AGI – Una lunga storia gloriosa e’ tornata a splendere negli ultimi anni nella Bassa Bresciana: e’ il Castello di Padernello, un austero maniero attorno a cui dal ‘400 si e’ sviluppato un borgo rurale che oggi si chiama Borgo San Giacomo. A volerlo fu la nobile casata dei Martinengo, ramo dei Conti di Padernello detti anche ‘della Fabbrica’, che lo ha posseduto fino al 1834.
Nel ‘700 ci fu la trasformazione in residenza signorile curata dall’architetto Antonio Marchetti, lo stesso che diresse la costruzione del Duomo Nuovo di Brescia. Nell’800 il Castello passo’ ai Salvadego, altra nobile famiglia di origine veneta che vi ha abitato fino agli anni Settanta del secolo scorso. In seguito la struttura era stata gradualmente abbandonata e saccheggiata, e si era ricoperta di rovi.
Negli ’80 l’associazione Amici del Castello aveva restaurato l’antica posteria, ora diventata l’Osteria Aquila Rossa, ma per oltre quarant’anni il maniero rimase trascurato, tra i saccheggi e i rovi che lo avevano ricoperto. Nel 2002 c’è stato anche un tragico crollo e si è dovuto attendere il 2005 perchè il Comune di Borgo San Giacomo e la società Castelli & Casali, un gruppo di imprenditori locali, fornissero i fondi per salvarlo dalla rovina. Una curiosità è la presenza nel Castello del ‘fantasma’ della Dama Bianca che apparirebbe ogni 10 anni nel salone la notte del 20 luglio. La leggenda vuole che si tratti della malinconica e cagionevole Biancamaria, figlia del conte Gaspare Martinengo e di Caterina Colleoni, morta nel 1480 attirata dalla magia luminosa delle lucciole che la fece precipitare giù dai merli del Castello. Il maniero è stato ristrutturato in un modo molto onesto e rispettoso della sua storia, come ci tengono a sottolineare le guide durante le visite, diventando un punto di riferimento turistico ma anche per attivita’ culturali di qualità, dall’arte alla musica e al teatro. Attorno ai bastioni c’è ancora un fossato pieno d’acqua e con una breve passeggiata si può visitare il Ponte di San Vigilio, opera d’arte naturale in rami di castagno di Giuliano Mauri, nel bosco del borgo di Padernello. L’installazione, con un pavimento di legno e un suggestivo grigliato che sovrasta il percorso, collega la strada di Borgo San Giacomo con Padernello. Il ponte attraversa la roggia, sull’antico ‘limes’ romano e rappresenta anche un ponte simbolico tra uomo, natura e arte. Per completare la visita di questo borgo lombardo si può scegliere fra quattro osterie che offrono cucina lombarda molto attenta al territorio circostante.
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