«Quarant’anni fa, Hayao Miyazaki, Isao Takahata ed io – dice il 75enne Toshio Suzuki, co-fondatore dello Studio Ghibli e l’uomo che lo inventò – abbiamo fondato lo Studio Ghibli con il desiderio di portare l’animazione di alto livello e di alta qualità a bambini e adulti di tutte le età. Oggi, i nostri film sono visti da persone di tutto il mondo e molti visitatori vengono al Museo Ghibli, al Mitaka e al Parco Ghibli per sperimentare in prima persona il mondo dei nostri film. Abbiamo davvero fatto molta strada perché lo Studio Ghibli diventasse un’organizzazione così grande. Anche se io e Miyazaki – 83 anni, – siamo invecchiati notevolmente, sono sicuro che lo Studio Ghibli continuerà ad affrontare nuove sfide, guidato dallo staff che porterà avanti lo spirito dell’azienda».
Il delegato generale Thierry Fremaux è soddisfatto, del resto il festival di Cannes ha dato dignità di prima classe al cinema d’animazione da sempre, dai primi cortometraggi di Walt Disney nel ’46, alla prima di «Dumbo» nel ’47, mentre fu lo stesso Walt Disney a portare sulla Croisette nel 1953 «Peter Pan». E si deve a Fremaux il rilancio alla grande dell’animazione negli anni 2000 con il cult «Shrek», «Persepolis», «Valzer with Bashir», «Up» che aprì Cannes nel 2009, senza dimenticare altri film come «Elemental», «Kirikou», «Inside Out». Nel 2016 a Un Certain Regard «The Red Turtle» fu la prima collaborazione dello Studio Ghibli con una casa di produzione europea.«Come tutte le icone della Settima Arte, questi personaggi – ha commentato Fremaux – popolano il nostro immaginario con universi prolifici e colorati e narrazioni sensibili e coinvolgenti. Con Ghibli, l’animazione giapponese si pone come una delle grandi avventure della cinefilia, tra tradizione e modernità».