“Chernihiv. Continuano le operazioni di soccorso dopo un attacco missilistico russo. Le persone sono intrappolate sotto le macerie. Le mie condoglianze alle famiglie e agli amici”, ha scritto su Telegram il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. “Questo non sarebbe successo se l’Ucraina avesse ricevuto sufficienti attrezzature di difesa aerea e se la determinazione del mondo a contrastare il terrore russo fosse stata sufficiente. Il sostegno conta”, ha aggiunto.
Intanto secondo un conteggio della Bbc Russia e del gruppo di media indipendenti Mediazona, il bilancio dei soldati russi morti in Ucraina ha superato quota 50.000. Il conteggio nel secondo anno di guerra è stato superiore di quasi il 25% rispetto al primo, e comprende più di 27.300 soldati russi uccisi.
“Il bilancio complessivo è 8 volte superiore all’ammissione ufficiale di Mosca. È probabile che il numero sia molto più alto”, scrive Bbc parlando di “strategia del tritacarne”, ossia il modo in cui Mosca invia ondate di soldati ad avanzare senza sosta per cercare di logorare le forze ucraine.
Esplosioni e incendi nell’aeroporto militare russo di Dzhankov in Crimea
Il gruppo di monitoraggio Crimean Wind rende noto che nella notte ci sono state esplosioni e vasti incendi dentro e vicino l’aeroporto militare russo di Dzhankoy, in Crimea, penisola annessa unilateralmente da Mosca dieci anni fa. I media ucraini mostrano l’immagine delle fiamme nell’aeroporto postata da Crimean Wind.
Secondo i residenti, le esplosioni sono avvenute prima che fosse annunciato l’allarme aereo. “Il satellite VIIRS/Suomi NPP ha registrato sei focolai di potenti incendi presso l’aeroporto militare russo di Dzhankoya. L’ora della ripresa era alle 3,41, ora di Mosca”, afferma Crimean Wind.
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