Quel disegnatore è Claudio Castellini, al tempo già notissimo in Italia, visto che dopo gli esordi su Dylan Dog era stato il creatore grafico di Nathan Never, primo personaggio di fantascienza della Bonelli (che aveva debuttato nel 1991) e che si apprestava ad esordire sul mercato americano con il suo stile spettacolare, fortemente ispirato proprio a quello di Buscema.
Castellini è stato l’ospite d’onore di Torino Comics (dal 12 al 14 aprile a Lingotto Fiere), di cui ha realizzato il manifesto.
«Il tema era il fantasy ma ho fatto un techno fantasy, cioè fantasy con un tocco tecnologico, visto che il mio genere è la fantascienza – dice. – Dovevo richiamare la città di Torino senza cadere nei soliti cliché come il toro, così ho fatto un cavallo alato, un classico del fantasy, ma con ali tecnologiche, collocato nella stessa posizione del Toro emblema della città, e ho messo la Mole perché un simbolo storico cittadino ci doveva essere».
Da pochi mesi è uscita in libreria, in un bellissimo volume cartonato (edito da Panini Comics, che pubblica i supereroi Marvel in Italia) la nuova edizione di «Il buio oltre le stelle»., la graphic novel, su testi di Ron Marz, con protagonista il nobile alieno Silver Surfer, reso celebre dalla serie di fine anni Sessanta disegnata proprio da Buscema e scritta da Stan Lee.
«Mesi fa Panini mi aveva contattato per una nuova edizione, dopo quella del 1996, uscita prima in Italia (in bianco e nero e con testi non definitivi) e poi a colori negli States – prosegue – Purtroppo, per un problema tecnico, i colori avevano molto penalizzato i disegni.
Non era colpa del colorista, Joe Rosas. Lo avevo scelto personalmente perché molto bravo, ad esempio si era occupato lui dei colori degli X-Men (altri celebri eroi Marvel NdR) disegnati da Jim Lee, vera superstar dei comics. Inoltre anche il formato dell’albo era troppo piccolo per valorizzare le tavole (le pagine di un fumetto NdR).
Già l’edizione spagnola di qualche anno fa era stato un netto miglioramento, ma la carta scelta, pur se molto buona, assorbiva troppo i neri, Questa però è ancora migliore, non definitiva, perché non c’è nulla di definitivo, ma è la migliore finora mai uscita. La chiamo “rimasterizzata”, termine in genere più adatto per videogiochi, dischi o anche film, ma in effetti i file digitali (le tavole cartacee sono stare vendute da tempo) sono stati rimasterizzati e ho pure corretto errori, seppur veniali, dei quali, malgrado la grande cura, non mi ero accorto, né se ne erano accorti i lettori. Interventi eseguiti nel rispetto dell’opera originale, in modo che non ci fosse stacco fra la parte disegnata all’epoca a mano e quella nuova in digitale».
Per Castellini disegnare Silver Surfer era importante sotto molteplici aspetti
«Intanto era il personaggio che mi aveva fatto innamorare del fumetto e disegnarlo era una sorta di chiusura di un cerchio – racconta. – Inoltre John Buscema era stato il mio principale modello, la mia fonte di ispirazione, disegnarlo era anche un tributo alla sua arte. Avevo poi l’opportunità di lavorare con uno sceneggiatore americano e quindi di essere io il “regista” del fumetto. Mentre in Europa, specie in Italia, è lo scrittore che vuole essere il “regista” e dà strettissime indicazioni al disegnatore su come impostare la tavola, nello stile di lavoro americano l’artista è molto più libero. Certo, lo sceneggiatore fornisce comunque suggerimenti, ma non così specifici, la regia è del disegnatore. Infine Silver Surfer è il mio personaggio a fumetti preferito, l’archetipo dell’eroe senza macchia, anche se personaggi di questo tipo sono purtroppo sempre meno amati da editori e lettori».
E a un certo punto il cambiamento nel fumetto statunitense è stato tra le cause di una svolta nella sua carriera.
«Uno dei motivi per i quali mi sono dedicato in primis ai disegni per collezionisti e non più al fumetto è stata la tendenza nell’editoria americana a proporre personaggi sempre più cupi – conclude. – Non condividevo queste dosi massicce di violenza gratuita nei comics.
Non a caso un altro personaggio da me molto amato è Superman, la mia graphic novel più recente è infatti “Uomo e superuomo”, con lui protagonista. È un altro archetipo dell’eroe puro, positivo e probabilmente per questo non è più molto amato e gli vengono preferiti personaggi cupi e tormentati come Batman o Wolverine. Un peccato: per me invece l’arte dovrebbe sempre tendere alla bellezza e a proporre contenuti edificanti».
Una frase che potrebbe benissimo sottoscrivere Michelangelo: anche Castellini, come Buscema, è un moderno artista rinascimentale.
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