Belgrado ha accusato Pristina di non voler trovare una soluzione ragionevole al problema della messa al bando del dinaro serbo in Kosovo, e alle pesanti conseguenze economiche e sociali sulla locale popolazione serba. A puntare il dito contro la dirigenza kosovara è stato Petar Petkovic, capo negoziatore serbo nel dialogo facilitato dalla Ue, al termine di una nuova sessione negoziale tenutasi oggi a Bruxelles. “Noi siamo venuti con una proposta costruttiva, e tale proposta è stata giudicata una base molto buona da parte del mediatore Ue Miroslav Lajcak e del suo team, una base solida per il prosieguo del negoziato”, ha affermato Petkovic, citato dai media serbi. Un nuovo round di colloqui, ha aggiunto, si terrà la prossima settimana.
La delegazione di Pristina, ha aggiunto Petkovic, è venuta a Bruxelles senza alcuna proposta costruttiva, e “per questo oggi non abbiamo potuto raggiungere alcun accordo”. E per l’atteggiamento irresponsabile di Pristina e la sua mancata volontà di arrivare a una intesa, ha detto, non vi è stato oggi un incontro collegiale a tre, con la partecipazione dei due capi negoziatori unitamente al mediatore europeo Lajcak, che ha visto separatamente Petkovic e il rappresentante kosovaro Besnik Bisilimi. “Pristina non aveva alcuna proposta e non voleva negoziare sulla nostra proposta, ritenuta costruttiva” dalla Ue – ha affermato il rappresentante di Belgrado.
Il problema principale, ha osservato, è che Pristina respinge qualsiasi cosa proposta da Belgrado, e la comunità internazionale deve valutare di chi è la responsabilità in tale processo, chi danneggia la popolazione serba in Kosovo calpestando i diritti umani. Tutto ciò dimostra che Pristina non ha alcun interesse a trovare una soluzione al problema del dinaro. E per la violazione dei diritti umani dei serbi, ha ironizzato Petkovic, la dirigenza del Kosovo viene premiata con la procedura verso l’ammissione al Consiglio d’Europa. La popolazione serba, ha aggiunto, sta lasciando il Kosovo poichè non può più vivere nel terrore imposto dal premier Albin Kurti.
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