Così la presidente della Crui Giovanna Iannantuoni. “Non abbiamo bisogno di azioni preventive o misure speciali da parte delle forze dell’ordine, ha aggiunto. È iniziata oggi a Roma la conferenza dei rettori delle università italiane (Crui). L’incontro, già previsto da tempo, vedrà quasi certamente la discussione di un documento sulla sicurezza negli atenei messo a punto da alcune settimane da un gruppo di rettori dopo le proteste contro gli accordi di collaborazione con le università di Israele.
“La mobilitazione di tante e tanti, a cominciare dalle studentesse e dagli studenti universitari, deve farci riflettere. Come per la tutela dell’ambiente, anche contro la guerra i giovani ci chiedono di assumerci delle responsabilità. Questa istanza non può rimanere inascoltata. Essa ci interpella sul ruolo che le università devono avere. Ruolo che non è soltanto quello di preparare i lavoratori del futuro, ma innanzitutto di formare persone dotate di capacità critica, di profondità di pensiero, di visione, di storia, nella cornice dei valori consacrati nella nostra Costituzione e sui quali si fonda la nostra convivenza. In conformità ai principi costituzionali ed alle norme internazionali, che riconoscono i diritti innati delle persone umane, che sanciscono il ripudio della guerra come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali e che promuovono la cooperazione fra i popoli, appare necessario ribadire che la pace è un diritto fondamentale della persona e dei popoli. Così come il collegamento ‘tra gli Atenei di tutti i Paesi al di sopra dei confini e al di sopra dei conflitti fra gli Stati’, come ha ribadito il presidente Mattarella nei giorni scorsi all’Università di Trieste” . È quanto si legge nel documento sulle “Buone prassi principi e proposte per affrontare nelle università italiane le tematiche delle crisi internazionali e umanitarie” approvato dalla Giunta Crui e redatto dai Rettori Montanari, Bonini, Lippiello e Tottoli.
“Nel caso di interruzioni o fenomeni di intolleranza, si decida di svolgere eventi in altra modalità (per esempio online) ma si eviti di cancellarli: l’agenda delle università non la decida chi contesta”: è una delle linee del documento approvato oggi dalla Crui sulla sicurezza negli atenei. Nel documento si chiede di rispondere alle contestazioni “non diminuendo, o eliminando, le occasioni di confronto, ma al contrario proponendo occasioni anche aperte alla cittadinanza e dedicate ai temi controversi, da svolgersi nel modo più inclusivo”, di “comunicare con chiarezza alla stampa e alla cittadinanza la natura degli eventi e la politica culturale che li sorregge”.
I rettori evidenziano, tra le altre, queste proposte e richieste: innanzitutto ci si impegni a promuovere l’uso della diplomazia scientifica come strumento di pace, nel pieno rispetto degli articoli 11 e 33 della Costituzione e in tal senso si affronti il tema dell’uso pacifico dei risultati della ricerca.
A tal fine CRUI, INFN, CNR e altri Enti di Ricerca hanno avviato una riflessione comune sull’uso del risultato della ricerca affinché questi abbiano un effetto positivo per il benessere della persona e per fini pacifici; si sostengano i progetti di Scholars at Risk, e un progetto nazionale di accoglienza di ricercatori e studenti provenienti dai Paesi interessati dalla crisi; si organizzino incontri pubblici dove ospitare gli esponenti delle organizzazioni umanitarie e della società civile che operano nelle zone di guerra perché possano raccontare la loro esperienza e promuovere forme di sostegno, anche economico, a tale azione umanitaria; si invitino a promuovere nelle università linee di ricerca per la trasformazione non violenta dei conflitti; ad organizzare eventi nazionali sui temi della pace (tra i quali l’assemblea nazionale di Runipace e il convegno della European Peace Research Association); si pianifichi sin da ora che la Giornata dell’Università del 20 marzo 2025 “Università Svelate” sia dedicata anche ai temi della pace.
“Dopo gli anni della pandemia il nostro Paese sta vivendo un periodo di forte incertezza a causa di conflitti che cambiano velocemente, e con i mezzi peggiori, lo scenario internazionale”, riflettono ancora i rettori nel documento approvato oggi. La Crui ricorda che le università sono: comunità che, attraverso la formazione, la ricerca e il dialogo, generano e trasmettono sapere critico e innovazione; istituzioni che intrattengono relazioni accademiche di ricerca, di didattica e diffusione del sapere con tutte le comunità scientifiche del mondo all’insegna del rispetto reciproco; luoghi di accoglienza per ricercatori e docenti di università in fuga da teatri di guerra o da dove vi sia mancanza di libertà; luoghi privilegiati di apprendimento della diversità e della pari dignità di ogni essere umano in ogni sua espressione; promotori di cultura, che affermano il diritto e dovere di organizzare al proprio interno momenti di riflessione e studio, nella logica del confronto, anche aspro, ma sempre rispettoso e volto a politiche di pace; luoghi che ospitano iniziative culturali aperte al pubblico, che può partecipare attivamente secondo i principi di confronto e tolleranza; comunità scientifiche libere: indipendenti da ogni forma di potere e dai Governi; sedi naturali del confronto e del pensiero critico che, pertanto, non accettano l’uso della violenza in ogni sua forma.
Tra le buone prassi in caso di eventi particolarmente sensibili, i rettori suggeriscono che si si organizzino eventi finalizzati al confronto e al contradditorio critico garantendo la pluralità dell’offerta culturale in ateneo; che la responsabilità organizzativa sia sempre di personale o di organismi interni alle università anche quando tali iniziative siano proposte da soggetti esterni; che si abbia cura di programmarli in modo da consentire il libero dibattito, la critica e l’eventuale dissenso al fine di garantire la massima sicurezza dei partecipanti.
Rettore dell’Università dell’Aquila: ‘Le proteste vanno tollerate’
“Le proteste degli studenti sono più che legittime. Noi non siamo per la guerra ma per la pace e la libertà di espressione. Nel mio ateneo di proteste ce ne sono poche ma in generale nelle università le mobilitazioni ci sono sempre state, vanno tollerate, gestite, comprese, valutate. Sono assolutamente contrario al pugno duro”. Così, arrivando alla sede della Crui, il rettore dell’Università dell’ Aquila Edoardo Alesse.
Rettore della Federico II di Napoli: ‘Quando si entra in una spirale di violenza il dialogo diventa difficile’
“La mia solidarietà a tutti i rettori che oggi vivono un momento complicato “. Lo ha detto il rettore dell’Università “Federico II” di Napoli, Matteo Lorito, parlando con i giornalisti a margine dei lavori di Feuromed, in corso a Napoli. “Bisogna evitare la violenza, quando si entra in una spirale di violenza ogni forma di dialogo diventa difficile”, ha proseguito Lorito.
Rettore dell’Università del Sannio: ‘Diritto a protestare’
“I giovani hanno il diritto di protestare ma senza superare i limiti della legalità. La strada del dialogo va perseguita, certo ci sono stati degli eccessi”. Così arrivando alla Crui Gerardo Canfora, rettore dell’Università del Sannio.
Rettore della Lumsa di Roma: ‘Siamo per la pace’
“Noi rettori siamo a favore della pace e auspichiamo che si risolvano i conflitti in tutti i contesti”. A dirlo è stato il rettore dell’Università Lumsa, Francesco Bonini, arrivando alla Crui.
Rettore dell’Università di Pisa: ‘Non vogliamo la militarizzazione degli atenei’
“Ferma restando la solidarietà ai colleghi de La Sapienza, ci vuole una riflessione da parte di tutti, me per primo, per capire se abbiamo fatto il possibile per stemperare le tensioni e far capire agli studenti che c’è contraddizione tra la richiesta di pace in Medio Oriente che personalmente condivido e alcuni atti a cui abbiamo assistito. Certamente non vogliamo la chiusura delle università o la loro militarizzazione”. Così arrivando alla sede della Crui il rettore dell’Università di Pisa Riccardo Zucchi.
Rettore dell’Università di Catanzaro: ‘È un momento complicato’
“È un momento duro, complicato. L’università dovrebbe affermarsi come luogo di cultura e di libertà che non va strumentalizzato. Temo vi siano infiltrazioni di persone che hanno poco a che fare con la componente studentesca”. A dirlo davanti alla sede della Crui è il rettore dell’Università di Catanzaro, Giovanni Cuda.
Rettore dell’Università di Foggia: ‘Libertà di protestare ma senza violenza’
“C’è una situazione delicata negli atenei e si sta sviluppando a macchia di leopardo. La libertà di espressione è sancita dalla Costituzione ma bisogna evitare che la protesta sfoci in atti di violenza”. A dirlo davanti alla sede della Crui è il rettore dell’Università di Foggia, Lorenzo Lo Muzio.
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