Nel corso del suo intervento Fineschi ha spiegato che sul corpo di Regeni «abbiamo riscontrato quasi tutte le torture messe in atto in Egitto e descritte nella letteratura scientifica egiziana: pugni, calci, uso di mazze, bruciature». In particolare, ha detto, l’Egitto «negli anni ha pubblicato due lavori scientifici sulla tortura: uno su 140 casi torture su persone, non uccise, prima arrestate e poi torturate nelle stazioni di polizia o carcere con pugni, calci, mazze, trascinamento del corpo, bruciature, ammanettamento di polsi e caviglie e l’utilizzo di un pettine chiodato. Un secondo studio su 367 casi di torture avvenuti nel 2009-2010 in Egitto in cui vengono riportate moltissime modalità di tortura, riscontrate anche sul corpo di Giulio Regeni come le bastonate sui piedi fino alla frattura di tutte le ossa». Parlando dell’autopsia svolta in Egitto, il consulente ha affermato che è stata una attività «al sotto lo standard minimo. Gli egiziani hanno attribuito la morte a un ematoma che ha compresso il cervello così tanto da portarlo alla morte. Causa non compatibile con quello che abbiamo riscontrato noi. In Egitto sono stati compiuti approfondimenti incompleti e poco approfonditi», ha aggiunto.
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La morte del ricercatore italiano Giulio Regeni può essere «stimata tra le ore 22 del 31 gennaio e le ore 22 del 2 febbraio 2016». Lo ha riferito in aula il dottor Marcello Chiarotti, tossicologo e consulente della procura di Roma nel corso di una nuova udienza del processo sull’omicidio, le torture e il sequestro del ricercatore italiano, per cui sono accusati quattro 007 egiziani. Gli accertamenti medico legali del consulente sono stati eseguiti il 6 febbraio del 2016, quando e’ stato prelevato un campione di umor vitreo al fine di valutare il livello di potassio nella fase post-mortem. La morte di Giulio Regeni, si stima, risalirebbe a «124 ore del prelievo», un valore medio tra un range minimo di 96 ore e un massimo di 150 ore. Giulio Regeni, inoltre, non aveva fatto alcun uso di alcuna sostanza stupefacente ne’ farmaci o sostanze velenose: «Gli accertamenti tossicologici hanno dato tutti esito negativo», ha spiegato Chiarotti.
«Quella di oggi sarà una udienza dura e dolorosa perché verrà rappresentato e raccontato minuziosamente tutto il male del mondo che si è abbattuto su Giulio. Noi abbiamo chiesto che una parte di questa udienza sia a porte chiuse e sarà così perché non vogliamo che chi ha voluto bene a Giulio, i suoi amici e i suoi familiari, lo ricordi in quelle condizioni. Nessuno divulghi quelle immagini perché sarebbe un oltraggio alla dignità di Giulio», aveva detto l’avvocato Alessandra Ballerini, legale dei genitori di Giulio Regeni, entrando in Tribunale a Roma dove è in programma una nuova udienza del processo a carico di quattro 007 egiziani.
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