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Game Review: #MUFCJuve
24.10.2018 12:20 – in: Serie A
Game Review: #MUFCJuve
Due episodi chiave nell’analisi della sfida di ieri sera
La Juventus espugna l’Old Trafford e conquista la terza vittoria in Champions League.Non solo i bianconeri sono a punteggio pieno ma ancora non hanno subito un gol in Europa. A Manchester altra grande dimostrazione di forza e consapevolezza, con una Juventus in assoluto dominio della gara per più di un’ora.
IL GOL DI PAULO
Il gol partita è un ennesimo manifesto del gioco di Massmiliano Allegri e della straordinaria mobilità di tutti i suoi giocatori, soprattutto di quelli del reparto offensivo. Tanto più, data l’assenza di Mario Mandzukic un giocatore di maggior peso, i tre attaccanti bianconeri, Cuadrado, Dybala e Ronaldo si sono mossi tantissimo non dando mai punti di riferimento alla difesa inglese.Come sempre si comincia da un giro palla nella trequarti della Juventus: Cuadrado ad inizio azione è posizionato sulla linea di metacampo. Dopo pochi secondi e un paio di passaggi sono Dybala e Ronaldo a posizionarsi tra le linee con Cuadrado che va invece ad occupare la posizione più avanzata. CR7 scatta dettando in profondità il passaggio a Cancelo. Nel momento in cui il portoghese arriva al cross, la posizione dei tre attaccanti vede Ronaldo sulla destra, Cuadrado in mezzo all’area che attacca il primo palo e Dybala che arriva a rimorchio pronto a ribadire in rete in tap in.IL TIRO DI CRISTIANO
Ad inizio secondo tempo una della azioni più belle della gara. La Juventus palleggia con disinvoltura prima nella metacampo del Manchester United e poi nella propria trequarti per allungare gli avversari e trovare spazi. Vi riesce con Alex Sandro che supera un avversario e trova Ronaldo tra le linee. All’azione viene impressa subito una velocità incerdibile e con due tocchi si è a ridosso dell’area di rigore avversaria.Ma ad osservare la posizione dei tre attaccanti un attimo prima della conclusione di Ronaldo ci troviamo di fronte ad una situazione completamente diversa da quella del gol: Cuadrado è largo a destra, Dybala attacca la porta e Ronaldo arriva a rimorchio. Il passaggio del colombiano per il portoghese è preciso e Ronaldo calcia di prima con precisione e potenza all’incrocio dei pali. L’intervento di De Gea a salvare la propria porta è spettacolare.
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Qui JTC: day after di lavoro
24.10.2018 17:19 – in: Serie A
Qui JTC: day after di lavoro
La squadra è arrivata a Torino da Manchester nel primo pomeriggio e ha svolto l’allenamento alla Continassa
E’ stato un “giorno dopo” di lavoro, quello che ha coinvolto i bianconeri di ritorno da Manchester, dopo la grande vittoria di ieri sera.
La squadra è atterrata a Caselle nel primo pomeriggio di oggi, dopodichè si è spostata al Training Center Continassa per l’allenamento: come sempre, in un giorno post-gara, i protagonisti della serata di ieri hanno svolto una seduta di scarico, mentre il resto del gruppo ha lavorato su atletica e tecnica.
Domani l’appuntamento è fissato al mattino.
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Juve-Cagliari, via alla vendita libera!
25.10.2018 09:00 – in: Serie A
Juve-Cagliari, via alla vendita libera!
Dalle 10 del 25 ottobre tagliandi a disposizione di tutti i tifosi bianconeri
Sabato 3 novembre, ore 20.30: l’Allianz Stadium apre le sue porte per la sfida di campionato contro il Cagliari!
Terminate le fasi di vendita riservata Juventus Member, dalle 10 di giovedì 25 ottobre parte la vendita libera per tutti i fans bianconeri.
Per info e per acquistare i tagliandi, consultare la nostra sezione BIGLIETTERIA ALLIANZ STADIUM: UNA GIORNATA UNICA!
Per rendere ancora più piacevole la vostra esperienza all’Allianz Stadium, vi invitiamo a visitare le pagine di Juventus.com dedicate alle indicazioni per raggiungere l’impianto; ai parcheggi (con la possibilità di acquisto online) ed alle imperdibili attività di intrattenimento all’interno della struttura, per grandi e piccini, oltre ai punti di ristoro con le offerte speciali a voi dedicate.
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Assemblea degli Azionisti: il discorso del Presidente Andrea Agnelli
25.10.2018 10:00 – in: Eventi
Assemblea degli Azionisti: il discorso del Presidente Andrea Agnelli
Il presidente della Juventus apre i lavori dell’Assemblea degli Azionisti 2018 all’Allianz Stadium
onisti, buongiorno a tutti.Desidero fare in apertura un chiarimento doveroso. Una trasmissione televisiva ha riportato l’attenzione su fatti, acclarati in ogni sede, riguardanti il rapporto di questa Società con il tifo organizzato.La Juventus è stata sanzionata dalla giustizia sportiva essenzialmente per due motivi:1) aver venduto biglietti in numero superiore a quanto stabilito dalla Legge Pisanu, che prevede un massimo di 4 tagliandi per persona;2) il nostro responsabile della sicurezza Alessandro D’Angelo ha favorito l’introduzione di materiale non autorizzato, al secondo anello dello stadio, in occasione del derby del febbraio del 2014.Su entrambi questi fatti è doveroso un chiarimento.Dopo i fatti in questione, la Juventus rispetta alla lettera le procedure di vendita previste e non può consentire che si insinui ancora oggi il dubbio che la nostra Società possa essere associata al fenomeno del bagarinaggio. Alessandro D’Angelo non ha aiutato ad introdurre “striscioni canaglia”, come li definii nelle ore successive a quei fatti e come ribadisco tutt’oggi, sulla tragedia di Superga: lo prova la sentenza della Corte Federale d’Appello del 22 gennaio 2018. Non solo: gli autori di quello striscione furono individuati grazie alle tecnologie messe a disposizione delle forze dell’ordine dalla Juventus, sono stati consegnati alla giustizia e sono rei confessi.Ogni altra affermazione è falsa e infondata, e sarebbe ora che chi si esprime su questa circostanza tenesse conto dei fatti, delle prove e delle sentenze.Prima di passare all’ordine del giorno mi è comunque, come d’abitudine, gradito fare con voi alcune riflessioni sull’andamento della nostra Società e sulla visione della nostra Società sul futuro.Io vivo, assieme ai miei collaboratori, il 2018 un po’ come il 2010: ci aspetta un anno di grandi e forti cambiamenti. Però, in questo momento, è anche giusto guardarsi indietro e vedere dove è arrivato questo gruppo dirigente. Quello dal 2010 al 2018 è stato un percorso affascinante, sicuramente pieno di grande e intenso lavoro, di grandi, grandissimi sacrifici da parte di tutte le donne e di tutti gli uomini della Juventus, che in questi anni sono più che raddoppiati. Questo dà anche la dimensione della vostra Società e della trasformazione che ha vissuto. È stato un percorso, dicevo, fatto di grande lavoro, grande sacrificio, ma anche di grandi, grandissime soddisfazioni. Nel 2010 il fatturato della Juventus era sotto i 200 milioni, oggi approviamo un bilancio, per il secondo anno consecutivo, superiore ai 500 milioni.Tutti conosciamo i risultati della squadra, ma è bello ricordarli: 7 Scudetti consecutivi, 4 Coppe Italia, 4 Supercoppe italiane, 2 finali di Champions League e, al primo anno della loro storia, il primo Scudetto della Juventus femminile. Sono risultati straordinari.Guardando indietro non posso che pensare a tre momenti che si distinguono sostanzialmente all’inizio, a metà e alla fine di questo percorso 2010-2018. Uno, l’ho anche già raccontato: quando arrivo nel 2010, voglio andare in ufficio un sabato mattina e lo trovo sprangato, e questo dà la dimensione della passione che c’era in quel momento. L’anno successivo, nel 2011, sempre un sabato di maggio, vado in ufficio e ho circa 30 persone in ufficio: quello è stato un primo vero cambiamento percepibile da parte mia.Questa mattina, anche per preparare l’assemblea di oggi, sono arrivato in ufficio alle 7 e un quarto, e con me c’erano già cinque o sei persone. Questa è la dedizione che ha la gente della Juventus e questo è sicuramente un segnale positivo e tangibile.La crescita di una società sportiva passa sicuramente attraverso le vittorie, perché vincere aiuta a vincere e a trovare la mentalità vincente, ma è anche dalle sconfitte che si cresce e si deve imparare. E sicuramente un momento che mi ha segnato nella crescita e ha creato e costituito la voglia in me di raggiungere gli obiettivi prefissati, è stata la finale di Berlino nel 2015, quando andando a premiare i giocatori sul campo, consegnavo alla nostra squadra la medaglia d’argento. Ebbene, abbracciare in quel momento ogni giocatore, uno ad uno, e ringraziarli per il percorso che avevano compiuto, mi ha permesso di mantenere vivo quel fuoco della passione che serve per raggiungere gli obiettivi prefissati.Terzo, e non ultimo, l’evento di quest’estate: l’arrivo di Cristiano Ronaldo. Sapere che il giocatore più forte al mondo sceglie la Juventus, sapere che la Società che io reputo una delle più forti al mondo finalmente riesce ad arrivare al giocatore più forte del mondo, è un motivo di grandissimo orgoglio. Ho sempre sostenuto, e continuerò a sostenere, che è la squadra a fare la differenza in un’azienda, ma avere i migliori professionisti in ogni ruolo aiuta ad ottenere i risultati che ci si è prefissati. Avere Cristiano oggi con noi sicuramente aiuterà a raggiungere i nostri obiettivi, con la consapevolezza però che si tratta di sport e i risultati ottenuti ad ottobre sono ancora molto lontani dal trovare poi un riscontro concreto a maggio.Per affrontare le prossime sfide, da qui al 2024, abbiamo deciso di rinnovare la leadership della Juventus. Il modello organizzativo della società non cambierà e si fonderà sempre su tre pilastri: i servizi, i ricavi e, in maniera centrale, lo sport.Prima di parlare degli obiettivi dei prossimi anni però, credo che sia doveroso da parte mia un caloroso e affettuoso ringraziamento ai due amministratori delegati uscenti: Aldo Mazzia, che è qui con noi oggi, e Giuseppe Marotta.Aldo è entrato nel Gruppo EXOR nel 1987, assunto da mio padre, dove ha svolto incarichi nelle aree di amministrazione, finanza e controllo, fino a diventare Chief Administrative Officer della EXOR stessa, all’epoca IFI-IFIL, con responsabilità sui servizi di amministrazione e bilancio, amministrazione del personale, informatica e logistica. Il suo è stato un ruolo chiave nello sviluppo di tutta la parte di real-estate della Juventus in questi anni: lo stadio, la Continassa sono progetti che ha seguito in prima persona. E quindi se oggi ci possiamo vantare di avere una sede vicino allo stadio, uno stadio di proprietà, un centro tecnico di allenamento all’avanguardia e, a fianco di questo, un albergo e un concept store, lo dobbiamo essenzialmente ad Aldo. E di questo, Aldo, non solo io, ma tutta la Juventus ti è grata. Grazie.Parlare di Giuseppe Marotta come professionista del mondo del calcio rischia di essere riduttivo. Sono 40 anni che dirige società professionistiche: la sua carriera è iniziata nel Varese, è passata da Monza, Como, Ravenna, Venezia, dove ha ottenuto la prima vera grande soddisfazione riportando il Venezia in serie A dopo 31 anni. Un passaggio all’Atalanta e poi 8 anni straordinari alla Sampdoria che ha lasciato nel 2010 in Champions League, prima di raggiungere la Juventus. La capacità, l’esperienza, la conoscenza di Marotta sono state fondamentali nella crescita sportiva di questa Società e anche a lui dobbiamo un forte e caloroso abbraccio e un applauso.L’elemento che ha ci permesso di intraprendere le nostre scelte è stata la capacità, di Aldo e di Beppe di crescere dei professionisti. Questa deve essere la prima grande virtù di ogni leader: saper crescere sotto di sé dei futuri leader, che possano assumere le loro responsabilità. Quindi la scelta di privarsi di due dirigenti apicali, consegue ad una valutazione delle funzioni e dei ruoli presenti in Azienda, finalizzata alla migliore efficienza della struttura organizzativa e dei costi di gestione.Si è dunque deciso di conferire maggiori responsabilità a risorse già presenti in Azienda, distintesi negli anni per gli ottimi risultati conseguiti nell’ambito delle mansioni affidate. Nello specifico, per quanto concerne la posizione di Aldo Mazzia, è stato attribuito il ruolo di CFO e un’altra funzione aziendale che aggiungerà compiti e prerogative alle mansioni svolte finora.Per quanto invece riferibile a Beppe Marotta, fermo restando anche in questo caso l’assenza di nuove assunzioni dall’esterno, si è scelto di ridistribuire le mansioni ed i suoi compiti in parte a chi già rivestiva un ruolo apicale nella gestione sportiva e in parte riportando in seno al Consiglio di Amministrazione le relative competenze, che saranno oggetto di prossima delega in favore di uno dei suoi membri. Un grande insegnamento che ci ha lasciato Jack Welch è stato “Cambia prima di essere costretto a farlo”, quindi abbiamo scelto una nuova generazione di leader cui affidare le responsabilità della Juventus per i prossimi anni.Per quanto riguarda lo sport e per avere un’idea di quale sarà la direzione che vorremo mantenere, mi rifaccio all’introduzione di un articolo che ho letto dopo la partita di Manchester di ieri: “L’élite europea è una cerchia ormai molto ristretta di cui la Juve fa parte indiscutibilmente e soprattutto stabilmente”.Questo non potrà che essere il nostro obiettivo sul campo: mantenere ciò per cui abbiamo lavorato duramente in questi anni. È evidente che poi, al di là dei risultati della prima squadra, ci sarà un duro sulla nuova squadra di quest’anno, l’Under 23. Mi è capitato spesso di parlare con le persone responsabili, in primis con Federico Cherubini, del significato dell’Under 23. Dopo avere lottato in questi anni per l’introduzione delle seconde squadre, questo finalmente è stato possibile, ma formalmente solo da fine luglio, quindi con incertezze fino agli ultimi giorni.Il percorso dei ragazzi in Italia è sempre stato contraddistinto dai prestiti dopo i settori giovanili, con scarso minutaggio, prima di verificare la loro potenzialità di approdare in pianta stabile in squadre di serie A. Che cosa significa essere Under 23 in un club come la Juve? Questa è stata forse la parte più difficile: dare un’identità a una squadra che prima non esisteva.. Avere dei giocatori pronti per la Prima Squadra può significare la riduzione della rosa di due o tre elementi, con il conseguente risparmio che questo ne comporta, sapendo di avere a disposizione giocatori di certo affidamento; dall’altro lato, lo scopo è il completamento professionale di questi ragazzi la possibilità di compiere un percorso da professionisti nel mondo del calcio. Ora abbiamo la punta di diamante del settore giovanile e, questo deve essere chiaro dai nostri Under 8 fino alla Prima Squadra, l’obiettivo deve essere vincere.L’Area dei Servizi, continuerà ad avere compito di fornire all’Area Sport e all’Area Revenue gli strumenti più idonei dal punto di vista organizzativo, tecnologico, infrastrutturale e finanziario per il raggiungimento degli obiettivi aziendali nel medio lungo periodo. Dovrà essere un vero supporto alle due aree trainanti della Società, quindi, oltre alla normale gestione degli aspetti amministrativi, societari e legali, negli anni a venire ci sarà, da parte dell’Area dei Servizi, l’implementazione di una strategia di governance dell’IT, al fine di supportare la crescita di ricavi e le esigenze dell’Area Sportiva. Dovrà inoltre valutare e monitorare costantemente le singole attività della Società, siano esse linee di business o progetti, al fine di concentrare le risorse aziendali su attività strategiche o a più alta marginalità, ottimizzare la gestione delle fonti di finanziamento, con l’obiettivo di contenere i costi per gli oneri finanziari, e ridurre il rischio di tensioni finanziarie, fino a proseguire nel miglioramento di tutte le procedure aziendali per aumentare l’efficienza della struttura e contenere la crescita dei costi operativi.Per quanto riguarda l’Area dei Ricavi l’obiettivo è consolidare la Juventus anche come potenza economica e non solo sportiva, del calcio mondiale. Questo significa continuare a crescere in rilevanza nei mercati chiave, Cina, Sudest Asiatico e Stati Uniti, sfruttando l’onda positiva di interesse che si è generata intorno a noi, anche e soprattutto grazie ai risultati dell’Area Sportiva. Compito sicuramente difficile per l’Area dei Ricavi sarà superare i limiti dell’attuale distribuzione televisiva della serie A, attraverso l’ulteriore sviluppo dei canali della nostra piattaforma digitale che ci possano consentire una presenza in quei mercati, in linea con quelli dei nostri principali concorrenti internazionali, garantendo al tempo stesso un pieno supporto alla Lega di serie A, per far crescere l’intero sistema al di fuori dell’Europa. Dovrà poi valorizzare sempre di più le nostre alleanze strategiche con i brand, a cominciare da quelli che mostriamo sulla nostra maglia. Infine dovrà giocare un ruolo attivo nell’industria dell’intrattenimento, offrendo ciò che di meglio sappiamo fare. La nostra essenza è fatta di gioia e emozioni attraverso le nostre Academy, i nostri eventi, i nostri luoghi, che sempre più si moltiplicheranno in giro per il mondo.Si è quindi deciso, per affrontare le sfide che ci attendono negli anni a venire, di rinnovare la leadership della Società e di conferire maggiori responsabilità a risorse già presenti in Azienda: per quanto riguarda l’Area Sport a Fabio Paratici, per quanto riguarda l’Area dei Servizi a Marco Re e per quanto riguarda l’area dei ricavi a Giorgio Ricci.Questo evidentemente porterà anche ad una riorganizzazione generale delle aree, e solo per citare alcuni professionisti che si troveranno con grandi possibilità di crescita e di contributo per il raggiungimento degli obiettivi della Juventus, a fianco di lavoreranno Fabio persone come Federico Cherubini, a fianco di Marco persone come Fabio Tucci, e a fianco a Giorgio persone come Tomas Aricò. Ne ho citate tre non per particolari meriti, ma perché rappresentano le seconde linee. La Juventus non è fatta da una persona, due persone o tre persone: la Juventus è composta da un gruppo di donne e di uomini che lavorano quotidianamente per permettere alla squadra di raggiungere il suo obiettivo: vincere sul campo. E faccio loro un grandissimo in bocca al lupo.I cambiamenti della nostra Società si verificano per diversi motivi anche intorno a noi, all’interno dei confini domestici e a livello internazionale. La Lega Serie A di recente si è dotata di un nuovo statuto, che auspicavamo da diversi anni, e ha nominato un nuovo Presidente, Gaetano Micciché. La Federazione Gioco Calcio ha tenuto la sua Assemblea Elettiva, dopo un periodo di commissariamento durato alcuni mesi, e ha votato, sostanzialmente all’unanimità con il 97,2% dei voti, il prossimo Presidente della Federazione, Gabriele Gravina, il quale dovrà a sua volta convocare il primo consiglio per l’attribuzione delle deleghe della responsabilità già dalla settimana prossima. Io parteciperò e cercherò di dare il mio contributo, pur non avendo la possibilità di votare, in quanto membro effettivo del Comitato Esecutivo dell’UEFA.
Abbiamo due leader nuovi in Lega di A e in Federazione che hanno di fronte a loro una sfida importante: ritrovare e riportarearmonia nel calcio italiano. Questo non può che avvenire attraverso un piano strategico condiviso con senso di responsabilità dalle varie componenti. Essendo mandati di breve periodo che scadranno col quadriennio olimpico, le nuove votazioni della Lega e della Federazione avverranno tra il gennaio e il febbraio del 2021, quindi l’auspicio è che i due Presidenti, della Federazione e della Lega di A, riescano realmente a convergere verso un piano strategico del calcio italiano, che veda attribuita ad ognuna delle sue componenti la propria missione. Quando parlo di propria missione penso innanzitutto ai campionati: la Serie A, la Serie B, la Serie C e i campionati dei dilettanti.
La Serie A non può che essere il campionato di élite e la locomotiva commerciale ed economica del calcio italiano. Crescendo può far crescere anche la parte di solidarietà per il trasferimento delle risorse alle serie minori e favorire così il raggiungimento dei loro obiettivi.
La Serie B e la Serie C, sono campionati per la crescita delle risorse giovanili, anche tramite il maggior numero possibile di Seconde Squadre. Andrebbe permesso alle Seconde Squadre di salire e scendere tra le categorie: oggi non è possibile in quanto devono rimanere in Serie C. Negli altri campionati, le Seconde Squadre dei principali club europei che salgono nella seconda divisione, successivamente rischiano, anche velocemente, di scendere in terza divisione. A livello di Serie B fanno fatica a resistere, ma si tratta anche di dare un obiettivo reale alle Seconde Squadre.
I dilettanti, devono avere come obiettivo la divulgazione della passione sportiva a livello amatoriale: chi di noi gioca nei campionati dilettanti lo fa soprattutto per divertirsi e per promuovere a sua volta il gioco del calcio. Il tutto evidentemente va fatto con armonia da parte della Federazione Giuoco Calcio, che ha appunto come obiettivo la promozione e la disciplina dell’attività del gioco del calcio e degli aspetti ad essi connesso, conciliando la dimensione professionistica con quella dilettantistica attraverso una struttura centrale. Questo si deve tradurre nel far giocare a calcio quanti più bambini possibile e far crescere il movimento. I competitors, se così si può dire, della Federazione Calcio sono la Federazione Volley, sono la Federazione Basket, sono la Federazione Rugby; chi gestisce il calcio in Italia deve portare a sé quanti più bambini possibili, quanti più praticanti possibili, perché in un bacino ampio è più facile la crescita di talenti.Quello che abbiamo visto in questi ultimi mesi, ma forse è anche corretto dire ultimi anni, sono stati un susseguirsi di ricorsi, controricorsi, situazioni paradossali, campionati che partono con società fallite… La Serie B è partita con 19 squadre e con l’accoglimento da parte del TAR del ricorso di tre società che porta le componenti preposte a valutare il reinserimento di squadre che hanno già giocato in un campionato o nell’altro; abbiamo visto deroghe, abbiamo visto il movimento femminile venire strattonato tra la Lega Nazionale Dilettanti e la sezione dei professionisti… Lo sport in generale, ma il calcio in particolare, deve unire. Il calcio non è politica. Abbiamo tutti lo stesso obiettivo. Abbiamo l’obiettivo di far crescere un movimento, di vedere un campionato eccitante, esaltante, di vedere le squadre italiane trionfare in Europa, sia in Champions League che in Europa League. Abbiamo tutti il sogno di vedere alzare di nuovo al cielo la Coppa del Mondo. L’obiettivo deve essere unico per le componenti che operano all’interno della nostra industria in Italia. Abbiamo bisogno di armonia, attraverso una visione strategica di insieme. Questo non vuol dire eliminare gli sfottò: se io tifo una squadra, mi confronto con i miei amici che ne tifano un’altra, il risultato di una partita ci porta ad andare al bar con il sorriso oppure con la tristezza, o a prenderci in giro per una partita, ma ci si deve fermare lì. Lo sfottò è una cosa, l’odio un’altra. Nel calcio si sta propagando un sentimento generale delle società, in cui l’odio contro qualcuno o qualcosa è la parte principale. Questo sicuramente è nocivo, ma è il periodo che ci è dato di vivere. Ripeto però, un conto è l’ideologia politica, un conto è il tifo per una squadra di calcio e devono rimanere due elementi distinti.Da ultimo, parlando di cambiamenti, non posso che dare un ultimo sguardo al panorama internazionale e alle attività della European Club Association, dell’UEFA e della FIFA. Con il Consiglio ECA tenuto a Parigi abbiamo perfezionato gli ultimi dettagli che mancavano per la definizione delle competizioni internazionali del ‘21-24. Bisognava definire il meccanismo di accesso dell’Europa League per il triennio ‘21-24. Per quanto riguarda la Champions non cambierà nulla e quindi nel ciclo ‘21-24 manterrà il meccanismo di accesso attuale, con le prime quattro associazioni che portano quattro squadre automaticamente al group-stage e gli altri 16 posti assegnati secondo un meccanismo di ranking molto preciso. Andava completato il discorso sull’Europa League, che ha visto nell’ultimo anno anche discussioni accese su quale sarebbe stato il migliore modo per definire gli obiettivi che ci eravamo prefissati.
L’obiettivo principale era allargare la partecipazione a un maggior numero di squadre. Si è discusso se avere un’Europa League a 64 squadre o creare una terza competizione. È stato finalizzato il meccanismo di accesso per l’Europa League ed stato scelto il percorso della creazione della terza competizione che avrà meccanismi di accesso simili. Adesso verranno sviluppati i formati commerciali e si potrà andare poi sul mercato tra un anno. Questo è stato un enorme sforzo da parte della European Club Association e dei suoi consiglieri perché le posizioni degli scozzesi, dei finlandesi e dei portoghesi sono diverse da quelle degli inglesi, dei tedeschi e degli spagnoli, e di queste differenze va tenuto conto.
L’analogia con la Serie A, la Serie B e la Serie C è evidente: ognuno ha una propria posizione all’interno del sistema europeo, così come ognuno ha una propria dimensione all’interno dei propri sistemi. Un elemento comune tra i Club europei è che sono tutti Club d’élite nelle rispettive nazioni, ma poi le varie nazioni hanno enormi differenze quando si declinano a livello europeo. Io devo ringraziare i miei colleghi per la soluzione che è stata trovata e pensare al modello dell’ECA anche per il calcio professionistico in Italia. Sono state create delle piattaforme esecutive per le consultazioni, dove, in base ad aree geografiche, si ritrovano le squadre per discutere dei temi più cari e maggiormente all’ordine del giorno. Ci sono dei gruppi di lavoro che portano contributi dall’Albania alla Finlandia, alla Francia, alla Spagna, su temi che sono evidentemente di interesse comune ad ognuno di noi: gli affari finanziari e la gestione dei meccanismi di licenza, il Financial Fair Play i meccanismi di distribuzione commerciale, i meccanismi di distribuzione, i meccanismi di solidarietà. Questo avviene anche in Italia attraverso delle leggi dello Stato, mentre in Europa avviene attraverso dei meccanismi volontari decisi dalle componenti stesse. Le analogie tra l’Europa e l’Italia sono evidenti: da noi si parla di riforma dei campionati, di sistemi di licenza, di Financial Fair Play, di infrastrutture e abbiamo una serie di normative sia a livello europeo che a livello italiano che parlano chiaro: a livello europeo chi partecipa alle competizioni internazionali deve adempiere a queste norme,mentre in Italia troppo spesso, se non quotidianamente, si ricorre al meccanismo delle deroghe.Ora, se un club sale di categoria, non ha solo degli onori, quindi la possibilità di giocare in un campionato migliore di quello precedente, ma ha anche degli obblighi. Se l’obbligo è avere delle infrastrutture di un certo tipo, a questo onere bisogna ottemperare, altrimenti si crea un danno a tutto il sistema calcio. Ospitare delle manifestazioni continentali o mondiali, come gli Europei o i Campionati del Mondo, può facilitare questo processo, specialmente alla presenza di un accordo con il Governo del momento. Abbiamo fallito un paio di volte in passato ed è giusto, normale e naturale che oggi si pensi all’assegnazione degli Europei del 2028.L’assegnazione degli Europei del 2028 però avverrà nel 2022. Abbiamo assegnato tre settimane fa gli Europei del 2024 alla Germania, che era in lizza con la Turchia, e la prossima assegnazione avverrà tra 4 anni. Quindi parlare oggi di assegnazione degli Europei all’Italia è sicuramente prematuro da un punto di vista delle procedure UEFA, ed è sicuramente corretto da un punto di vista di programmazione delle attività federali. E questo ci porta al completamento del percorso che abbiamo davanti a noi fino al 2024.
Il calcio è sostanzialmente regolato da un elemento, che è il calendario internazionale, oggi è approvato e definito fino al 2024. Il calendario internazionale è emanato dalla FIFA in accordo con le varie Confederazioni, europea, nordamericana, sudamericana, asiatica e africana. L’impalcatura è questa. Oggi all’interno di questa impalcatura c’è un enorme disordine, quindi abbiamo tornei confederali che hanno un riverbero sui Club negli anni pari, negli anni dispari, d’estate, d’inverno. È volontà dei Club armonizzare questi tornei confederali, idealmente negli anni pari, nei mesi estivi, in modo tale che si abbia quindi una programmazione definita. Questo lascerebbe ai giocatori la possibilità di fare un mese di vacanza gli anni dispari. I giocatori sono i nostri eroi, sono persone fisicamente sicuramente superiori alla media, ma anche loro hanno bisogno di un periodo di riposo, fisico e mentale. Gli atleti che partecipano a questo tipo di competizioni sono sottoposti a stress psicologici elevatissimi e quindi dare loro un anno ogni due la possibilità di un vero mese di vacanza, uguale per tutti, e avere una vera programmazione uguale per tutti, sarebbe di grande auspicio.
Lo stesso dicasi per le date di rilascio dei giocatori alle Nazionali. Oggi abbiamo settembre, ottobre, novembre, marzo, giugno e poi i vari tornei confederali. È evidente che ridurre il numero delle partite nazionali non è prioritario nell’interesse generale dei Club, perché non possiamo pensare solo a noi stessi: per molti dei Club di seconda fascia avere giocatori in Nazionale è un elemento di valorizzazione e quindi avere un buon numero di partite è sicuramente uno strumento efficace per la valorizzazione di queste società. Però sarebbe utile cercare di razionalizzare tutto questo. Oggi abbiamo 18 partite in ogni ciclo biennale, 10 in assenza di un torneo, 8 con la presenza di un torneo. Cercare di ridistribuire queste gare, per ridurre le date di rilascio può sicuramente essere efficace per le Nazionali, che avrebbero i giocatori a disposizione per un periodo più lungo, per i Club, che avrebbero meno date di rilascio, e per i giocatori, che avrebbero un calendario più ordinato. È evidente che un terzo punto che sta a cuore ai Club europei è un bilanciamento delle partite internazionali, avendo una piattaforma internazionale il più ampia possibile, rispettando però le competizioni domestiche.Non tutti hanno la fortuna e il privilegio di giocare in mercati principali come quello italiano, francese, inglese, e quindi si è ragionato sulla possibilità di creare leghe regionali, nell’ambito di alcuni mercati. Questo non vuol dire una Super Lega Europea, ma dare la possibilità a quei mercati minori di creare della massa critica, per trovare dell’interesse all’interno di leghe transregionali. E questo può essere sicuramente spunto per una riflessione.Sarebbeinoltre importante l’introduzione di veri e propri rest period anche durante la stagione, in modo tale che ci possa essere un richiamo di preparazione, e possibilmente una riduzione generale delle partite. Troppe partite non interessano e soprattutto i giocatori non riescono a giocarle.In questo contesto con il Presidente dell’UEFA, il Consiglio dell’ECA con il Consiglio esecutivo dell’UEFA, l’Amministrazione dell’ECA con l’Amministrazione dell’UEFA, abbiamo una visione congiunta e si lavora con l’armonia auspicata anche per l’Italia. E se si lavora con armonia e con stima reciproca, si possono anche trovare delle soluzioni che vadano nell’interesse di tutte le componenti.Il discorso è diverso in questo momento con la FIFA. La FIFA segue un suo percorso, simile a quello del passato, non ascolta le varie componenti. In questo momento, mentre si svolge la nostra assemblea, è in corso tra oggi e domani il Consiglio della FIFA a Kigali in Ruanda, dove la FIFA ha portato all’ordine del giorno la creazione di due nuove competizioni, la Global Nations League e una ristrutturazione dell’attuale Coppa del Mondo per Club, senza precisare formati, meccanismi di accesso, date in cui questa verrebbe giocata. Al di là del fatto che ci possa anche essere utile rivedere questa competizione, è una mia ferma convinzione, sia come Presidente di uno dei principali Club europei, sia come Presidente dell’Associazione dei Club Europei, che se vogliamo costruire le fondamenta del calcio mondiale attraverso il suo principale strumento, il calendario internazionale, non si possono aggiungere competizioni. E quindi in questo momento, mi duole dirlo, i rapporti con la FIFA sono tesi.Saranno anni interessanti, di grande passione. I sacrifici e il grande lavoro che è stato fatto dal 2010 al 2018 non potranno che essere il comun denominatore degli anni a venire. E saranno il grande lavoro e i grandi sacrifici che ci potranno permettere di raggiungere gli obiettivi che ci prefissiamo.
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L’Assemblea degli Azionisti 2018 all’Allianz Stadium
25.10.2018 14:00 – in: Eventi
L’Assemblea degli Azionisti 2018 all’Allianz Stadium
Si è svolta nella casa bianconera l’annuale Assemblea degli Azionisti bianconeri
Si è svolta il 25 ottobre 2018 la annuale Assemblea degli Azionisti della Juventus. Un momento come sempre fondamentale per il Club, che insieme ai suoi Azionisti analizzaquanto è accaduto nell’ultimo anno, ma al contempo illustra le linee guida per il futuro, in una fase di cambiamento e rinnovamento anche all’interno dello stesso Consiglio di Amministrazione.
Assemblea degli Azionisti, la conferenza stampa
25.10.2018 15:30 – in: Eventi
Assemblea degli Azionisti, la conferenza stampa
Le parole di Agnelli, Nedved, Paratici, Re e Ricci al termine dell’Assemblea degli Azionisti
Terminata l’Assemblea degli Azionisti della Juventus, Andrea Agnelli, insieme a Pavel Nedved, Fabio Paratici, Marco Re e Giorgio Ricci, siede in conferenza stampa. Ed è il Presidente a prendere per primo la parola:
«In questi due anni abbiamo assistito a uno spettacolo molto spiacevole fatto certamente di qualche irregolarità sulla vendita dei biglietti da parte nostra, ma fatto anche da un’indagine della commissione Antimafia nella quale si citano intercettazioni che i fatti hanno dimostrato essere inesistenti. Abbiamo assistito alla scena, ai limiti se non oltre il conflitto di interessi, dei fratelli DI Lello, entrambi avvocati nello stesso studio legale che porta il loro nome, con uno dei due fratelli che firma la relazione di indagini della procura federale sulla Juventus e l’altro allora deputato che fa il relatore del pur meritorio comitato Mafia e Sport della Commissione Antimafia.
Oggi si tenta nuovamente di fare spettacolo dicendo che il nostro capo della sicurezza avrebbe aiutato a far entrare striscioni canaglia nello stadio. Questo è falso e lo prova la sentenza della Corte d’appello Federale. Smontata anche questa illazione si prova a spacciare per inedita un’intercettazione già agli atti di quella sentenza. Le carte bisogna trovarle e leggerle. Io ad esempio ho qui un verbale di spontanee dichiarazioni, datato marzo 2014, in cui l’autore di quello striscione confessa:
– di essere l’autore
– spiega in dettaglio come ha fatto a introdurre lo striscione: “Per introdurre lo striscione in questione, lo ripiegavo su se stesso e lo occultavo sulla schiena, sotto la felpa che indossavo. Durante la partita, intorno al 10′ del secondo tempo, decidevo di tirar fuori lo striscione da me realizzato, lo estraevo dalla schiena e lo esponevo in balconata, per circa dieci minuti, poi lo ritiravo e lo gettavo abbandonandolo in terra”
In allegato ci sono anche le foto nel quale si vede la produzione di tale striscione.
Questo è lo striscione del secondo anello. Quello del primo è pacifico che non abbia relazione con d’angelo poiché le intercettazioni parlano di Drughi che come noto a tutti stanno al secondo anello.
Come ho detto è una vicenda dolorosa per chi come noi collabora ogni giorno con le Forze dell’Ordine e tenta di mantenere in questo stadio un clima di serenità e sicurezza. Ricordate: gli attori in campo, come ho spiegato varie volte anche nelle sedi istituzionali sono tre. Club, Ultras e Forze dell’ordine.
Il dolore per questi fatti è forte ed è acuito dalla scomparsa di Bucci, sulla quale indagano le autorità competenti. Per questo rispetto in silenzio il lavoro di quanti indagano. La Juventus rispetta le sentenze ma nel suo stadio, che è casa sua espone ciò che crede».
Dopo la precisazione, il Presidente ribadisce il ringraziamento per il lavoro svolto da Giuseppe Marotta e Aldo Mazzia in questi anni: «Sono state due figure fondamentali nei risultati ottenuti dal 2010 ad oggi. Il vero compito di un leader è formare persone in grado di assumersi nuove responsabilità ed è grazie al loro lavoro se oggi possiamo rinnovare le figure chiave all’interno del club. l modello organizzativo è sempre lo stesso: c’è l’Area Sportiva, l’Area dei Ricavi e l’Area dei Servizi, affidate rispettivamente a Fabio Paratici, Giorgio Ricci e Marco Re».
Terminata l’introduzione, si prosegue con le domande dei giornalisti. Queste le risposte dei protagonisti della conferenza stampa
ANDREA AGNELLI
Il rapporto tra società e Ultras
«È obbligatorio. Il sistema di licenza Uefa e quello della FIGC impone a tutte le società di avere i rapporti con tutti i tifosi, anche quelli più caldi, tramite il Supporter Liason Officer».
Le telefonata a Cairo
«L’ho cercato questa mattina, non mi rispondeva, poi mi ha cercato lui, ma ero in assemblea. Ci sentiremo senz’altro in giornata e credo sarà felice anche lui di avere una ricostruzione precisa dei fatti. Come sa ci eravamo scusati immediatamente quando quegli striscioni vennero esposti e da questo punto di vista sono sereno, anche perché i responsabili stanno altrove».
Sull’addio a Marotta
«Nulla toglierà al sottoscritto i sentimenti di affetto, gratitudine e gli insegnamento che il Direttore ci ha lasciato. Siamo una società e un’industria particolare e non possiamo pianificare con sei mesi di anticipo il piano di successione».
Sull’inchiesta che riguarda Cristiano Ronaldo
«Io sono abituato a guardare le persone negli occhi. L’ho fatto con Conte, nel 2012, con D’Angelo e con Cristiano e sono molto sereno avendogli parlato non appena è emerso il caso. Il suo successivo comportamento, non può che confermare la mia sensazione iniziale. È una vicenda personale e le scelte sono sue, ma avendogli parlato gli ho ribadito che la nostra porta è sempre aperta e siamo qui per sostenerlo come abbiamo sempre fatto e sempre faremo con tutti uomini e donne della Juventus quando siamo convinti che si siano comportati in maniera corretta».
Nessun progetto per un nuovo stadio
«Non esistono progetti per un nuovo stadio e anche se la capienza dovesse rivelarsi insufficiente questo non si può espandere. A Manchester possono aggiungere settori in base a esigenze specifiche, noi non possiamo per come è costruito il nostro. Quando mi vengono portati ad esempio altri stadi europei però, non viene citata la demograficità delle altre città. Torino è sempre la stessa e faccio fatica a immaginare uno stadio da 80.000 posti sold out per una gara con una squadra di seconda fascia al mercoledì sera…».
Niente Superlega
«Vorrebbe dire uscire dall’UEFA e non è all’ordine del giorno. In questo momento c’è grande sintonia per la visione post 2024. Abbiamo avuto un anno estremamente complesso e ci sono stati momenti accesi di confronto, perché ognuno di noi gestisce interessi particolari e una ridistribuzione del meccanismo di accesso alle competizioni ha effetti diretti sui club. Vorrei chiudere il 2018 festeggiando i risultati ottenuti e poi pensare al post 2024 con tutte le componenti del calcio, per capire cosa vorranno i consumatori tra 15 anni».
Le Leghe transnazionali
«Possono essere una soluzione per i mercati meno ricchi, che vedono una maggior spesa per campionati esteri che per campionati domestici. Una lega transnazionale può risolvere questo problema. Una volta l’idea veniva rifiutata a priori, oggi invece se ne può parlare ed è positivo avere interlocutori che accolgono nuove ipotesi per migliorare il calcio».
La posizione di Alessandro D’Angelo
«D’Angelo svolge il suo mestiere in maniera impeccabile, è il responsabile della sicurezza e siamo fieri di averlo con noi».
PAVEL NEDVED
Marotta immenso
«Ribadisco un grazie a Marotta per quanto fatto per la Juventus e per noi nuovi dirigenti. È stato immenso».
FABIO PARATICI
Il saluto a Marotta
«Colgo l’occasione per ringraziare ancora una volta Marotta: per me è stato umanamente e professionalmente importantissimo e se faccio il dirigente lo devo a lui. Mi ha insegnato tutto. Sono il primo a ringraziarlo e cercherò di fare del mio meglio per sentirne il meno possibile la mancanza».
La partita di Manchester
«È già qualche anno che diamo risposte di grande livello anche in Europa. Abbiamo giocato due finali di Champions e siamo usciti all’ultimo secondo negli ottavi contro il Bayern e nei quarti contro il Real. Quest’anno abbiamo forse il ruolo di favoriti e ce lo siamo meritati. Sapevamo di poter giocare una grande partita a Manchester, al di là del risultato che viene determinato da tanti fattori, perché ora abbiamo una nuova consapevolezza nei nostri mezzi».
L’impatto di Ronaldo
«È il miglior calciatore al mondo e per quello che ha vinto forse è il migliore della storia. Con il suo arrivo tutti hanno avuto un impulso a crescere tecnicamente e come professionalità».
MARCO RE
La Posizione Finanziaria Netta
«Gestiamo l’indebitamento con linee di credito capienti e con l’indicazione di monitorare la situazione, ma la PFN non è mai stata una preoccupazione»
GIORGIO RICCI
Con Ronaldo cresce tutta la Juve
«L’arrivo di Ronaldo sta rendendo più agevoli il percorso di riposizionamento del club nell’elite del calcio. È un campione in grado di attrarre un’audience che va al di là degli appassionati di calcio e sta contribuendo a posizionarci a un livello superiore nell’ambito dell’intrattenimento mondiale» Questo è il COMUNICATO STAMPA DEL CDA riunitosi a seguito dell’Assemblea. Qui invece i saluti del Club ad ALDO MAZZIA e GIUSEPPE MAROTTA IL BILANCIO DI SOSTENIBILITA’ 2018
Juventus pubblica il suo quinto Bilancio di Sostenibilità, che riporta le principali informazioni in merito alla strategia di sostenibilità del Club, oltre che le azioni e gli impatti economici, ambientali e sociali relativi alla stagione 2017/2018. Potete consultarlo QUI Meglio ancora, potete tranquillamente scaricarlo dal mio sito, direttamente CLICCANDO QUI
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A 2 giorni dall’Empoli
25.10.2018 14:00 – in: Serie A
A 2 giorni dall’Empoli
Gruppo al lavoro questa mattina alla Continassa
Si avvicina il terzo di sei match che impegneranno i bianconeri fra una sosta e l’altra per gli impegni delle Nazionali (la prossima a metà novembre).
Dopo il Genoa e lo United, sabato, ancora in trasferta, il calendario presenta l’insidia Empoli. Oggi, giornata di antivigilia, la squadra si è allenata al JTC al mattino, lavorando su atletica e possesso palla.
Domani la consueta rifinitura e la partenza per la Toscana. Alle 12 la conferenza stampa di Massimiliano Allegri dalla Sala Conferenze Stampa dell’Allianz Stadium. Diretta su Juventus Tv.
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La Juventus saluta Giuseppe Marotta
25.10.2018 15:00 – in: Comunicati Ufficiali
La Juventus saluta Giuseppe Marotta
Si conclude un indimenticabile viaggio lungo 8 anni, durante il quale la Juventus è tornata ai vertici del calcio italiano ed europeo
ugno 2010, quando Giuseppe Marotta veniva nominato Direttore Generale della Juventus: poche settimane dopo sarebbe entrato nel Cda della Juventus, e nominato amministratore delegato del Club.Iniziava così un’ epoca indimenticabile, che ha visto la rosa bianconera arricchirsi, anno dopo anno, con alcuni fra i più grandi campioni del panorama mondiale.Un viaggio durante il quale la Juventus non è solo tornata a vincere, sette Scudetti consecutivi, quattro Coppe Italia una dietro l’altra, tre Supercoppe Italiane, ma ha ritrovato una caratura internazionale, testimoniata dalle due Finali di Champions League raggiunte nel giro di tre anni. che la pone ormai ai vertici del calcio europeo.
I successi sportivi sono solo l’aspetto più esaltante dell’evoluzione vissuta dalla società: l’inaugurazione dell’Allianz Stadium nel 2011, la nuova identità varato lo scorso anno, la nascita delle Juventus Women, anch’esse subito vincenti, dell’Under 23 sono solo alcuni dei passi compiuti per regalare al club una dimensione sempre più globale.E in ognuno di questi Marotta ha lasciato un’impronta indelebile. Così come indelebili saranno gli insegnamenti appresi da chiunque abbia lavorato al suo fianco.«Sono stati otto anni molto belli, coronati da successi e la Juventus rimarrà sempre nel mio cuore», ha dichiarato proprio poche settimane fa: allo stesso modo, il suo nome rimarrà per sempre nella storia del Club.
Grazie di tutto, Direttore.
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La Juventus saluta Aldo Mazzia
25.10.2018 15:04 – in: Comunicati Ufficiali
La Juventus saluta Aldo Mazzia
Dopo 12 anni si conclude il rapporto fra il Club e il suo Chief Executive Officier e Chief Financial Officier
a storia, ricca di soddisfazioni e di proficui risultati, quella che lega la Juventus a Aldo Mazzia, finora suo CEO e CFO, che saluta il club dopo ben dodici anni di lavoro insieme.Dodici anni nei quali Mazzia ha vissuto in prima persona i cambiamenti che hanno portato la Juventus, in campo ma soprattutto fuori, a essere un esempio per il calcio italiano, con uno sguardo moderno e internazionale, grazie al quale oggi il Club è rispettato e stimato in tutto il mondo.Mazzia ha assunto infatti la carica di Consigliere di Amministrazione di Juventus dal novembre 2006; dal 1° aprile 2011 ha assunto l’incarico operativo di Chief Financial Officer della stessa e dall’11 maggio 2011 la carica di Chief Executive Officer.Si diceva, uno sguardo moderno e improntato al futuro, quello di Mazzia: negli anni nei quali è stato CFO e CEO di Juventus, il Club si è dotato di una nuova e avveniristica casa, l’Allianz Stadium, ma anche di altre innovazioni importanti, come il centro polimedicale J|Medical, sorto nel 2016 nell’area est dello Stadio.Non solo: nel 2017 la Juve ha inaugurato la sua nuova sede sociale, a seguito della ristrutturazione della Cascina Continassa, e l’estate successiva, a poche decine di metri, è stato inaugurato il nuovo JTC, dove tuttora la Prima Squadra si allena ogni giorno. Il tutto, come noto, fa parte di un progetto ben più grande e ambizioso, in via di completamento: il Village, che conta anche sulla nuova International School WINS, già inaugurata e operativa, e che presto sarà ultimato con il Concept Store e il JHotel, oltre che con importanti opere di urbanizzazione.Cambiamenti e grandi novità che portano anche e soprattutto la sua firma, e per le quali, nel momento in cui la storia insieme va concludendosi, la Juventus ringrazia sentitamente Aldo Mazzia.
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Assemblea Ordinaria degli Azionisti e Consiglio di Amministrazione: il Comunicato
25.10.2018 16:15 – in: Comunicati Ufficiali
Assemblea Ordinaria degli Azionisti e Consiglio di Amministrazione: il Comunicato
Il testo del Comunicato al termine dell’Assemblea degli Azionisti e del Cda della Juventus
• Approvato il bilancio di esercizio al 30 giugno 2018, chiuso con una perdita netta di € 19,2 milioni coperta mediante utilizzo degli Utili portati a nuovo
• Nominati gli Amministratori ed il Collegio Sindacale per i prossimi 3 esercizi
• Il Consiglio di Amministrazione conferma Andrea Agnelli Presidente e Pavel Nedved Vice Presidente SCARICA IL COMUNICATO
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Juve-Valencia, le fasi di vendita
25.10.2018 17:30 – in: Champions League
Juve-Valencia, le fasi di vendita
Si parte il 25 ottobre con la Prelazione Abbonati
27 novembre. Ultima gara casalinga dei bianconeri nella prima fase di Champions League, e sarà una partita di indubbio fascino, contro il Valencia, battuto al Mestalla nell’esordio della Juventus in Champions League, lo scorso 19 settembre.
DI seguito, tutte le fasi di vendita.
Prelazione abbonati – Da Giovedì 25/10 a domenica 28/10 alle 23.59
Prelazione abbonati seduti nei posti dedicati a Uefa – solo Martedì 30/10 dalle 10.00 alle 23.59
Vendita riservata J1897 Member – Mercoledì 31/10 dalle 10.00 e Giovedì 1/11 fino alle 23.59
Vendita riservata Black&White Member – Da Venerdì 2/11 alle 10.00 fino a Domenica 4/11 alle 23.59
Vendita libera (in caso di disponibilità) – Da Lunedì 5/11 alle 10.00
ALLIANZ STADIUM: UNA GIORNATA UNICA!
Per rendere ancora più piacevole la vostra esperienza all’Allianz Stadium, vi invitiamo a visitare le pagine di Juventus.com dedicate alle indicazioni per raggiungere l’impianto; ai parcheggi (con la possibilità di acquisto online) ed alle imperdibili attività di intrattenimento all’interno della struttura, per grandi e piccini, oltre ai punti di ristoro con le offerte speciali a voi dedicate.
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Empoli-Juve: #StartingXI
25.10.2018 18:30 – in: Serie A
Empoli-Juve: #StartingXI
La partita di sabato pomeriggio, in 11 nomi
La storia di Empoli-Juventus con 11 giocatori che hanno militato di entrambe le squadre. Si gioca con un 3-5-2…
1) GIULIO DRAGO
Dal 1980 al 1983 gioca nella Primavera della Juventus. Talvolta si allena con la prima squadra e confessa su Hurrà Juventus: “Su Zoff, sul suo modo di intendere il ruolo dovrebbero scrivere un libro!”. Quando la Juve gioca per la prima volta contro l’Empoli nel 1986 è lui che si trova di fronte ed è Sergio Brio a segnargli la rete che decide l’incontro
2) ALESSANDRO BIRINDELLI
Arriva alla Juventus proprio via Empoli, dove ha partecipato da protagonista alla promozione in Serie A. A Torino trascorre 11 anni, colleziona 305 presenze e si rende utile a Lippi, Ancelotti, Capello e Deschamps, i mister della sua lunga e bella esperienza in bianconero
3) DANIELE RUGANI
Empoli e Juventus sono le squadre della sua vita. Al Castellani contro i bianconeri è sceso in campo una volta, schierato da Maurizio Sarri nella partita del campionato 2014-15, risolta dalle reti di Andrea Pirlo e Alvaro Morata
4) FELICE PICCOLO
Fa il suo esordio in Coppa Italia con Marcello Lippi, nel 2001-02. 7 apparizioni nell’anno della Serie B per poi passare all’Empoli, dove resta 2 anni. Attualmente gioca nell’Alessandria, formazione che disputa il torneo di Serie C nello stesso girone della Juventus Under 23
5) RAFFAELE AMETRANO
Un altro esempio di passaggio diretto tra le due società. Avviene nel 1998, dopo che il jolly cresciuto nelle giovanili del Napoli insieme a Fabio Cannavaro è sceso in campo agli ordini di Marcello Lippi in 4 circostanze: 1 in campionato e 3 in Coppa Italia
6) SERGIO BERNARDO ALMIRON
Arriva a Torino dopo 3 anni di buonissimo livello nella felice provincia toscana. Alla Juve non riesce a ripetersi e nel 2007-08 non va oltre 1 gol in Coppa Italia, dove va incontro anche a un cartellino rosso proprio quando affronta i suoi ex compagni
7) CLAUDIO MARCHISIO
Dopo il folgorante debutto nella Juventus 2006-07, nella stagione successiva fa il suo esordio in Serie A con l’Empoli. Un anno positivo, che gli consente di tornare alla casa madre, per entrare di diritto tra i grandi centrocampisti della storia bianconera.
8) MARCEL BUCHEL
Centrocampista, nazionale del Liechtenstein, con la Juve entra in campo allo stadio Olimpico in 2 gare di Europa League nel 2010-11. Dopo esperienze in altri 4 club, è con l’Empoli che conosce la Serie A nel campionato 2015-16
9) FRANCESCO DELLA MONICA
Centrocampista della Primavera della Juventus, ha una sola esperienza in prima squadra, peraltro felice: il 29 giugno 1977 va in gol nel 2-1 con il quale i bianconeri sconfiggono il Vicenza in Coppa Italia. Nel decennio successivo gioca da numero 9 nell’Empoli la storica prima sfida tra le due squadre e sarà in campo – stavolta col 10 – anche l’anno dopo, quando saranno i padroni di casa a vincere 1-0 grazie al gol dello svedese Johnny Ekstrom
10) SEBASTIAN GIOVINCO
Il suo percorso è simile a quello di Claudio Marchisio. Approda all’Empoli nel 2007-08 dopo una lunga trafila nelle giovanili bianconere e l’esordio in prima squadra con Didier Deschamps. Con 37 presenze e 6 gol è da ritenersi positiva la stagione trascorsa in Toscana sotto il profilo individuale, mentre la squadra non riesce ad evitare la retrocessione
11) TOMMASO ROCCHI
A 16 anni entra nel vivaio della Juventus e nel 1993-94 vince il campionato Primavera. La sua esperienza in prima squadra è confinata agli ultimi 10 minuti di un’amichevole a Bologna nell’estate del 1995. Quando nel 2004 occupa da protagonista il centro dell’attacco empolese, è autore di una delle gare più incredibili che si possano vivere per un centravanti: perché né a lui, né a Trezeguet basta segnare una tripletta per uscire vittorioso, la gara finisce 3-3. [print-me title=”STAMPA”]
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