A questo punto della stagione non serve fare troppi calcoli ma pensare innanzitutto all’unico trofeo da vincere come la coppa Italia
Giuntoli – Questo è il vero motivo per cui Giuntoli ha preso le difese dell’allenatore con estrema razionalità: riconoscendogli quanto fatto per il Club in situazioni assai gravose (plusvalenze, penalizzazioni e rosa a disposizione), accettando col naso tappato di gettare fango su chicchesia, tirando dritto anche quando i risultati non arrivavano e senza protezione alcuna della dirigenza, che poche volte si è sforzata di capire quali fossero le priorità da far viaggiare parallele agli aspetti economici. Insomma, questa è una Juve che va ricostruita a partire dalle fondamenta e che in teoria, ma solo in teoria e per non spaccare i già fragili equilibri interni, non taglia apertamente con Allegri, ma aspetta la fine della stagione, così come si fa con le sentenze in attesa di leggere le motivazioni che non cambiano la sostanza. Come abbiamo detto una settimana fa su Radiobianconera, a derby in corso, e qualche ora dopo sulle colonne di Bianconeranews, il destino di Allegri è già deciso. Al 99 per cento.
Coppa – A parte l’Inter (col campionato) chi ha fatto comunque meglio della Juventus? Cancellate per un istante la classifica e provate a ragionare, nei panni dei milanisti, quale sarebbe il vostro grado di soddisfazione. Ma il giochino potreste ripeterlo anche nei panni del Napoli e della Lazio. E aspettando l’esito delle coppe europee, anche di Fiorentina, Atalanta e Roma a cui però il cambio di allenatore ha generato una forte reazione di orgoglio. E allora questo è il momento di spingere tutti verso la stessa direzione, ovvero verso la finale di Coppa Italia. Non c’è tempo per virtuosismi o scelte fantasiose. C’è solo bisogno di non tracollare a Roma con Lazio nella gara due della semifinale. La Juve non vince in trasferta da sei giornate, un’eternità che riporta ai tempi di Zaccheroni, ma dopo il due a zero dell’andata non è costretta a farlo per forza. Il motore bianconero sta girando a velocità ridotta e tutti ne siamo consapevoli. Lasciamo lavorare Giuntoli sotto traccia e vedrete che al momento giusto svelerà il piano del prossimo biennio. Con decisioni drastiche a tutti i livelli. In una società, tanto per essere chiari, non c’è solo l’allenatore.
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