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Giorgia Meloni convoca il G7. Tajani: "Spirale pericolosa, gettare acqua sul fuoco"

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Ultimo aggiornamento 14 Aprile, 2024, 10:53:25 di Maurizio Barra

Nella notte in cui il mondo è rimasto col fiato sospeso per l’inizio dell’attacco da parte dell’Iran contro Israele, nel primo mattino arriva la notizia della convocazione del G7 da parte della presidenza italiana. 

Ore concitate, in cui diversi Paesi tra cui Cina, Germania e Giappone invitano a evitare l’escalation: le parole del ministro degli Esteri Tajani arrivano sin da subito a chiarire che “l’Italia non è coinvolta in operazioni di attacco” e che “una cosa è sicura e lo dico con chiarezza: nessuno potrà mettere in discussione l’esistenza di Israele, il mondo si dovrà impegnare per la sopravvivenza dello Stato ebraico”.

In una intervista pubblicata sul Corriere della Sera il vicepremier ha raccontato dell’incontro con l’omologo iraniano, Hossein Amir-Abdollahian, avvenuto venerdì 12 aprile: “Gli avevo chiesto di convincere il suo governo a moderazione e senso di responsabilità” ha detto. Per Tajani, “la ritorsione partita ieri notte potrebbe mettere in moto una spirale pericolosissima: le prossime ore saranno cruciali”

“Le nostre analisi, le stesse della stampa internazionale – ha spiegato Tajani -ci dicevano che una ritorsione sarebbe stata probabile. Avevo provato ad assicurare al collega iraniano l’impegno dell’Italia, anche come presidenza G7, per la pace e per evitare un allargamento del conflitto in Medio Oriente. Gli ho ricordato che l’Italia è a favore di un cessate il fuoco a Gaza al fine di permettere l’ingresso di aiuti alla popolazione civile palestinese e la liberazione degli ostaggi israeliani. È un momento decisivo per ritornare a una dinamica di pace nella regione”.

Il ministro ha anche detto di auspicare “che l’Iran si fermi ma è troppo presto per dirlo, bisognerà capire per quanto tempo si protrarranno gli attacchi, quali danni provocheranno, quanto saranno stati condotti in profondità e su quali obiettivi. È chiaro – ha proseguito – che ora le dinamiche della regione subiscono una impennata, una accelerazione che potrebbe essere pericolosissima”. Poi l’annuncio: “Come prima cosa mobiliteremo i Paesi del G7 di cui abbiamo la presidenza di turno. Non possiamo rinunciare all’azione politica che deve viaggiare in parallelo con la valutazione della intensità dell’azione militare iraniana e dei danni prodotti. Il primo obiettivo è gettare acqua sul fuoco“.

Quanto ai rischi per l’Italia, il paese “è al centro del Mediterraneo: una nuova crisi rappresenterebbe una tragedia che non voglio nemmeno immaginare. Già adesso la regione del Mar Rosso è in crisi: può sembrarci un’area molto lontana, ma dal Canale di Suez passa gran parte del nostro export. Il governo è comunque pronto a gestire qualsiasi tipo di scenario”. 

Infine, sul fronte terrorismo “abbiamo rafforzato i controlli degli obiettivi sensibili, è molto attenta la protezione delle comunità che potrebbero essere esposte al rischio di atti di violenza. C’è un rischio di ‘lupi solitari’ e quello di atti di emulazione”, ha concluso.

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