“L’idea è di colpire le compagnie che servono per i droni e per i missili”, ha detto il presidente Charles Michel mentre anche dal G7 dei ministri degli Esteri a Capri è arrivata una presa di posizione compatta. “Siamo favorevoli alla possibilità di imporre sanzioni all’Iran per l’attacco a Israele”, ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani, precisando che il G7 “invita tutti alla prudenza” e ribadendo che “siamo amici di Israele, lo sosteniamo ma vogliamo una de-escalation in quell’area”. Sempre da Capri, fonti britanniche hanno tenuto a precisare che la linea telefonica con Teheran “deve restare aperta, perché dobbiamo continuare a dialogare”. Al G7 la Repubblica islamica, attraverso l’ambasciata di Londra, aveva mandato un messaggio chiedendo di non adottare “misure non costruttive”. In una sorta di calcolata equidistanza per riaffermare le sue doti di grande mediatore è intervenuto il presidente turco Recepp Tayyip Erdogan che da Ankara ha chiesto un cessate il fuoco durevole a Gaza e una soluzione a due Stati sottolineando che se “i Paesi occidentali possono reagire con una sola voce contro la ritorsione dell’Iran, gli stessi attori devono ora dire basta a Israele, con una sola voce”. A fargli da sponda il suo ministro degli Esteri Hakan Fidan che da Doha, dopo un incontro con il capo dell’ufficio politico di Hamas Ismail Hanyeh, ha ribadito la disponibilità dell’organizzazione a deporre le armi nel caso in cui venga riconosciuto uno Stato palestinese entro i confini del 1967. Esattamente nel giorno in cui il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ha votato una risoluzione proposta dall’Algeria a nome dei Paesi arabi per l’ammissione piena della Palestina. Una conta importante tra i membri dell’organo più importante dell’Onu ma che si è scontrata con il veto degli Stati Uniti. Dal palazzo di Vetro, ancora una volta, il segretario generale Antonio Guterres ha avvertito sul rischio di un conflitto regionale e ha ribadito che l’offensiva israeliana a Gaza ha creato un “paesaggio infernale” nel quale, ha comunicato Hamas, sono state uccise finora 33.970 persone.
Riproduzione riservata © Copyright ANSA