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Kaspersky,gli Usa ci hanno preso di mira
Operazione trasparenza,dati europei in un data center svizzero
Snapchat, shopping online su AmazonDa questa settimana negli Usa possibile fare acquisti
Fb:ex moderatrice fa causa,traumatizzataAccusa il social di mancata tutela da foto e video violenti
“L’anno scorso siamo stati presi di mira dagli Usa; non capivamo nemmeno ciò che stava accadendo.
Noi siamo i migliori nella cyber sicurezza, i migliori ad individuare spionaggio, attività malevole. Anche quelle sponsorizzate dagli Stati, anche dallo stato americano”. Lo ha detto Eugene Kaspersky, fondatore e ceo dell’omonima società di sicurezza informatica russa, a Roma per celebrare i dieci anni di attività in Italia. Dopo aver puntato il dito contro il governo Usa, che l’anno scorso ha bandito i software dell’azienda dalle agenzie governative, Kaspersky ha parlato della global transparency intiative, un’operazione di trasparenza che riguarda l’apertura di un data center in Svizzera, a novembre, dove saranno spostati i dati degli utenti europei. Kaspersky ha poi parlato dell’andamento del mercato italiano dove la società ha il 53% di market share nel segmento consumer. In futuro, ha detto, “puntiamo a fare ancora meglio per la sicurezza informatica di persone, aziende, governo e infrastrutture italiane”.
– NEW YORK
– Snapchat si allea con Amazon per lo shopping online. A partire da questa settimana gli utenti di Snapchat negli Stati Uniti saranno in grado di acquistare prodotti su Amazon dalla fotocamera di Snapchat. Basterà puntare la fotocamera Snapchat a un prodotto fisico o a un codice a barre: quando il prodotto sarà riconosciuto sullo schermo apparirà un banner di Amazon con il link al prodotto o a oggetti simili. L’alleanza spinge i titoli Snap, che salgono del 2,9%.
– Una ex moderatrice di contenuti su Facebook ha fatto causa al social di Mark Zuckerberg, accusandolo di non averla tutelata dal trauma derivante dal dover vedere certe tipologie di immagini, come violenze e abusi su minori. In una denuncia depositata nei giorni scorsi presso un tribunale californiano, la donna, che si chiama Selena Scola, afferma di soffrire di disordini da stress post traumatico a causa di una “esposizione costante e non mitigata a immagini altamente tossiche ed estremamente inquietanti sul luogo di lavoro”. Obiettivo dei legali è ottenere lo status di class action.
“Ogni giorno – si legge nel documento – gli utenti di Facebook pubblicano milioni di video, foto e trasmissioni in diretta di abusi sessuali su minori, stupri, torture, zoorastia, decapitazioni, suicidi e omicidi”. Di conseguenza, “ogni giorno i moderatori di contenuti esaminano migliaia di immagini traumatizzanti, senza una formazione sufficiente su come gestire il disagio che ne consegue”.
Facebook attualmente impiega 7.500 moderatori di contenuti.
Il social nel luglio scorso ha affermato di offrire loro un supporto psicologico e altri benefit legati a salute e benessere. [print-me title=”STAMPA”]
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