In tema guerra in Medio Oriente, Parolin ha risposto a una domanda dei giornalisti sui recenti scontri durante le manifestazioni organizzate dagli studenti dell’Università La Sapienza che chiedono di fermare i progetti di collaborazione accademica con Israele sul fronte della ricerca. “Personalmente – ha detto il porporato – ho qualche difficoltà a capire questo modo di reagire. Certo, ognuno ha diritto di esprimere il proprio parere ma penso che si dovrebbe fare sempre in una forma di dialogo, tenendo conto anche delle motivazioni e delle posizioni di tutti. Certamente, la violenza non si giustifica in nessun caso. Credo che su questo ci possa essere un confronto ma un confronto pacifico, un confronto ragionevole'”.
Un appello perché non siano “penalizzate” le famiglie che scelgono per i loro figli le scuole paritarie è stato lanciato inoltree dal cardinale Parolin. In proposito ha richiamato le parole di Benedetto XVI che già “definiva l’educazione come una emergenza del nostro tempo”. “È la libertà di educazione e della libertà della famiglia di scegliere il tipo di educazione che vogliono dare ai propri figli”, ha affermato. “È importante – ha quindi evidenziato – che ci sia un sostegno alle scuole paritarie, che non ci siano penalizzazioni per i genitori che decidono di fare frequentare queste scuole dai loro figli”.
Infine sulla la situazione in Medio Oriente, grande è la preoccupazione ma il cardinale Parolin, tira un sospiro di sollievo nel vedere che almeno finora, dopo i reciproci attacchi tra Iran e Israele, non si è giunti all’escalation del conflitto che era il timore di molti. “‘Vedo che tutti stanno lavorando perché questo non capiti”, ha detto Parolin ai cronisti. “Mi pare che finora le cose, nel male, sono andate abbastanza bene, nel senso che non c’è stato quello che si temeva e che entrambe le parti cerchino di non provocare in maniera tale da far ampliare il conflitto”, ha osservato il cardinale circa le ultime notizie dal Medio Oriente.
Mentre, in riferimento alla posizione degli Stati Uniti che avevano ribadito il sostegno a Tel Aviv ma non ad un contrattacco all’Iran, Parolin ha ribadito: “Io credo che si deve evitare tutto quello che può portare a una escalation e soprattutto fare sì che la situazione sfugga di mano, che nessuno più sappia controllare: questo capita se non c’è l’impegno da parte di tutti a moderare le proprie posizioni”.
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