Tornando all’operazione ordinata dalla procura federale, mercoledì mattina sono stati arrestati Dieter S. di 39 anni e Alexander J. di 37, nati in Russia ma entrambi di nazionalità anche tedesca. L’attenzione degli inquirenti si è concentrata soprattutto sul primo, un ex miliziano operativo fra i separatisti filorussi nell’est dell’Ucraina dal 2014 al 2016. Dalle indagini è emerso che l’uomo sarebbe stato in contatto fin dallo scorso ottobre con qualcuno dei servizi russi per consultarsi su possibili azioni di sabotaggio in Germania. In particolare, si sarebbe messo a disposizione per agguati incendiari ed esplosivi soprattutto alle infrastrutture e ai siti industriali utilizzati a scopi militari. Fra gli obiettivi possibili, anche basi dei soldati americani della Repubblica federale, come quella di Grafenwoehr, nella Renania-Palatinato, ha rivelato la Dpa. Il secondo arrestato, Alexander J., avrebbe collaborato ai piani soltanto da marzo. Gli inquirenti hanno perquisito le abitazioni di entrambi. Mentre la Bild ha raccontato del bilocale da 50 metri quadrati, in uno degli edifici a schiera di un piccolo centro della Baviera, Heinersreuth, nel circondario di Bayreuth, dove l’ex combattente viveva senza destare sospetti dei vicini, che lo definiscono un tipo dai modi normali e rispettosi. Mentre i media tedeschi, proprio alla luce della minaccia scampata, si interrogano su quanto sia esposta la Germania alle rappresaglie russe per il sostegno all’Ucraina, anche in Polonia è stata arrestata una spia al servizio di Mosca, che avrebbe progettato addirittura un attacco al presidente Volodymyr Zelensky. In questo caso a finire in manette è stato Pawel K., accusato di aver lavorato per “raccogliere e fornire informazioni ai servizi segreti militari della Federazione Russa, in particolare per aiutare i servizi speciali russi a pianificare un possibile attentato contro il presidente ucraino Zelensky”, come si legge in un comunicato della procura polacca.
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