Per il calcio, però, almeno nella sua accezione sportiva, non è certo una cattiva notizia constatare come essere i più ricchi non sia necessariamente sinonimo di vittoria. Non che Real Madrid, Paris Saint Germain e Bayern Monaco siano le ultime della fila. Anzi. Tuttavia rappresentano campionati – e, quindi, club – che non si possono permettere di spendere e spandere a loro piacimento. Basti pensare che ai tre miliardi spesi dalla Premier, fanno da contraltare i 537 milioni della Liga e gli 853 della Bundesliga che rimangono un gradino più in giù anche rispetto al miliardo e 175 milioni investito dalla Ligue 1 per rinforzarsi. Ed è proprio il concetto di rinforzarsi a fare, nel caso delle inglesi, acqua da tutte le parti, perché all’abbondanza finanziaria non corrisponde, loro malgrado, la sensatezza nelle scelte strategiche. E così, capita che il Manchester City, nonostante abbia surclassato dal punto di vista della produzione offensiva l’avversario spagnolo, abbia segnato gli stessi gol della squadra orgogliosamente barricadera di Carlo Ancelotti e, contemporaneamente, un Bayern ostaggio della sua enorme crisi è riuscito a eliminare un Arsenal che è ancora in corsa per il titolo di campione d’Inghilterra.
E quello che fa più male è che, salvo imprevisti, la Premier non riuscirà nemmeno a mettere le mani su uno dei primi due posti del ranking Uefa che garantiscono una quinta piazza in Champions, appannaggio, quasi sicuramente, della Bundesliga – che si gode anche l’exploit del Borussia Dortmund – e della Serie A. Discorso a parte per il Psg. Se Real e Bayern hanno fatto valere la propria tradizione e il Borussia il suo oramai consueto virtuosismo ‘value-for-money’, il club francese punta dritto verso la seconda finale della propria storia e lo farà con la consapevolezza che questa sarà l’ultima stagione di Kylian Mbappé al Parco dei Principi: «Kylian ha deciso di andare al Real Madrid perché ha capito che solo così potrà vincere il Pallone d’Oro», il ritornello più odiato da Nasser Al Khelaifi che, a questo punto, spera che il fenomeno di Bondy riesca a conquistare il più prestigioso tra i premi individuali prima del previsto e, magari, proprio battendo il suo nuovo club nella finale che si disputerà il prossimo 1 giugno a Wembley.
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