della sostenibilità. La digitalizzazione e l’intelligenza artificiale rappresenteranno due strumenti davvero importanti per governare il cambiamento restando competitivi”.
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