Investito ufficialmente da una settimana dei gradi di candidato sindaco del capoluogo isolano, Massimo Zedda lavora per blindare la vittoria, dribblando i veti di alcuni alleati. “Serve trovare unità attorno ai valori e ai programmi”, premette Zedda. “Se attorno a questi valori ci si ritrova – sottolinea – non è indispensabile continuare a stare divisi in nome di vecchi contrasti”. Anche perché, spiega, “il campo largo va coltivato con la buona politica, ma è necessario estenderne i confini, come ci insegna la Basilicata”. Le interlocuzioni vanno avanti.
No a esponenti di primo piano del centrodestra cittadino o regionale, ovviamente, ma è probabile immaginare che alcune autorevoli figure che alle regionali stavano con Soru possano aderire al campo largo. Stesso discorso per alcuni esponenti di Italia Viva o di Azione, con l’eventuale creazione di liste civiche.
Candidato sindaco del Capo di Sopra da due giorni, domani Giuseppe Mascia, segretario provinciale del Pd e consigliere comunale in carica, incontrerà invece la Costituente per Sassari di cui è leader Mariano Brianda, ex magistrato, candidato sindaco del centrosinistra cinque anni fa, che ha raggruppato attorno a sé una schiera di delusi e disillusi che alle regionali hanno avuto mani libere.
Nella tarda serata di ieri Brianda ha chiesto che “si lavori lealmente per la costruzione di un campo larghissimo, che porti alla vittoria già al primo turno”. Non solo: a nord ovest, dove gli attriti con Soru sono stati meno violenti e dove Progetto Sardegna ha sempre avuto un certo appeal, la possibilità di accordi con singoli esponenti della falange soriana sembrano probabili.”L’unica condizione per estendere il campo è che ci sia piena condivisione delle idee e dei programmi – conferma Mascia – per il resto non c’è alcuna preclusione a un allargamento che non snaturi la coalizione”.
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