Nel suo intervento Schlein parla di sanità, scuola pubblica e poi di autonomia differenziata. «Perché il sindaco della Lega non chiede al suo partito di smetterla con l’autonomia differenziata? Perché anteporre il partito alla città?» chiosa dal palco. «Da quando c’è il primo governo della storia guidato da una donna il fondo nazionale per la scuola e l’infanzia è calato. Vogliamo supportare le famiglie? Facciamo un investimento sui nidi, non mi rassegno che in questa terra e in altre regioni del Sud ci sono i tassi di occupazione femminile più bassi d’Europa. Il carico di cura è sulle famiglie, sproporzionatamente sulle spalle delle donne. Facciamo subito il congedo paritario di cinque mesi pagati per entrambi i genitori». Continua sugli stabilimenti Stellantis di Melfi. «Dobbiamo batterci per un piano industriale capace di guidare le trasformazioni, dall’Europa bisogna chiedere e pretendere investimenti comuni. Questa destra non porta risultati su terreno economico e sociale, così ha deciso di ficcare una bandierina al giorno negli occhi delle fasce più discriminate».
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Poi la segretaria del Pd si sposta sull’attualità, parlando della decisione di far entrare le associazioni anti-abortiste nei consultori. «Il Pd difenderà il diritto all’aborto e delle donne di scegliere del proprio corpo. Non esiste solo un tipo di famiglia, tradizionale. Nessuno di loro ce l’ha, tra l’altro». E chiude sulla scuola: «Mi hanno preoccupato le parole del ministro Valditara, che si è messo a parlare di quote. Io nelle scuole non vedo italiani e stranieri, io vedo bambini e bambine. Li chiamano stranieri, ma per il 70 per cento sono nati e cresciuti in Italia».