“Nell’immediato, il Governo intende continuare nell’adozione di misure volte a intervenire sul profilo del deficit, migliorandolo ulteriormente anche attraverso una revisione della disciplina dei crediti d’imposta al fine di ricondurlo al di sotto del 3 per cento del Pil entro il 2026, come previsto nella Nadef. Tali azioni saranno rivolte a migliorare non solo i saldi di competenza, ma anche quelli di cassa, abbassando così il profilo del rapporto debito/Pil già nel breve periodo”, prosegue il testo.
Il governo punta a “concordare con la Commissione europea l’estensione a sette anni dell’aggiustamento di finanza pubblica” per mettere in debito in un sentiero di continua e sostanziale riduzione, il nuovo Piano non potrà che partire dai risultati già conseguiti con il PNRR, consolidandone gli investimenti e le riforme con particolare riferimento alla transizione ecologica e digitale. Allo stesso tempo, il Piano risponderà alle esigenze di investimento della difesa e agli imprescindibili obiettivi di miglioramento dell’equità sociale e di ripresa demografica del Paese”. Lo scrive il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti nell’introduzione al Def.
Il governo punta a “concordare con la Commissione europea l’estensione a sette anni dell’aggiustamento di finanza pubblica” per mettere in debito in un sentiero di riduzione. E il futuro Piano strutturale di bilancio di medio termine da sottoporre all’Ue “non potrà che partire dai risultati già conseguiti con il Pnrr” consolidando gli investimenti e le riforme su transizione ecologica e digitale e rispondendo “alle esigenze di investimento della difesa e agli imprescindibili obiettivi di miglioramento dell’equità sociale e di ripresa demografica del Paese”.
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