Si riaccende in Consiglio regionale
la polemica sulle liste d’attesa per le prestazioni sanitarie
nelle strutture delle Marche, sul rispetto dei tempi delle
prestazioni ambulatoriali e degli interventi chirurgici urgenti.
Botta e risposta in aula tra il consigliere regionale dem Romano
Carancini, primo firmatario di un’interrogazione specifica del
Gruppo Pd, e l’assessore alla Sanità Filippo Saltamartini che ha
risposto, fornendo dati e informazioni sull’attività del 2023.
L’assessore ha riferito di “9 milioni di euro stanziati dal
governo per il 2023, tutti spesi”, di “129.521 prestazioni
ambulatoriali recuperate rispetto alle 58.991 previste dalla dgr
per il piano operativo” e di “14.040 ricoveri recuperati”.
Un quadro che non convince i dem. Carancini ha attaccato su
più fronti, contestando invece alla giunta il mancato rispetto
degli obiettivi sul recupero delle liste d’attesa per le
prestazioni ambulatoriali durante lo scorso anno (“66-67% di
media contro il 90% previsto dal piano nazionale del governo”);
male sul fronte liste d’attesa, ha proseguito il consigliere del
Pd, anche per gli interventi chirurgici da eseguire entro 30
giorni come quelli per tumori ai polmoni, mammella, utero,
prostata, retto (“rispetto dei tempi intorno al 50%” con un
picco del 61,5% per la neoplasia all’utero); nel mirino
dell’esponente dem anche l’aumento della percentuale di fondi
destinati a committenza privata nelle Marche per ridurre le
liste d’attesa, riguardo alle risorse stanziate dal governo:
“dal 13% assegnato ai privati nel 2022 al 41% nel 2023”, ha
riferito Carancini.
“L’ultimo dato che smaschera le tante bugie riguarda le spese
per la committenza privata sulle liste d’attesa: – ha attaccato
Carancini – nel 2022 dei 12 milioni messi a disposizione dal
governo si sono impiegati circa 4,5 milioni, di questi 4,5
milioni commissionate al privato circa il 13%, circa 600mila
euro.; nel 2023 – ha aggiunto – il dato aumenta al 41%: dei 9
milioni messi a disposizione dal governo per il recupero delle
liste d’attesa, la Regione ha affidato al sistema privato circa
il 41% cioè oltre 3,7 milioni”. Analisi, ha precisato Carancini
a margine del Consiglio regionale, “fondata su dati,
sull’accesso agli atti, che purtroppo non vengono raccontati
dalla giunta che parla delle risorse stranziate per le liste
d’attesa ma non racconta cosa è successo nel 2023”.
Da parte dell’assessore, la replica attraverso i numeri circa
il recupero di prestazioni e ricoveri nel 2023: 9 milioni di
euro, tutti spesi, “129.521 prestazioni ambulatoriali recuperate
rispetto alle 58.991 previste dalla dgr per il piano operativo”
e di “14.040 ricoveri recuperati”.
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