Per esempio c’è da capire che cosa deciderà di fare Klay Thompson che contro i Kings ha chiuso con 0 punti e 0/10 al tiro, insomma non proprio una serata da ricordare. Ma il classe ’90, in scadenza di contratto a giugno, resta uno dei top nel ruolo e farà gola a tanti. «Per quello che ha significato Thompson per questa franchigia, per quanto è forte, vogliamo assolutamente che resti con noi» ha confidato Kerr. Al di là di queste logiche dichiarazioni, per i Warriors potrebbe essere arrivato il momento di fissare un punto e ripartire attorno a Steph Curry, che resterà uomo franchigia: secondo Zach Lowe di Espn, la dirigenza Warriors potrebbe anche valutare una costruzione della squadra legata al dare al proprio leader un team competitivo, senza dunque ripartire da zero ma implementando il roster con giocatori in grado di tenere la squadra ad alto livello almeno per un altro paio di anni, ovvero fino alla scadenza del contratto di Curry. In questo scenario c’è da capire cosa succederà con Draymond Green, che ha un contratto oneroso per altre tre stagioni, e Andrew Wiggins, il più giovane dei veterani e forse anche per questo colui che più facilmente può essere usato per qualche scambio. Il futuro di Chris Paul, per la prima volta dal 2011 non ai playoff, è invece tutto da definire: l’anno di contratto da 30 milioni non garantito è un mattone, Golden State potrebbe decidere anche di rinunciarci per avere più margine di manovra.
Grandi manovre nella Baia dunque, mentre gli altri proseguono la loro stagione. Sacramento affronterà nel secondo play-in New Orleans, alle prese con il dubbio sulle condizioni di Zion Williamson uscito per un dolore alla gamba sinistra nella sfida con i Lakers. I gialloviola, dal canto loro, con la vittoria in volata contro i Pelicans (decisiva un tripla di DeAngelo Russell a 50 secondi dalla sirena) hanno conquistato un posto nei playoff e sfideranno nel primo turno i Campioni in carica dei Denver Nuggets. L’anno scorso la sfida fu la finale della Western Conference dominata in lungo e in largo da Nikola Jokic e compagni, vittoriosi in quattro combattute partite. Anche quest’anno Denver parte favorita, a parte il passo falso con San Antonio che è costato il primo posto la squadra sta bene e i tre precedenti in momenti diversi della stagione sono andati tutti nella sua direzione. Ma i Lakers si presentano con un roster più lungo e più coinvolto rispetto alla passata stagione e dunque con qualche arma in più da poter utilizzare. Poi, ovviamente, tanto passerà da quello che combineranno Anthony Davis e soprattutto LeBron James, centro di gravità permanente di questi Lakers: la sua voglia di rivincita contro chi lo batte da otto partite consecutive potrebbe essere trascinante per tutta la squadra.
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