Tra le ipotesi contenute nella bozza del nuovo decreto di riforma fiscale, c’è quella di un incremento della tredicesima mensilità per i lavoratori dipendenti con reddito complessivo fino a 15mila euro. Si tratta di un importo non superiore a 80 euro. L’importo del bonus verrà definito entro il 15 novembre 2024, sulla base delle maggiori entrate derivanti dal concordato preventivo biennale.
I premi di risultato entro i 3mila euro erogati dal primo gennaio 2025 saranno tassati al 10%. È quanto prevede la bozza del decreto legislativo sulla revisione del regime Irpef e Ires. I premi di risultato, “salvo espressa rinuncia scritta del prestatore di lavoro, sono soggetti a una imposta sostitutiva pari al 10%, entro il limite di importo complessivo di 3.000 euro lordi”. Lo stesso regime si applica “alle somme erogate sotto forma di partecipazione agli utili dell’impresa”. Quest’anno, in base a quanto stabilito dall’ultima manovra, come già nel 2023, i premi di produttività sono tassati al 5%. Si va quindi verso un aumento della tassazione.
I premi di risultato saranno destinati a diventare più green: secondo quanto prevede la bozza, agli indicatori già esistenti di produttività, redditività, qualità, efficienza, innovazione, vengono aggiunti anche quelli della reputazione e responsabilità sociale e della sostenibilità ambientale. Tutti parametri misurabili esclusivamente sulla base di criteri fissati dalla contrattazione collettiva.
Tra le altre novità contenute nel decreto legislativo c’è la revisione dei redditi agrari e quella dei redditi da lavoro autonomo, dalla determinazione alle spese e ai rimborsi, dalle plusvalenze sulle aree edificabili ricevute in donazione alla riorganizzazione degli studi professionali. Modifiche anche per il reddito d’impresa su operazioni straordinarie e liquidazioni.
Prevista una stretta sulla rendita integrativa temporanea anticipata. Dal 1° gennaio 2025 sarà erogata nei soli casi in cui la cessazione del rapporto di lavoro dipenda da cause diverse dal raggiungimento dei requisiti di qualunque pensione (anticipata, di vecchiaia, opzione donna, etc.). La novità sarebbe finalizzata ad attribuire alla Rita la natura di misura di accompagnamento alla pensione.
Il viceministro dell’Economia Maurizio Leo frena sulle bozze in circolazione: “Il provvedimento è ancora oggetto di revisione da parte degli uffici competenti”, aggiungendo che “il governo è al lavoro per mettere a punto un decreto che sia compatibile con le esigenze dei contribuenti e al tempo stesso rispettoso degli equilibri di finanza pubblica”.
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