La sfida con i rossoneri, poi, aprirà un vero e proprio tour de force perché nell’ordine, Dybala e compagni, dovranno affrontare Bologna, Napoli, Juventus e Atalanta, con in mezzo le eventuali semifinali dell’Europa League. Un calendario fittissimo dal quale passa il futuro di DDR che sette giorni fa a Milano ha sorpreso tutti con la mossa di El Shaarawy a destra per contenere la coppia Leao-Theo Hernandez. Adesso dovrà inventarsi dell’altro e il tempo a disposizione è stato meno di quello del collega Pioli perché il tecnico romanista ha ripreso solo ieri a lavorare a Trigoria per lasciare ventiquattro ore di svago ai calciatori visto quanto successo a Udine con Ndicka.
Una vicenda che per fortuna si è conclusa solo con un grande spavento, nonostante il trauma toracico con minimo pneumotorace sinistro che terrà fuori l’ivoriano ancora un po’. Niente Europa League per lui, così come per Huijsen (fuori dalla lista Uefa), per una difesa che avrà scelte quasi obbligate con soli tre centrali a disposizione. Il modulo sarà il 4-3-3 con Mancini e Smalling a tentare di fermare le offensive rossonere, difendendo l’1-0 dell’andata. Ma nell’idea di calcio di De Rossi non esiste il concetto di barricarsi per mantenere il vantaggio acquisito. Troppo rischioso piazzare il “pullman” davanti alla porta contro una squadra come il Milan, per questo il piano gara sarà quello di giocarsela a viso aperto come a San Siro. A fare la differenza, poi, sarà l’atteggiamento della squadra.
Ai suoi giocatori sta chiedendo il famoso centimetro in più di Al Pacino in “Ogni maledetta domenica”. Soprattutto a fronte di un’assenza, quella dello squalificato Cristante, che sposta tanto in chiave di duelli ingaggiati a centrocampo e palloni recuperati. Al suo posto ci sarà Bove che completerà il reparto insieme a Paredes e Pellegrini, quest’ultimo recuperato dopo l’affaticamento che a Udine lo aveva costretto a partire dalla panchina. Davanti, invece, si affiderà al genio di Dybala e a un Lukaku sbloccatosi nella ripresa contro i friulani e che nell’Europa trova una delle poche gioie di questo 2024 con due reti in quattro partite (sette sono quelle totali nella competizione). Dalle loro giocate passerà il cammino della Roma che vuole arrivare lì dove lo scorso anno non è riuscita, alzando un trofeo sfuggito solo in finale. E magari dando un altro assist ai Friedkin per confermare De Rossi in panchina.
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