AGI – I bombardamenti russi hanno provocato almeno 13 morti e decine di feriti nella città ucraina settentrionale di Chernihiv, un attacco che il presidente Volodymyr Zelensky ha detto che avrebbe potuto essere evitato se avesse ricevuto sufficienti difese antiaeree. Il capo dell’amministrazione militare della città, Dmitro Brijinski, ha riferito che 13 persone sono state uccise e 61 ferite, tra cui due bambini. In un rapporto preliminare, il ministro degli Interni Igor Klimenko ha avvertito che il bilancio potrebbe aumentare perché ci sono persone disperse e i soccorsi continuano a cercare di estrarre le persone da sotto le macerie.
Un attacco ucraino con droni ha invece preso di mira una fabbrica di aerei Tupolev nel Tatarstan russo. L’obiettivo era la fabbrica dove Mosca produce e ripara i bombardieri Tu-22M e Tu-160M. Lo hanno riferito alla RBC-Ucraina fonti dei servizi segreti, secondo cui la sirene antiaeree hanno suonato nell’area dello stabilimento Gorbunov di Kazan. Allo stesso tempo è iniziata l’evacuazione del personale. Rosaviatsia, l’agenzia federale russa per il trasporto aereo, ha reso noto che il traffico negli aeroporti di Kazan, Nizhnyokamsk e Nizhny Novgorod è sospeso. Foto e video delle esplosioni nell’impianto hanno iniziato a circolare su Internet.
Più di 50 mila soldati russi sono morti dall’inizio dell’invasione dell’Ucraina nel febbraio 2022 secondo un conteggio effettuato dal servizio in lingua russa della BBC e dal sito russo Mediazona. Il calcolo, pubblicato dopo una ricerca congiunta e completata il 7 aprile 2024, si basa su diverse fonti di informazione, come comunicati stampa ufficiali, notizie di stampa e sui social network o visite ai cimiteri. Né l’Ucraina né la Russia hanno pubblicato resoconti ufficiali delle perdite dall’inizio della guerra, quindi entrambi i media avvertono che il loro conteggio non intende essere esaustivo. Alla fine di febbraio l’Ucraina stimava in 31.000 il numero dei suoi soldati morti, mentre l’esercito russo non ha mai denunciato le proprie perdite militari.
Il portavoce del Cremlino Dmitri Peskov ha fatto ricorso alla “legge sul segreto di Stato” e al “caso particolare” dell’invasione russa dell’Ucraina per giustificare l’assenza di comunicazioni ufficiali sulle perdite militari dell’esercito di Mosca. Lo scorso agosto, il New York Times, citando funzionari statunitensi, ha stimato le perdite militari russe in 120.000. Il 29 gennaio, in una risposta scritta a un parlamentare, il ministro della Difesa britannico James Heappey aveva stimato a 350.000 il numero dei soldati russi uccisi o feriti.
BBC Russian e Mediazona hanno dedicato gran parte della loro ricostruzione alla sorte dei detenuti russi reclutati per combattere al fronte: decine di migliaia di detenuti sono stati reclutati dalle carceri russe in cambio della promessa di rilascio, secondo i due media. Secondo l’indagine dei due media, su un campione di oltre 1.000 prigionieri, la metà di quelli reclutati dall’esercito russo sarebbe morta due mesi dopo essere stata mandata al fronte. Quelli reclutati dal gruppo paramilitare Wagner generalmente sono morti tre mesi dopo il loro arruolamento. I due media sottolineano inoltre che nel secondo anno di conflitto sono morti più di 27.300 soldati russi “il che illustra l’enorme costo umano delle conquiste territoriali” ottenute dall’esercito inviato dal governo di Valdimir Putin.
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