L’America Latina si è divisa
sulla posizione da adottare nei confronti dell’attacco
missilistico contro Israele da parte dell’Iran.
Da una parte la segreteria dell’Organizzazione degli Stati
Americani, sotto la guida dell’uruguaiano Luis Almagro, ha
condannato l’aggressione di Teheran e ha manifestato la sua
“completa solidarietà” a Israele.
In una nota si denuncia la “completa rottura delle norme
basilari del diritto internazionale” da parte iraniana e si
accusa il regime degli ayatollah di rappresentare una fonte
costante di instabilità in Medio Oriente.
Allo stesso modo il governo argentino di Javier Milei ha
manifestato la sua totale solidarietà con Tel Aviv, considerata
“un baluardo dei valori occidentali”. Il presidente Milei ha
sospeso improvvisamente un viaggio all’estero e farà ritorno
oggi a Buenos Aires per mettersi alla guida della crisi e
“coordinare azioni con i paesi occidentali”, afferma una nota.
Preoccupazione per l’escalation della crisi è stata
manifestata dai governi di Messico, Cile, Uruguay, Ecuador e
Perù, mentre il presidente colombiano Petro, ha manifestato il
suo dissenso con il comunicato dell’Oea ricordando che “il
genocidio (di Gaza) precede ogni barbarie” e che “l’Oea deve
esprimersi con l’obiettivo più assoluto della pace”.
Sulla stessa linea di quello colombiano, il governo di
Nicolas Maduro ha espresso la sua preoccupazione per la
situazione in Medio Oriente “prodotto del genocidio in Palestina
e dell’irrazionalità del regime israeliano”.
Ancora nessuna presa di posizione ufficiale dal governo
brasiliano di Luiz Inacio Lula da Silva che fino ad oggi si era
mostrati estremamente critico nei confronti di Benyamin
Netanyahu.
Riproduzione riservata © Copyright ANSA