Le cause? E’ paradossale, ma la miopia sembra una sorta di effetto collaterale dell’istruzione”. Per contrastare il problema, gli esperti suggeriscono una sorveglianza epidemiologica, al di là delle cinque diottrie, infatti, “si associa a conseguenze patologiche sulla retina, una maggiore incidenza di glaucoma e cataratta”, ma anche più tempo all’aria aperta, dove il sole stimola la produzione di dopamina. “Stando all’aria aperta, gli occhi si sforzano meno perché devono guardare lontano – continua- non sono costretti all’iperaccomodazione continua come accade davanti a un display. Ma c’è di più: sembra anche che i raggi del sole stimolino la produzione di dopamina, sostanza in grado di inibire le metalloproteasi, un enzima che rendendo la sclera più elastica favorisce l’allungamento del bulbo oculare e quindi la miopia”.
In termini di prevenzione, occorre però una strategia: visite di screening obbligatorie a partire dai tre anni e un più largo uso di terapie, ottiche e farmacologiche, in grado di frenarne l’evoluzione. “Infatti, quando la prevenzione e i comportamenti adatti a evitare l’insorgere della miopia o il suo peggioramento non bastano – conclude Scipione Rossi, Segretario Siso e direttore dell’Unità Complessa di Oculistica dell’Ospedale S.Carlo di Nancy di Roma – possiamo ricorrere a speciali lenti da occhiale che servono per bloccare la progressione della miopia: in associazione a un collirio a base di atropina molto diluita possono bloccarne la progressione e, in qualche caso, anche bloccarla. Ma se non si fa nulla, se il difetto non viene scoperto e curato, diventerà miopia degli adulti, con tutti i costi sociali che comporta”.
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