Ad oggi questo è. Dirottati tutti sulla Mostra del Cinema di Venezia? Staremo a vedere cosa annuncerà Alberto Barbera per l’81/a edizione che si apre il 28 agosto, lo scorso anno furono ben sei in un concorso penalizzato dagli scioperi in America e in cui si volle certificare con orgoglio che il cinema italiano meritava ogni successo. Ora con Cannes si fa un passo del gambero: il cinema tricolore è in crisi? È morto o solo svenuto? La selezione di Cannes certifica anche un’altra importante declinazione del sistema audiovisivo: la produzione o coproduzione. Sempre più i produttori italiani, indipendenti o legati a grandi major, colgono opportunità anche all’estero o si fanno promotori di progetti che per chiudersi hanno bisogno di tante voci. È il caso di The Falling Sky alla Quinzaine sul popolo dell’Amazzonia con la regia dei brasiliani Eryk Rocha e Gabriela Carneiro da Cunha, e prodotto da Brasile e Italia. Il film è infatti una co-produzione Aruac Filmes, Hutukara Yanomami Association, Stemal Entertainment con Rai Cinema, in collaborazione con Le Film D’Ici, prodotto dagli stessi registi e da Donatella Palermo. C’è la potente testimonianza di Davi Kopenawa, sciamano e leader del popolo amazzonico Yanomami e il racconto del rituale funebre misterico “Reahu”, una cerimonia magica di evocazione che mobilita la comunità in uno sforzo collettivo per sorreggere il cielo e impedire che cada a causa dei comportamenti dei nape, i bianchi, e del mondo cosiddetto civilizzato. Il film è liberamente ispirato all’omonimo libro dello sciamano Yanomami Davi Kopenawa e dell’antropologo francese Bruce Albert, nato da una relazione trentennale tra i due. Ed è il caso di Limonov, il nuovo film del dissidente russo in esilio Kirill Serebrennikov, anteprima mondiale in concorso, al 77/o Festival di Cannes, ispirato al bestseller di Emmanuel Carrere, pubblicato in Italia da Adelphi, con Ben Whishaw nei panni di Limonov e Viktoria Miroshnichenko in quelli di sua moglie Elena. Viaggio attraverso la Russia, l’America e l’Europa durante la seconda metà del XX secolo, è prodotto da Mario Gianani e Lorenzo Gangarossa per Wildside, società del gruppo Fremantle, Fremantle con altri partner e uscirà in Italia distribuito da Vision.
L’Italia è in Marcello Mio in concorso, coproduzione Bibi Film e Lucky Red con Rai Cinema. TorinoFilmLab, laboratorio di alta formazione, è presente con cinque titoli (The Brink of Dreams di Nada Riyadh e Ayman El Amir, Mongrel è l’esordio di Wei Liang Chiang, All We Imagine as Light della regista indiana Payal Kapadia, Viet and Nam del vietnamita Minh Quì Trương e The Village Next to Paradise del regista somalo/austriaco Mo Harawe). Per completezza, alla Semaine c’è Asia Argento nel cast del francese Les reines du drame (Queens of Drama) di Alexis Langlois.
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