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Un esempio vincente è nella stessa provincia, a una cinquantina di chilometri di distanza: Pirinoli, la “cartiera dei miracoli”. Comprata dagli operai per evitare il fallimento, fa utili, ha conquistato mercato e ha un piano di investimenti ambizioso. Ora tocca alla Oms Sordella di Marene, azienda metalmeccanica con 60 anni di storia, che sta attraversando un momento di difficoltà. Più che la crisi, in questo caso incide un passaggio generazionale complesso. E il rischio, per i dipendenti, sarebbe stato quello di passare ad un altro gruppo industriale senza certezze sul mantenimento dei posti lavoro e delle commesse, che invece ci sono e sono solide.

«Sono rimasto da solo, prima del Covid è mancato mio fratello e non ho familiari interessati a proseguire l’impresa. Ormai ho difficoltà a gestire tutto e vorrei dare continuità alla storia della mia impresa, che ha sempre lavorato bene. Tempo fa ha provato ad acquistarci un grande gruppo, ma non ho accettato» racconta il titolare, Guido Sordella. In azienda al momento ci sono una ventina di dipendenti, dieci anni fa erano molti di più. Ma poi le lavorazioni cambiano e pian piano anche questa impresa ha provato a trasformarsi. «Da 1964 siamo focalizzati sulla creazione di cilindri idraulici su misura per i clienti che necessitano di altissima affidabilità per grandi portate e grandi lunghezze», spiega ancora Sordella. Negli ultimi tempi ha ricevuto anche altre offerte, tra cui quella di un fondo estero, «ma non ho accettato. Non perché non fosse congrua ma perché voglio garantire continuità. Ammetto che ci sono difficoltà, il grosso aumento dei costi delle materie prime e del gas ci ha creato problemi ma se avessi voluto chiudere e mandare tutti a casa, l’avrei fatto subito dopo il Covid».

Da queste valutazioni – e dall’esempio della Pirinoli – è nata l’idea di tentare un percorso interno, con i dipendenti che formano una cooperativa e acquisiscono l’azienda per cui lavorano. Un caso di workers buyout, come si dice tecnicamente. Una strada lunga e complessa, che non si è ancora del tutto realizzata ma che è diventata una possibilità concreta grazie all’impegno di una decina di lavoratori. «Negli scorsi mesi – scrivono in una lettera in cui spiegano il loro programma – abbiamo affrontato il tema del passaggio generazionale, ormai improrogabile ulteriormente, vista l’età anagrafica dell’attuale proprietà e la mancanza di eredi diretti interessati a proseguire l’attività imprenditoriale. Abbiamo così iniziato un percorso di riflessioni e analisi, che ci ha portati ad individuare la soluzione che ci permette di passare da dipendenti a imprenditori all’interno della realtà aziendale che conosciamo a fondo, preservando le nostre competenze e il nostro know-how acquisiti in tanti anni di attività».

Ma perché hanno deciso di farlo? «Abbiamo ritenuto il workers buyout in forma cooperativa l’opzione migliore per il futuro, perché rappresenta quello che siamo noi: un gruppo di lavoratori che, forti delle proprie competenze, garantisce la continuità dell’attività produttiva, come da sempre nota ai nostri clienti, e allo stesso tempo un ricambio generazionale, che pone le basi per una nuova stagione di crescita per una realtà imprenditoriale significativa del territorio». Quindi «con il supporto dell’incubatore di imprese 2i3T, costituito dall’Università degli Studi di Torino unitamente a partner istituzionali quali Città Metropolitana di Torino, Fondazione Links e Regione Piemonte, abbiamo redatto un business plan che è stato presentato e giudicato solido dai fondi mutualistici di Cfi e Coopfond, che approvano il progetto e che sono pronti a supportarci, grazie alle normative di riferimento che incentivano e sostengono la creazione dei workers buyout cooperativi».

Alla base c’è la convinzione che «conosciamo meglio di qualunque altro soggetto il potenziale che l’azienda può esprimere e per questo abbiamo deciso di investire su noi stessi, continuando nel solco di una storicità aziendale di 60 anni. Siamo certi che il wbo Sordella riceverà il sostegno delle istituzioni regionali e provinciali, che già ci hanno manifestato la loro vicinanza». E per tranquillizzare le aziende fornite assicurano: «Gli affezionati clienti della Oms Sordella troveranno nella nuova veste imprenditoriale la stessa professionalità e passione nel fare il nostro lavoro, che da sempre mettiamo al loro servizio».

Nei prossimi giorni ci sarà l’incontro con il curatore e verrà ufficializzata la proposta degli operai. Successivamente, se verrà considerata positivamente, si concluderà l’iter e la nuova proprietà sarà la cooperativa di lavoratori. Un percorso guidato anche da Legacoop. «In questo periodo difficile, la questione demografica sta diventando complessa. Ci sono sempre più titolari di piccole e medie imprese che stanno invecchiando e non hanno familiari a cui lasciare l’azienda. Il workers buyout e il modello cooperativo possono diventare esempi da seguire» spiega il presidente di Legacoop Dimitri Buzio. Il cuneese è un territorio che sta vivendo, più di altri, passaggi generazionali problematici. «Il Wbo non è una soluzione che si può adottare in tutti i casi, servono delle condizioni particolari come la fiducia dei lavoratori e il loro coinvolgimento nei processi decisionali, oltre a un accordo con i sindacati. Ma siamo convinti che sia una possibilità che potrà essere utilizzata sempre di più anche in futuro. Un modello alternativo, ma che abbiamo dimostrato possa funzionare», aggiunge Buzio.

Nei giorni scorsi Legacoop ha anche preparato un opuscolo (con i patrocini di Uniocamere, Regione Piemonte e Ordine commercialisti di Torino) per spiegare come si fa. «È un’opportunità per tutelare posti di lavoro e competenze professionali in quei casi in cui le crisi aziendali o l’assenza di un ricambio generazionali li mettono a rischio. I Wbo – sottolinea ancora il presidente di Legacoop – sono un modello di impresa rigenerata dai lavoratori stessi che unendo le forze, come proprio dello spirito cooperativo, diventano a tutti gli effetti imprenditori». E conclude: «Con un tasso di sopravvivenza superiore a quello delle aziende tradizionali, le imprese rigenerate si sono dimostrate un valido strumento per trasformare il sussidio di disoccupazione o il Tfr in un incentivo allo sviluppo, creando nuova occupazione».

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Maurizio Barra

Sono nato a Torino, il 19 Febbraio 1968. Ho alle spalle un'educazione direi Umanistica di base, avendo frequentato il Liceo Classico Valsalice e Lingue e Lettere Moderne all'Università. Grande passione per tutto ciò che è una tastiera, dal pianoforte o simili, ai PC, di cui peraltro amo anche il touch. Inoltre, un'altra mia grande passione, è lo sport e mi ha molto coinvolto, siccome ho lavorato molto su di me negli anni, passando attraverso varie fasi, nelle quali sono ingrassato moltissimo e poi sono diventato assai magro, dunque, siccome più volte ho dovuto intervenire su di me, ho voluto approfondire questo discorso ed ho conseguito il Master CFT come Personal Fitness Trainer presso Issa Italia. La voglia e l'interesse ad approfondire tante tematiche e la curiosità olistica, alle volte giocano brutti scherzi, perchè si rischia di iniziare tutto e concretamente di non riuscire a concludere nulla. Bisogna in teoria scegliere cosa fare da grande, il fatto è che io sono già ben cresciuto ed ora mi sento assai coinvolto dall'ambito tecnologico e dunque spero, soprattutto, di essere un intermediario tra i vedenti, diciamo, o comunque tra tutti e proprio chi è non vedente come me, sia per mostrare quante cose si possono fare in autonomia, sia per avvicinare (e qui mi appello a sviluppatori, amanti di softwares etc...) la facilità e l'accesso all'uso completo della tecnologia anche da parte degli stessi non vedenti, che comunque si devono spesso scontrare con grafici, pagine poco accessibili e continui escamotage, per fare cose che, con il famoso click, in teoria si risolvono subito e questo poi non è sempre vero; in sostanza lo scopo o l'idea sono quelli di avvicinare i vedenti, sviluppatori di apps e siti, a renderle più accessibili, metendo dunque a disposizione la mia conoscenza delle Tecnologie Assistive (Assistive Tecnologies) di cui mi ritengo un buon conoscitore. Non parliamo poi delle Apps Mobili ed anche di quel mondo, davvero meraviglioso ed il cui approccio per me è stato direi facile, ma mi rendo conto che non è così per tutti. Quindi, spero, nel tempo, di mettere a disposizione la mia modestissima ed umile e piccola esperienza, mantenendo vivo ogni nuovo possibile fronte di apprendimento e confronto e conoscenza, tutti utili e sempre necessari, non si smette mai di imparare e neanche di confrontarsi. Dunque, spero di avervi con me, sempre più numerosi, lungo questo nuovo cammino! Inoltre, siccome la tecnologia non è soltanto procedure, tutorials su come usare un sistema operativo o su come riparare PC, ma offre anche molti strumenti di consultazione, visione, ascolto, cercherò di condividere con voi le mie impressioni e quindi files, contenuti multimediali o altro, non avranno soltanto attinenza tecnologica, ma qualcosa a che fare con la rete l'avranno. Anzi, sono benvenuticommenti, suggerimenti e proposte. Con il trascorrere del tempo, il sito ha preso la direzione informativa. Pur essendo da solo a gestire tutta questa mole di notizie, prometto di dare sempre il massimo per fornire tutte le notizie il più possibile aggiornate in tempo reale, relative a tantissime categorie: Mondo, Cronaca, Economia, Politica, Tecnologia, Scienza, Medicina, Spettacoli, Cinema, Musica, Cultura, Calcio e sport, Regione Piemonte, tutto, ma proprio tutto, sulla Juventus e molto, molto altro. Grazie a tutti!

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