ECONOMIA TUTTE LE NOTIZIE
Borsa Asia non guarda Italia, Tokyo vola
Positivi anche listini cinesi, solo Seul in calo
Petrolio: in lieve rialzo 72,22 dollariBrent poco mosso a 81,71 dollari
Oro: in lieve rialzo a 1.184 dollariRecupera lo 0,2% ma prosegue debolezza mercato
Futures Borsa Milano pesanti, Europa giùVista partenza molto debole per titoli bancari con spread
Cambi: euro in lieve calo a 1,1630 dlrYen a 131,9
Spread Btp-Bund apre a 258 puntiIeri aveva chiuso a 235,5 punti. Rendimento Btp su soglia 3%
Unicredit vende Npl per 249 milioniImpatto operazione su quarto trimestre
Borsa: Milano apre in forte calo, -1,01%In pesante ribasso anche l’indice Ftse All Share, -0,96%
Spread Btp-Bund supera 260 punti a 261Tasso al 3,10%
Borsa Europa parte fiacca, Londra -0,2%Deboli anche Francoforte e Parigi
Borsa: Milano cede ancora, Ftse Mib -2%Banche sotto pioggia di vendite, Intesa e Unicredit perdono 5%
Borsa Milano pesante (-2%), Europa giùUnicredit e Intesa guidano ribassi, scivola Astaldi
Borsa: Milano sotto pressione, -2,5%Il tonfo si ripercuote su altri listini europei, tiene Londra
Manovra: tetto pace fiscale 500mila euroAzienda cumula 1 mln in un attimo ma anche la metà ci può stare
L’inflazione frena a settembre dopo 4 mesi, +1,5%Rallentano frutta, verdura e carburanti. Sul mese -0,4%
Borsa: Milano cede ancora, Ftse Mib -3%Scivolone banche, male anche Enel e Generali, crollo Astaldi
Ifis,a fine anno calo sofferenze 105mldDimezzate rispetto a crisi. Le nette a 35 miliardi
Borsa: Milano sfiora -4%, euro coinvoltoRaffica di sospensioni al ribasso, anche Generali e Mediaset
Parte mese educazione finanziariaSolo 37% italiani conosce concetti base,ultimi economie avanzate
Fondi ancora fermi,Terzo Valico licenziaLunedì prime lettere per 150 dipendenti. Toti, sbloccare risorse
La corsa ad ostacoli della manovra -TUTTE LE TAPPE
Cinese Haier compra italiana CandyFamiglia Fumagalli vende azienda per 475 milioni
Wall Street apre negativo, Dj -0,13%S&P 500 perde lo 0,19%
Spread Btp-Bund frena, sotto 280Tasso al 3,24%
Borsa:Europa in calo con Ny,Milano -3,9%Spread a 275 punti base, si confermano vendite su finanziari
Spread Btp-Bund si sgonfia, a 267Tasso al 3,15%
Terzo Valico, Rixi ‘Mit trasmesso atti’Viceministro rassicura, serve impegno tutti soggetti coinvolti
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I mercati asiatici e dell’area del Pacifico non guardano ai rischi di tensioni in Europa sulla manovra economica italiana e si muovono generalmente in territorio positivo, con Tokyo che corre sui massimi da quasi 30 anni grazie alla debolezza dello yen e alla solidità mostrata da Wall street.
La Borsa giapponese segna in chiusura con l’indice Nikkei 225 un rialzo nettamente superiore al punto percentuale (+1,4%), mentre Hong Kong sale nel finale dello 0,4%, con i listini cinesi leggermente più ottimisti (Shanghai +0,7%). In aumento anche le Borse di Sidney e Singapore (+0,7% entrambi), mentre l’unico segno negativo viene da Seul, in calo di mezzo punto percentuale.
– Le quotazioni del petrolio si avviano a chiudere una settimana in rialzo con i contratti sul greggio Wti con scadenza a novembre che guadagnano ancora 10 centesimi a 72,22 dollari al barile. Poco mosso il Brent che resta su quota 81,71 dollari.
– Quotazioni dell’oro in lieve recupero sui mercati asiatici dove il lingotto con consegna immediata guadagna lo 0,2% a 1.184 dollari al barile. Ad incidere sulle quotazioni la politica della Federal reserve americana con il rialzo dei tassi di interesse
– I futures sull’avvio di Piazza Affari sono pesanti, con il contratto sulla partenza dell’indice principale Ftse Mib in calo di circa un punto percentuale rispetto alla chiusura di ieri.
Con i primi scambi sui mercati telematici molto difficili per i titoli di Stato italiani, sono ovviamente fortemente negativi in particolare i futures sui titoli bancari ‘made in Italy’. Le previsioni pesanti sulla Borsa di Milano trascinano al ribasso anche i futures sull’avvio degli altri listini europei, visti in calo in avvio tra lo 0,1% e lo 0,4%.
– Quotazioni dell’euro in lieve calo in avvio degli scambi in Europa a 1,1630 dollari a fronte del valore di 1,1650 ieri sera a New York. Sullo yen la moneta unica europea passa di mano a 131,9
– Lo spread Btp-bund dopo i primi scambi segna 258 punti base, con un rendimento del decennale italiano al 3,07%. Ieri il differenziale aveva chiuso 235,5 punti base.
Avvio carico di tensioni sul mercato telematico per i titoli di Stato italiani dopo il rapporto deficit/pil previsto al 2,4% per tre anni nella nota di aggiornamento al Def: nei primissimi scambi il rendimento del Btp a 10 anni sale di 12 punti base con un rendimento che raggiunge la soglia psicologica del 3%.
– UniCredit attraverso la sua sussidiaria UniCredit Bulbank (Bulgaria) ha concluso un accordo con DCA del gruppo B2Holding per la cessione pro-soluto di un portafoglio di crediti garantiti/chirografari in sofferenza derivanti da contratti di credito concessi dalla sussidiaria UniCredit Bulbank a clienti appartenenti ai segmenti privati, Pmi e imprese per un ammontare di circa 249 milioni.
“La cessione del portafoglio costituisce parte dell’attuale strategia di UniCredit di riduzione delle esposizioni deteriorate – spiega un comunicato della banca – e l’impatto verrà recepito nel bilancio del quarto trimestre 2018”.
– Avvio ampiamente negativo per Piazza Affari: il primo indice Ftse Mib segna una perdita dell’1,01%, l’Ftse It All-Share un calo dello 0,96%.
Lo spread tra Btp e Bund supera quota 260 punti a 261,2 punti. Il rendimento del titolo decennale sale ora al 3,10%
– Mercati azionari europei fiacchi in partenza: Londra cede lo 0,2%, Francoforte e Parigi hanno aperto in calo dello 0,4%.
– Si amplia il calo di Piazza Affari nei primi scambi: l’indice Ftse Mib perde il 2%, con Intesa e Unicredit che cedono oltre il 5% e tutto il settore del credito sotto la pioggia di vendite in parallelo a quella che sta colpendo i titoli di Stato italiani. Il rendimento del Btp a 10 anni sale infatti di oltre 20 punti base e lo spread con la Germania è a oltre 260 punti.
– Piazza Affari dopo la prima fortissima corrente di vendite prova a stabilizzare le perdite: l’indice Ftse Mib cede il 2%, con le banche sempre molto pesanti.
Mentre gli altri mercati azionari europei si muovono in terreno leggermente negativo (Madrid -0,6%, Francoforte -0,4%, Parigi -0,3%, Londra piatta), a Milano in un clima molto nervoso e volatile Banco Bpm cede oltre il 6%, Intesa il 4,5% a 2,29 euro, Unicredit il 4,3% a quota 13,2.
Ubi è rientrata agli scambi normali dopo un passaggio in asta di volatilità in calo del 4,5%, Mps cede quattro punti, Poste il 3,7%. Tra i titoli maggiori tengono Ferrari e Stm, mentre nel paniere a minore capitalizzazione Astaldi scivola dell’8% dopo la richiesta di concordato preventivo con ‘riserva’ e Banca Ifis perde il 7%.
– Piazza Affari dopo l’avvio pesantissimo per ora non riesce a contenere le perdite: in un clima molto nervoso l’indice Ftse Mib cede il 2,5% sotto i 21mila punti, con Banco Bpm in ribasso del 7%, Bper, Unicredit, Intesa, Ubi, Poste e Mps in calo di oltre il 5%. In asta di volatilità Carige.
Il tonfo di Milano si ripercuote sull’Europa: Madrid perde l’1%, Francoforte lo 0,7% nonostante il dato di riduzione della disoccupazione, Parigi lo 0,4% mentre Londra si muove sulla parità sostenuta dalle materie prime.
– Il tetto della pace fiscale “sarà 500 mila euro”. Lo ha annunciato il viceministro dell’Economia, Massimo Garavaglia, parlando della prossima manovra ad Agorà su Raitre. “Personalmente – ha aggiunto – un milione ci sta tutto, perché un’aziendina ci mette un attimo a cumulare un milione di arretrati. Però anche 500 mila ci può stare”.
Dopo quattro mesi di accelerazione, a settembre i prezzi rallentano su anno e calano su mese. Le stime preliminari dell’Istat sull’inflazione indicano una crescita dell’indice nazionale dei prezzi al consumo dell’1,5% su base annua (da +1,6% di agosto) e una diminuzione dello 0,4% su base mensile. “A decelerare di pochi decimi di punto è anche l’inflazione che pesa sulle spese quotidiane a causa principalmente delle componenti più volatili del paniere: frutta e vegetali freschi, carburanti”, spiega l’istituto di statistica. “Si attenuano le tensioni sui prezzi dei prodotti di largo consumo”. L’Istat stima per i prezzi dei beni alimentari, per la cura della casa e della persona, il cosiddetto carrello della spesa, a settembre, un rallentamento della crescita da +2,1% a +1,9%. I rincari rimangono comunque più sostenuti di quelli dell’indice generale.
– Si amplia ulteriormente la corrente di vendite in Piazza Affari: l’indice Ftse Mib ha toccato un ribasso minimo di giornata del 3%, con le banche sotto la pioggia di vendite.
Banca Ifis perde il 10%, Banco Bpm, Bper e Creval il 7,8%, Unicredit, Intesa oltre sei punti percentuali, Ubi è sospesa in asta di volatilità. I forti ribassi coinvolgono anche altri titoli strutturali, come Enel e Generali, che cedono il 4%.
Astaldi, dopo la domanda di concordato preventivo ‘con riserva’, crolla del 22%.
“Ci aspettiamo a fine anno, per effetto delle cessioni previste, che il monte delle sofferenze in Italia scenda a 105 miliardi euro. Dal picco a fine 2015 con un po’ più di 200 miliardi di euro ai 127 miliardi di sofferenze lorde a luglio, a fine 2018 saranno dunque dimezzate”. L’ad di Banca Ifis Giovanni Bossi, aprendo la settima edizione di Npl Meeting fotografa il mercato dei crediti in sofferenze in Italia.
“Le sofferenze nette, quelle tolte rettifiche accantonamenti già fatti, da 90 miliardi di euro ci aspettiamo raggiungano 35 miliardi di euro. Perché sappiamo accantonamenti nell’ordine del 65-68% – aggiunge – Questo numero ci dice che il tema delle sofferenze all’interno dei bilanci, che aveva rilevanza sistemica e metteva in discussione la tenuta del sistema bancario, ce lo abbiamo dietro le spalle. Non significa che si possa abbassare la guardia ma qualche passo avanti si è fatto”.
– Ancora fortissime vendite e sospensioni di volatilità in Piazza Affari: l’indice Ftse Mib ha toccato un minimo di seduta molto vicino alla soglia del -4% (esattamente a -3,94% a 20.660 punti).
Stop al ribasso, tra gli altri, per Bper, Ubi, Generali e Mediaset, mentre Banco Bpm perde oltre il 9%, Unicredit e Intesa oltre sette punti percentuali. Dopo la raffica di sospensioni, specie sulle banche, anche l’euro si è indebolito, portandosi sotto quota 1,159 rispetto al dollaro.
– A ottobre ci saranno oltre 200 appuntamenti gratuiti in tutta Italia per informarsi, discutere e capire come gestire e programmare le risorse finanziarie personali e quelle della propria famiglia, approfondendo i temi del risparmio, degli investimenti, delle assicurazioni e della previdenza: l’iniziativa, lanciata dal Comitato per la programmazione e il coordinamento delle attività di educazione finanziaria, presentata oggi al Ministero dell’Economia punta a far crescere l’alfabetizzazione finanziaria degli italiani, al momento all’ultimo posto tra i paesi del G7. In Italia – ha spiegato il direttore del Comitato, Annamaria Lusardi – solo il 37% degli over 15 ha chiari i concetti base di inflazione, tasso di interesse e diversificazione del rischio – mentre in Canada, Germania e Stati Uniti la percentuale veleggia ben oltre il 60%.
Il livello degli italiani è inferiore anche a quello dei russi e dei sudafricani.
– GENOVA
– Lunedì partiranno le lettere di licenziamento per 150 lavoratori del Terzo Valico. Lo rende noto all’ANSA Stefano Esposito (PD), ex vicepresidente della Commissione Trasporti del Senato, che accusa il ministro Toninelli di non autorizzare Rfi a sbloccare 200 milioni di euro annunciati ieri dal viceministro Rixi per il quinto lotto dell’opera. “Dopo la mia denuncia sul blocco dei fondi, oltre un miliardo di euro, Rixi ha annunciato che erano stati sbloccati 200 milioni, oggi spariti per volere del ministro”.
“A mancare è solo la lettera di assegnazione fondi del Ministero alle Infrastrutture – sottolinea il presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti – perciò, torniamo a chiedere con insistenza che questi soldi vengano immediatamente sbloccati, anche e soprattutto alla luce della difficile situazione che sta vivendo Genova, dopo il crollo di un’infrastruttura indispensabile per la città”.
Con il via libera del Def, è cominciata la corsa ad ostacoli della prima manovra targata Lega-M5s.Ecco tutte le prossime tappe: IL DEF IN AULA Le Camere discuteranno le risoluzioni al Def in Aula il 10 ottobre. In quella sede andrà votata, a maggioranza assoluta, anche l’autorizzazione del Parlamento a modificare il piano di rientro verso l’obiettivo di medio termine (in sostanza il rinvio del pareggio di bilancio), conseguenza delle nuove indicazioni su indebitamento netto e saldo strutturale.LA LEGGE DI BILANCIO ALL’UE Entro il 15 ottobre il Governo deve inviare la bozza alla Commissione Ue, che ha due settimane di tempo per rispedirla indietro qualora riscontrasse gravi ed evidenti violazioni delle regole del Patto di stabilità. Respingerla significa chiedere immediate modifiche al Parlamento e una nuova bozza entro tre settimane, che deve ripassare al vaglio Ue. Finora nessun Paese si è visto rigettare la propria legge di bilancio.IL VARO DELLA MANOVRA Il termine per il varo della legge di Bilancio in Italia scade invece 5 giorni dopo aver inviato la bozza alla Commissione Ue: la scadenza per la presentazione della manovra è in questo caso per le ore 24 del 20 ottobre. Non si tratta di un documento con i contenuti dettagliati ma del vero e proprio articolato di legge. Nel recente passato è stato però necessario anche più di una settimana per l’arrivo in parlamento del testo definitivo.LE LETTERE DI RICHIAMO. Se entro due settimane dalla consegna della manovra la Commissione non si fa sentire, vuol dire che il pericolo peggiore, cioè la bocciatura immediata, è passato. Ma non che le insidie siano finite: se ha dei dubbi sulle coperture, o se i numeri si discostano dagli obiettivi concordati, Bruxelles può ancora fare dei richiami formali, mettendo in guardia dal rischio di violazione delle regole. I richiami avvengono con lettere indirizzate al ministro dell’economia, responsabile del bilancio. L’ex ministro Padoan le ha ricevute tutti gli anni del suo mandato, e ogni anno ha risposto riuscendo a rassicurare Bruxelles che gli sforzi maggiori che chiedeva si sarebbero fatti nel corso dell’anno.LA PAGELLA DI BRUXELLES SULLA MANOVRA Entro il 30 novembre la Commissione deve pubblicare il suo giudizio sulla legge di stabilità, che analizza nel dettaglio la situazione dei conti pubblici anche alla luce dell’eventuale scambio di lettere che ci sarà con il Governo. Nel giudizio Bruxelles indicherà quale e quanto scostamento ci sarà dagli obiettivi di risanamento concordati, ovvero se e quanto il debito cala. E potrebbe indicare la necessità di una manovra correttiva per rispettare le regole.IL RISCHIO PROCEDURA SUL DEBITO -Con il secondo debito più alto dell’Eurozona, l’Italia rischia dal 2015 di finire sotto la nuova procedura introdotta dal Two Pack, annesso del Fiscal Compact. La procedura non è mai scattata per nessuno. Finora l’Italia l’ha sempre scampata, grazie alla flessibilità e ad una benevola interpretazione delle regole da parte della Commissione, soddisfatta che il debito avesse quantomeno dato segnali di stabilizzazione. Ma se dovesse aumentare, a maggio 2019 potrebbero scattare le sanzioni previste: un deposito dello 0,2% del pil e la riduzione obbligatoria del debito di un ventesimo all’annoIL VIA LIBERA DELLE CAMERE Entro la fine dell’anno deve esserci l’approvazione del Parlamento. Durante l’esame parlamentare, il testo può subire modifiche. Senza il via libera, scatta l’esercizio provvisorio
– Il gruppo cinese Qindao Hayer si compra, per 475 milioni di euro, gli elettrodomestici Candy. Lo annuncia il gruppo quotato a Shanghai sottolineando che acquisirà il 100% dell’azienda dai due soci italiani.
La società della famiglia Fumagalli è solo l’ultimo dei marchi italiani che passa in mani estere.
– NEW YORK
– Apertura in territorio negativo per Wall Street. Il Dow Jones perde lo 0,13% a 26.406,87 punti, il Nasdaq cede lo 0,21% a 8.025,17 punti mentre lo S&P 500 lascia sul terreno lo 0,19% a 2.908,52 punti.
– Lo spread tra Btp e Bund frena la sua corsa dopo aver sfondato quota 280, e si attesta alle 15,30 italiane a 278 punti base da 236 di ieri. Il rendimento del titolo decennale italiano è al 3,24%.
– Le Borse europee proseguono in rosso dopo l’apertura negativa di Wall Street mentre Milano si conferma in caduta libera come reazione alla manovra economica del governo Lega-Cinque Stelle. L’indice d’area Stoxx 600 cede lo 0,8% con le vendite che si concentrano su finanziari e telecomunicazioni. Francoforte perde l’1,66%, Madrid l’1,61%, Parigi cede quasi l’1% mentre tiene Londra che lascia un marginale 0,25%. Il Ftse Mib arrivato a perdere oltre il 4,6%, lima ad un -3,9% a 20.665 punti. Sempre sotto schiaffo i bancari con Banco Bpm, Intesa e Bper che perdono oltre l’8%, Unicredit e Unicredit oltre il 7%. Male anche le società quotate a partecipazione pubblica. Più di tutte Poste che registra un -6,1%. Lo spread tra Btp e Bund frena la sua corsa dopo aver sfondato quota 280, e si attesta a 275 punti base da 236 di ieri. Il rendimento del titolo decennale italiano è al 3,22%.
Sul fronte dei cambi l’euro resta debole sotto 1,16 sul dollaro.
– Lo spread tra Btp e Bund, che stamani aveva sfondato quota 280 punti base, continua a sgonfiarsi e a meno di un’ora dalla chiusura viaggia a 267 punti base dai 234 di ieri. Il rendimento del titolo decennale italiano è al 3,15%.
– “Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha trasmesso tutti gli atti necessari alla prosecuzione dei lavori del quinto lotto del cantiere del Terzo Valico, garantendo la copertura economica necessaria perché le aziende appaltatrici non cadessero in infrazione e quindi potessero essere messi a rischio circa 200 posti di lavoro”. Lo afferma in una nota il viceministro alle infrastrutture e trasporti Edoardo Rixi, aggiungendo: “Ora Rfi deve fare la propria parte”.
“Con la delibera Cipe 82, infatti – spiega Rixi – sono stati autorizzati i fondi del quinto lotto e con la pubblicazione in gazzetta ufficiale, Rfi può iniziare a spendere senza dover attendere nessun trasferimento di fondi”. “È evidente, quindi – conclude – che il Ministero abbia provveduto a fare tutti i passaggi: mi aspetto che agli sforzi fatti dal Mit, per andare avanti nei lavori di quest’opera fondamentale, corrisponda un impegno, con la medesima celerità, da parte di tutti i soggetti coinvolti”. [print-me title=”STAMPA”]
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