Mohammadian ha tenuto a precisare che l’operazione Nour è stata avviata seguendo la volontà delle personalità religiose del Paese e arriva a pochi giorni dal discorso della guida suprema iraniana, l’ayatollah Ali Khamanei, che ha ricordato che tutte le donne devono rispettare l’uso del velo, qualunque sia il loro credo. La stretta annunciata sarebbe però in controtendenza con l’opinione generale degli iraniani: secondo molti sondaggi d’opinione, tra cui quello del quotidiano riformista Shargh, circa l’84% degli intervistati si è detto infatti contrario all’obbligo dell’hijab.
Malgrado l’annuncio della polizia, oggi per le strade della capitale iraniana si sono viste oltre a molte auto e furgoni della polizia anche un gran numero di donne senza hijab. Molte di loro sono state arrestate o hanno avuto alterchi violenti con le forze dell’ordine nel centro di Teheran, hanno denunciato gli attivisti sui social media. Le manette sono scattate anche per la moglie e la figlia dell’ex famoso portiere Ahmad Reza Abedzadeh. Le due donne sono state poi rilasciate. Parallelamente non sono mancate le proteste sui social media, in particolare degli attivisti, che hanno definito “illegale” l’operazione luce, anche in considerazione del fatto che il disegno di legge su ‘castità e hijab’ non è stato ancora ratificato dal Parlamento e dunque non è ancora legge. Il testo prevede che le donne sorprese a capo scoperto saranno perseguite e condannate tra l’altro ad essere private dei servizi sociali. Chi sarà sorpresa con i capelli al vento dovrà anche pagare una multa, le sarà vietato di lasciare il Paese e non potrà usare i social network. In casi particolari verrà contemplato anche l’arresto. C’è anche chi ha invocato misure ancor più draconiane, come alcuni parlamentari che hanno chiesto che alle donne senza velo vengano prelevati dai loro conti in banca e a loro insaputa ingenti somme di denaro come multa.
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