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SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

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AGGIORNAMENTO

DALLE 09:45 DI SABATO 27 OTTOBRE 2018

ALLE 11:00 DI DOMENICA 28 OTTOBRE 2018

SOMMARIO

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

7 sconosciuti (e bastardi) a El Royale
Goddard, mi sono ispirato a Tarantino e ai Coen

Tale e Quale Show, vince la prima serata TV con il primo gran finaleLo show condotto da Carlo Conti visto da 4 milioni 425 mila spettatori con uno share del 22%

Opera Roma, i 90 anni di Scuola di DanzaGala il 28/10. Direttrice Comi, qui studio, rigore e passione

Convince ‘Le Felicità’ di CampograndeApplausi a Cagliari per concerto commissionato da Teatro Lirico

George Ezra fa cantare Milano senza effetti specialiSold out al Fabrique per l’inglese, rafforzato dai fiati

Silvia Jacovitti, così mio padre creava fumettiAd Aosta esposti 250 disegni originali

Il vizio della speranza vince alla Festa di RomaFilm di De Angelis su migranti Castel Volturno, premio del pubblico Bnl

Musica, Fabio Vacchi alla Carnegie HallDue nuovi brani in prima esecuzione, a NY con Orchestra Budapest

L’arte dei De Filippo in mostra a NapoliFino al 24 marzo 2019, il racconto da Scarpetta a Eduardo e Luca

‘Nobili custodie’ in mostra a ImolaOltre 30 cofanetti e cassettine databili tra XI e XX secolo

House of Cards 6, Claire prima donna presidente UsaDal 2 novembre la nuova stagione post Kevin Spacey

CC trovano anfore romane, greco-italiche2 possono provenire da relitto non censito. Operazione a Alassio

Ocelot, favola in difesa delle donneMaestro animazione con Dilili in Paris, cultura contro terrore

Virzì, un Amarcord in ricordo di ScolaCon Notti magiche racconto il cinema in commedia dei maestri

Jellyfish vince ad Alice nella cittàPremio speciale giuria Ben is back. Crescono incassi e pubblico

Neshat, film su giovane iraniana in UsaArtista a Videocittà con Looking for Oum Kulthum

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L’ARTICOLO

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Tra neo-noir e ultracitazionismo, tra i film di Tarantino e quelli dei Coen, tra Charlie Manson e i Blues Brothers, tra Grande Fratello a Shining. Dopo aver aperto la Festa del cinema di Roma, arriva in sala dal 25 ottobre con la Fox ‘7 sconosciuti a El Royale’, scritto e diretto da Drew Goddard. Protagonista un mega-cast di ‘doppi’ nell’animo e nella mente: Jeff Bridges, Cynthia Erivo, Dakota Johnson, Jon Hamm, Cailee Spaeny, Lewis Pullman, Nick Offerman e Chris Hemsworth.
Sono loro i sette perfetti estranei e bastardi, ognuno con un passato da seppellire, che si incontrano nel fatiscente El Royale, hotel a Lake Tahoe nel 1969 sul confine tra California e Nevada. “Sono sette personaggi ‘doppi’ – ha spiegato a Roma il regista -, sette persone che non sono come inizialmente appaiono e che, tra l’altro, sì muovono in un luogo ‘doppio’, in un hotel dove passa al suo interno il confine tra California e Nevada”.
I riferimenti creativi di Goddard: “Per quelli della mia generazione è impossibile sfuggire al talento di Tarantino e dei Coen. Autore della sceneggiatura di ‘Cloverfield’ e ‘The Martian’ (che gli è valsa una candidatura all’Oscar) e creatore della serie Netflix ‘Daredevil’ e regista di ‘Quella casa nel bosco’, Goddard ha definito questa sua opera seconda “la mia lettera d’amore per il cinema e la letteratura noir di quegli anni”.
“Amo da sempre gli anni Sessanta – ha detto il regista nato a Los Alamos nel 1975 e uno degli sceneggiatori della serie cult ‘Lost’ – e così ho girato in pellicola, un modo per evocare quel periodo. Nella pellicola ci è qualcosa di più emotivo, qualcosa che non sento nel digitale. E poi – ha aggiunto – ho girato anche in anamorfico proprio come ha fatto il vostro Sergio Leone in ‘C’era una volta il West'”.
Assente alla festa di Roma Dakota Johnson che era stata annunciata alla vigilia, è intervenuta invece Cailee Spaeny, che nel film interpreta Rose, una ragazzina adepta di una setta luciferina capitanata da Billy Lee (Chris Hemsworth), che ha raccontato essersi preparata per il suo personaggio “guardando documentari sulle molte sette che ci sono in giro”.
Un capitolo a parte per Jeff Bridges, uno straordinario falso prete, Padre Daniel Flynn, che dopo aver fatto una strage è capace di rivestite i panni del sacerdote per una credibile confessione piena di umana pietà.

Antonio Mezzancella è il vincitore dell’ottava edizione di Tale e Quale Show, il varietà cult di Raiuno che, dalla prossima settimana, tornerà con il torneo dei campioni dove i migliori protagonisti del 2017 incontreranno i migliori del 2018, in una gara al miglior trucco e alla miglior imitazione.

Lo show di Carlo Conti vince la prima serata televisiva con il primo gran finale di “Tale e Quale show”con 4 milioni 425 mila spettatori e uno share del 22.

Al giro di boa, nella classifica finale, Antonio Mezzancella ha confermato la prima posizione con l’interpretazione di Francesco Renga di “Vivendo adesso”, trionfando davanti ad Alessandra Drusian (medaglia d’argento) e Roberta Bonanno (medaglia di bronzo), grandiose nell’interpretazione di Mina.

Per quel che riguarda la settima puntata, in onda

venerdi 26 ottobre, la vittoria è andata ad Antonella Elia, con una straordinaria imitazione di Jessica Rabbit, il cartone animato più sexy del mondo.

Da venerdì 2 novembre e fino al 23 novembre si passerà, dunque, al Torneo per aggiudicarsi il titolo di “Campione di Tale e Quale Show 2018”. Andrea Agresti, Roberta Bonanno, Massimo Di Cataldo, Alessandra Drusian, Vladimir Luxuria, Antonio Mezzancella, Giovanni Vernia si troveranno a sfidare le glorie del 2017 Valeria Altobelli, Federico Angelucci, Filippo Bisciglia, Alessia Macari, Annalisa Minetti.

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Se potessero parlare, anche i muri, le aule, i corridoi dell’elegante villino retrò di via Ozieri n.8 racconterebbero di sudore e fatica, di lacrime e di entusiasmo: un brulicare continuo di emozioni e di grandi passioni che prosegue senza mai interrompersi dal 1928, anno della fondazione della Scuola di Danza del Teatro dell’Opera di Roma che lì ha la sua sede. Per la prima volta da quando è stata istituita, la Scuola decide di celebrare i suoi primi 90 anni con un grande Gala in programma il 28 ottobre alle 18 sul palco del Teatro Nazionale. Sarà una festa con vecchi e nuovi allievi, video e testimonianze, a cavallo tra passato e presente, ma rivolta al futuro, esattamente come è la scuola. “Disciplina e rigore: la danza non è possibile senza”, dice Laura Comi, direttrice della Scuola ma anche ex allieva, “il talento abbandonato a se stesso non funziona e se non si lavora tantissimo i risultati non ci sono: non si può prendere in giro il pubblico”.
– CAGLIARI

– Note, parole, canto, per la ricerca ‘delle felicità’ attraverso una composizione contemporanea. Applausi calorosi hanno accolto al Teatro Lirico di Cagliari “Le felicità – Cantata per soprano, coro e orchestra”, testo di Piero Bodrato, nuova composizione di Nicola Campogrande, commissionata dal Teatro Lirico di Cagliari, eseguita in prima assoluta. Una musica ricca di espressività e suggestioni, tesa a creare una comunicazione diretta con un pubblico che ha risposto con calore.
Orchestra e Coro del Lirico e il soprano Elena Schirru con la sua ottima prova, diretti con grande maestria da Gérard Korsten sono stati capaci di esprimere il messaggio del compositore, gioie e difficoltà di un percorso verso la felicità che accomuna tutti. Con la felicità che sfugge e si riesce ad assaporare solo per pochi attimi. “Ora portata da un raggio di sole, da una passeggiata a piedi nudi nell’erba, dal ricordo di sé bambina, dal suo innamorato, da un libro, da un sasso calciato in una pozzanghera”.
A George Ezra è bastata la musica per fare spettacolo il 26 ottobre a Milano nella data unica italiana del suo tour mondiale. Le note verdiane de ‘La donna è mobile’ hanno aperto le danze sul palco spoglio di un Fabrique, tutto esaurito. Il 25enne cantautore inglese è arrivato armato solo del suo timbro baritonale e delle melodie orecchiabili dei suoi due album. Ad accompagnarlo una band di sei elementi che dà corpo al suono più ricco del nuovo disco ‘Staying at Tamara’s’ e rivisita i brani storici.
Cori e canti partono fin da ‘Don’t Matter Now’, alla quale la trombettista e il trombonista del gruppo donano un che di beatlesiano. Subito dopo ‘Get Away’, comincia il racconto: tra il divertito e il confidenziale, George Ezra condivide con il pubblico aneddoti sulla genesi dei suoi brani folk pop. “Sono canzoni che ci aiutano a scappare da quello che ci circonda”, dice candidamente, introducendo tra le grida la prima delle hit della serata, ‘Barcelona’, impreziosita ma non adulterata dall’ingresso degli ottoni. Anche la successiva e acclamata ‘Pretty Shining People’ nasce nella città catalana, e in particolare dal giardino del Montjuic, una delle esperienze e degli incontri condensati nell’ultimo LP. Con l’eccezione della batteria, l’ensemble suona con precisione e divertimento, ricreando sul palco anche i suoni graffianti di ‘Saviour’ e ‘Did You Hear The Rain?’, alla quale i fiati conferiscono un tono più minaccioso. Il botta e risposta tra palco e platea riparte con ‘Paradise’, mentre il pubblico balla sul passo dondolante di ‘Hold My Girl’ e di ‘Blame It On Me’, che con i fiati quasi ricorda ‘Penny Lane’. Introdotta da un lungo aneddoto, arriva infine la hit da cui tutto partì cinque anni or sono, ‘Budapest’, che proprio in Italia – ricorda l’artista – ebbe il primo successo radiofonico. Il tripudio di cori riprende nei bis, con ‘Cassy O” e l’ultima hit ‘Shotgun’, che mandano in visibilio il club. George Ezra tornerà in Italia il 17 maggio, con una data al Mediolanum Forum di Assago.

“Mio padre regalava i suoi disegni a chi veniva a trovarlo. Qualcuno ne ha anche approfittato e ne ha fatto incetta. Quando è morto mi hanno proposto di ricomprare dei disegni di Pinocchio per 150 milioni di lire. Mi è preso un colpo. Una cifra che non potevo permettermi, anche se a quei disegni ero davvero affezionata. Me ne sono rimasti soltanto otto, peccato”. È il rimpianto di Silvia, figlia del grande umorista e fumettista Jacovitti, che ha creato Cocco Bill, il pistolero dalla ‘camomilla facile’ anticipatore dello ‘spaghetti western’.
Silvia, romana, 62 anni, ha curato con il vignettista Dino Aloi una grande mostra al Centro Saint-Benin di Aosta, dove fino al 28 aprile 2019 sono esposti 250 disegni originali, molti inediti. Una mostra che Silvia ha voluto dedicare alla mamma Lilli, morta tre ore dopo il marito nel 1997. “Erano molto uniti e innamorati. È successo a molte coppie di andarsene a breve distanza, ma forse nessuno ci ha messo la velocità di mia mamma.
È una cosa che auguro a tutti quelli si amano”, ha detto durante l’inaugurazione della mostra ‘Il mondo di Jacovitti’, alla presenza dell’assessore all’Istruzione e Cultura della Regione Valle D’Aosta, Paolo Sammaritani.
Silvia descrive Jacovitti come “un eterno adolescente, più che un padre un fratello minore di tredici anni, dispettoso, che amava fare scherzi terribili, soprattutto alle vecchiette di famiglia. Nonne e zie erano le sue vittime preferite. L’ultima volta che l’ho visto ballava il Tip Tap”. “Usciva poco, non ha mai fatto viaggi – racconta – il suo mondo era nei 20 metri quadri dello studio dove, dalle 7 alle 7, disegnava tutti i giorni. Solo a luglio e agosto andavamo al mare tutti insieme in Versilia, ma aveva uno studio anche là. Io lo guardavo lavorare, già da piccolissima, sul seggiolone. Pinocchio l’ho visto nascere, è uno di quei personaggi per i quali mio padre faceva le prove su di me. Quando mi ha mostrato la prima versione della fata turchina, cicciona e orribile, mi sono messa a piangere.
L’ha rifatta, non era certo quella che immaginavo, ma poteva andare”.
Silvia è commossa. “Mio padre – dice – non ha mai visto una mostra su di lui, sarebbe stato felice. Questa è molto bella, la porteremo in giro per l’Italia. Peccato che a Roma e a Milano non si riesca a farne, vanno solo Manara, Crepax e Tex. Eppure le sue sono opere d’arte”.

‘Il vizio della speranza’ di Edoardo De Angelis vince il Premio del pubblico Bnl della Festa del Cinema di Roma 2018. Il film, in sala con Medusa dal 22 novembre, ambientato a Castel Volturno racconta con pietà umana la storia di Maria (Pina Turco) che traghetta le donne incinte di colore costrette a vendere i propri figli. Un film “spirituale e cristiano”: la stessa Maria ammantata di cinismo si troverà di fronte a una scelta difficile e coraggiosa quando sarà lei ad aspettare un bambino. “La resistenza umana è la più grande delle rivoluzioni”, ha detto il regista napoletano di Indivisibili.
– BOLOGNA

– Il compositore Fabio Vacchi sbarca alla Carnegie Hall di New York il 5 novembre, poco dopo il Petruzzelli di Bari (31 ottobre), con due nuovi brani in prima esecuzione assoluta, il Concerto per violoncello e orchestra e quello per violino e orchestra ‘Natura Naturans’. In Puglia saranno impegnati il violoncellista Enrico Dindo con l’Orchestra di casa diretta da John Axelrod, negli Stati Uniti invece la violinista Nagao Huraka e l’Orchestra dell’Opera di Budapest, diretta da Balázs Kocsár.
Bolognese, Vacchi è considerato fra i più prestigiosi compositori contemporanei, eseguito anche da Claudio Abbado, Riccardo Chailly, Antonio Pappano, Zubin Mehta. Vanta un’ampia produzione, dall’opera alle pagine orchestrali, dal melologo alla musica per film. Con questi due nuovi lavori – dedicati a Livia Pomodoro, per le sue lotte al femminile, la giustizia e i minori, tema caro a Vacchi che ha tre figli adottati – il compositore conferma l’amore per gli strumenti ad arco, da sempre “innamorato” del violoncello.
– NAPOLI

– Un castello per i De Filippo.
Settanta costumi di scena, locandine, copioni manoscritti, foto e video inediti da Scarpetta a Eduardo e Luca passando per l’arte di Titina e Peppino: si apre in uno dei luoghi simbolo della città, Castel dell’ Ovo, ‘De Filippo, il mestiere in scena’ (fino al 24 marzo). Dopo un exhibit, curato dall’Istituto Luce-Cinecittà, regia di Roland Sejko, il percorso parte dalla poesia, con i contributi di 16 attori – da Toni Servillo a Luca Zingaretti, da Isa Danieli a Lina Sastri ea Vincenzo Salemme – che interpretano le parole di Eduardo. Si arriva così alla sezione del cinema, con una miscellanea dei film più popolari.
Nel Salone Italia, ecco dodici ‘isole teatrali’ dedicate a Eduardo con materiali originali, bozzetti, copioni, lettere, oggetti e costumi di scena, fondali – tra i quali quelli di Maccari per “Gli esami non finiscono mai” e quello di Guttuso per “Il contratto” – documenti delle Teche Rai, le scenografie di Bruno Garofalo e degli artigiani della scuola di De Filippo.

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IMOLA (BOLOGNA)

– ‘Nobili custodie’ sono al centro di una mostra promossa dal Museo Diocesano di Imola e curata da Paolo Roversi e Marco Violi: allestita nella Galleria Pio VII del vescovado dal 28 ottobre al 6 gennaio, propone 34 tra cofanetti dotali, cassettine, forzieri e monetieri inediti, realizzati in materiali vari – legni, fra cui molte essenze preziose (mogano, palissandro, ecc), avorio, seta, vetro, carta, pietre dure, pastiglia, madreperla, osso e corno – di grande qualità esecutiva e indubbia rarità, provenienti da una collezione privata emiliana.
I pezzi, databili tra XI secolo e primo ‘900, sono opera di botteghe fiorentine, napoletane, emiliane e romagnole, genovesi, napoletane e sorrentine, marchigiane, lombarde, siciliane, francesi e provenzali, olandesi. La mostra, patrocinata dall’Ibc, offre una panoramica sulle varie tipologie di manufatti, i cui esemplari superstiti sono piuttosto rari, permettendo una conoscenza non solo di materiali, botteghe o artefici, ma anche sulle loro funzioni.

Frank Underwood is dead, è morto, morto sepolto. Dopo il licenziamento ufficiale di Kevin Spacey a causa dello scandalo sessuale che lo ha travolto, la produzione di House of Cards aveva infatti subito preso le distanze dall’attore in modo inequivocabile.
“Ora è il mio turno” assicurava Claire Underwood (Robin Wright) nell’ultima scena della quinta stagione della serie. Più agguerrita e spietata che mai, sarà proprio lei, prima donna a guidare gli Stati Uniti d’America, la protagonista indiscussa della sesta e ultima stagione di House of Cards.
Ruolo arrivato dopo l’uscita di scena di Frank Underwood (magistralmente impersonato nel corso di questi anni dal due volte premio Oscar Kevin Spacey va detto). Conto alla rovescia, La sesta stagione di House of Cards creata da Beau Willimon per Netflix, l’ultima, debutterà negli U.S.A. il 2 novembre (arriva anche in Italia in prima tv su Sky Atlantic alle 21.15). E per chi ama il binge watching: tutti gli episodi saranno subito disponibili on demand. L’ultimo capitolo del political thriller sarà quasi totalmente incentrato sulle vicende di Claire Underwood.
Due i teaser rilasciati con grande anticipo, per non lasciare spazio a equivoci (lasciare che il pubblico dimentichi prima possibile Frank Underwood – per concentrarsi totalmente sulla moglie), vediamo Claire (Wright): “Ti dirò, Francis. Quando mi seppelliranno, non sarà nel mio cortile. E quando dovranno porgere le loro condoglianze, ci sarà la coda”.
Proprio la decisione di concentrare tutta l’attenzione sul personaggio di Claire mette bene in chiaro che è arrivato il momento di dimenticare il passato. “I miei primi 100 giorni – dice in un altro trailer – in qualità di Presidente sono stati complicati”. Questa volta le lacrime ci sono, ma sembrano a uso e consumo degli elettori, di chi la circonda, più che una commozione sincera rispetto alla morte del marito.
“Ho perso mio marito. Stavamo per celebrare 30 anni insieme” aggiunge nel video per poi chiudere definitivamente con il passato: “Qualsiasi cosa Francis vi abbia detto negli scorsi cinque anni, non credete a una parola” e colorare il tutto con “il regno dell’uomo bianco di mezz’età è concluso”. Ma Claire viene presentata dai media come “la cosa peggiore mai successa agli Stati Uniti d’America” e non sembra avere intenzione di scendere a compromessi, a costo della sua stessa incolumità.
L’ultima stagione sarà più breve delle precedenti composta solo 8 episodi, ovvero 5 in meno.
Nel cast di House of Cards 6 troveremo alcune novità come Diane Lane e Greg Kinnear, due fratelli legati agli Underwood, insieme a Cody Fern. Tornano anche Michael Kelly, Constance Zimmer, Patricia Clarkson, Jayne Atkinson e Campbell Scott.
Showrunner di questa ultima stagione Melisa James Gibson e Frank Pugliese.

– ALASSIO

– Cinque anfore romane e greco-italiche sono state sequestrate dai carabinieri di Alassio. Alcune erano state trafugate da 2 relitti che si trovano a un miglio dalla costa di Diano Marina e Albenga. Due potrebbero provenire da un relitto non ancora censito. La donna che le custodiva in tre abitazioni di Alassio è stata denunciata per ricettazione.
L’indagine è scattata nel settembre scorso, quando in una casa della donna venne trovata un’anfora vinaria romana di produzione tirrenica risalente alla metà del I secolo d.C. L’anfora proveniva dal relitto di una nave cisterna naufragata davanti a Diano Marina. Altre due identiche sono state trovate in un’altra abitazione della donna e provengono da un relitto davanti a Albenga. Delle 2 greco-italiche datate III secolo a.C. non si conosce la provenienza. Anfore così erano state individuate nel 2012 su un relitto romano al largo di Spezia a una profondità di 400 m. dove il recupero avviene solo con robot. Questo fa pensare che arrivino da un relitto non censito.
– Siamo a Parigi negli anni della Belle Epoque: una misteriosa organizzazione rapisce le bambine in città, le tiene segregate e le costringe a indossare un burqa nero. Un’immagine che ricorda le studentesse rapite da Boko Haram, ma il maestro dell’animazione Michel Ocelot aveva scritto, ben prima dei fatti di cronaca, la storia di Dilili in Paris, presentato da Alice nella Città alla Festa del cinema di Roma.
La favola animata, che dovrebbe arrivare nelle sale a dicembre con Movies Inspired, ha per protagonista Dilili, bambina nera coraggiosa, arrivata dalla nuova Caledonia, che decide di ritrovare e liberare le sue coetanee. L’aiuteranno, in vari modi, il nuovo amico Orel, ragazzo delle consegne e alcuni dei più grandi geni che vivevano a Parigi in quegli anni: da Marie Curie a Marcel Proust a Toulouse Lautrec. “Ho deciso di parlare – spiega Ocelot – della violenza contro donne e bambine e dell’importanza della difesa dei loro diritti, perché è un tema ancora più d’attualità delle guerre.
Paolo Virzì non nasconde che ‘Notti magiche’, che ha chiuso la Festa di Roma e arriva in sala con 01 dall’8 novembre, sia un ritorno al passato, una sorta di Amarcord di quegli anni Novanta in cui era a Roma alla ricerca di un posto al sole nel mondo del cinema. E racconta poi come l’idea del film fosse nata al funerale di Ettore Scola: “Mi resi conto che era andato via l’ultimo dei grandi. Allora mi venne in mente che volevo dire grazie a questi mitici personaggi e farlo anche in modo irriverente, buffo, come loro stessi mi avevano insegnato”.
Tutto parte nel 1990 – durante i mondiali di calcio nella notte in cui l’Italia fu eliminata ai rigori – con una Maserati nera che sprofonda nel Tevere. Dentro l’auto c’è un produttore cinematografico ucciso: Leonardo Saponaro (Giancarlo Giannini).
Vengono subito sospettati tre giovani aspiranti sceneggiatori: Antonino (Mauro Lamantia) che viene da Messina; Luciano (Giovanni Toscano) piombinese, proletario e caciarone, e Eugenia (Irene Vetere) ricca borghese romana piena di fragilità.
Questi tre ragazzi, finalisti del Premio Solinas, nonostante le differenze di carattere, si ritrovano prima amici e poi a vivere insieme la sognata opportunità di essere introdotti nel mondo del cinema. Ma quello che ci trovano è, insieme alla creatività, un vero circo fatto di sfruttamento, illusioni, sogni, starlette, impresari truffaldini e machismo a gogo. Per loro però anche l’opportunità di frequentare da vicino i grandi registi come Fellini, Risi, Scola. “Quella stagione del cinema – dice oggi Virzi a Roma – mi ha suscitato emozioni indelebili che sono diventate lentamente qualcosa tra nostalgia e burla.
Certo che questa è un’autobiografia, ma cosa non lo è – ci tiene a dire poi -. ‘Notti magiche’ è un grande affresco del mio arrivo a Roma in una cornice narrativa da giallo, comunque un modo per raccontare quella stagione, delle illusioni-disillusioni verso i grandi maestri del cinema da me visti allora con sgomento e ammirazione”. E aggiunge il regista toscano: “Non volevo con questo ‘uccidere i padri’, come qualcuno ha detto, ma far piuttosto capire che personaggi come Gassman, Monicelli e Scarpelli quando erano giovani avevano forse avuto lo stesso problema verso altri autori”. Smentisce infine Giannini: “Il produttore che interpreto non è Cecchi Gori, ma casomai un altro di cui non farò il nome anche perché è un mio caro amico. Per quanto riguarda i grandi personaggi di allora – continua l’attore- non è vero che fossero così severi: Fellini, alle quatto di mattina, mi mostrò un pezzo di parmigiano venuto direttamente da Parma con cui ci facemmo gli spaghetti e Scola si divertiva a tirarmi le sigarette mentre ero sul set”. Scritto da Virzì con Francesca Archibugi e Francesco Piccolo, ‘Notti magiche’ ha nel cast Roberto Herlitzka, Paolo Sassanelli, Marina Rocco, Annalisa Arena, Eugenio Marinelli, Emanuele Salce, Giulio Berruti, Ferruccio Soleri, Paolo Bonacelli, Regina Orioli, Andrea Roncato, Giulio Scarpati, Simona Marchini, Ludovica Modugno Tea Falco e la partecipazione straordinaria di Ornella Muti.

Jellyfish, opera prima di James Gardner vince la 16/a edizione di Alice nella città, sezione autonoma e parallela della Festa del Cinema di Roma dedicata alle nuove generazioni.
E’ “un’opera onesta e dura – è la motivazione dei giovani giurati – che riesce a raccontare una situazione difficile con la crudezza che le appartiene”. Il premio speciale della giuria va a “Ben is Back” di Peter Hedges con Julia Roberts e Lucas Hedges. Il premio speciale della giuria per il miglior attore lo vince Thomas Blachard per “The Elephant and the butterfly” di Amelie Van Elmbt prodotto dai Fratelli Dardenne con la produzione esecutiva di Martin Scorsese. “Alice nella città cresce di anno in anno – si spiega in una nota – 7.000 euro di incasso in più rispetto all’anno scorso, una copertura dei media TV cresciuta dell’11% e del 12% della stampa web, il pubblico registra un +9.87 %”. Circa 46.000 persone – oltre 1.000 in più rispetto all’edizione 2017 – hanno seguito le proiezioni, le masterclass e gli eventi.
– “Sto lavorando alla realizzazione di un nuovo film, che spero possa essere concluso per la fine del 2019. La protagonista sarà, ancora una volta, una giovane donna iraniana, ma questa volta si svolgerà interamente negli Stati Uniti”. Lo ha detto Shirin Neshat, Leone d’Oro alla Biennale d’Arte del 1999 e Leone d’Argento alla Mostra del Cinema del 2009 con Donne Senza Uomini, protagonista a Videocittà, la rassegna culturale ideata da Francesco Rutelli, che ospita, l’ultimo film dell’artista iraniana, residente negli Stati Uniti Looking For Oum Kulthum.
E’ un biopic non convenzionale sulla vita di Oum Kulthum, la leggendaria cantante egiziana nata nel 1900 e scomparsa nel 1975, la cui musica e straordinaria personalità ne hanno fatto un’icona.
“Il tour dißLooking for Oum Kulthum realizzato in collaborazione con Shoja Azari e prodotto da In Between Art Film e Vivo Film, toccherà i musei più importanti d’Italia, facendo tappa oltre che a Roma anche a Torino, Napoli, Prato, Bologna e infine Milano.   [print-me title=”STAMPA”]

Maurizio Barra

Sono nato a Torino, il 19 Febbraio 1968. Ho alle spalle un'educazione direi Umanistica di base, avendo frequentato il Liceo Classico Valsalice e Lingue e Lettere Moderne all'Università. Grande passione per tutto ciò che è una tastiera, dal pianoforte o simili, ai PC, di cui peraltro amo anche il touch. Inoltre, un'altra mia grande passione, è lo sport e mi ha molto coinvolto, siccome ho lavorato molto su di me negli anni, passando attraverso varie fasi, nelle quali sono ingrassato moltissimo e poi sono diventato assai magro, dunque, siccome più volte ho dovuto intervenire su di me, ho voluto approfondire questo discorso ed ho conseguito il Master CFT come Personal Fitness Trainer presso Issa Italia. La voglia e l'interesse ad approfondire tante tematiche e la curiosità olistica, alle volte giocano brutti scherzi, perchè si rischia di iniziare tutto e concretamente di non riuscire a concludere nulla. Bisogna in teoria scegliere cosa fare da grande, il fatto è che io sono già ben cresciuto ed ora mi sento assai coinvolto dall'ambito tecnologico e dunque spero, soprattutto, di essere un intermediario tra i vedenti, diciamo, o comunque tra tutti e proprio chi è non vedente come me, sia per mostrare quante cose si possono fare in autonomia, sia per avvicinare (e qui mi appello a sviluppatori, amanti di softwares etc...) la facilità e l'accesso all'uso completo della tecnologia anche da parte degli stessi non vedenti, che comunque si devono spesso scontrare con grafici, pagine poco accessibili e continui escamotage, per fare cose che, con il famoso click, in teoria si risolvono subito e questo poi non è sempre vero; in sostanza lo scopo o l'idea sono quelli di avvicinare i vedenti, sviluppatori di apps e siti, a renderle più accessibili, metendo dunque a disposizione la mia conoscenza delle Tecnologie Assistive (Assistive Tecnologies) di cui mi ritengo un buon conoscitore. Non parliamo poi delle Apps Mobili ed anche di quel mondo, davvero meraviglioso ed il cui approccio per me è stato direi facile, ma mi rendo conto che non è così per tutti. Quindi, spero, nel tempo, di mettere a disposizione la mia modestissima ed umile e piccola esperienza, mantenendo vivo ogni nuovo possibile fronte di apprendimento e confronto e conoscenza, tutti utili e sempre necessari, non si smette mai di imparare e neanche di confrontarsi. Dunque, spero di avervi con me, sempre più numerosi, lungo questo nuovo cammino! Inoltre, siccome la tecnologia non è soltanto procedure, tutorials su come usare un sistema operativo o su come riparare PC, ma offre anche molti strumenti di consultazione, visione, ascolto, cercherò di condividere con voi le mie impressioni e quindi files, contenuti multimediali o altro, non avranno soltanto attinenza tecnologica, ma qualcosa a che fare con la rete l'avranno. Anzi, sono benvenuticommenti, suggerimenti e proposte. Con il trascorrere del tempo, il sito ha preso la direzione informativa. Pur essendo da solo a gestire tutta questa mole di notizie, prometto di dare sempre il massimo per fornire tutte le notizie il più possibile aggiornate in tempo reale, relative a tantissime categorie: Mondo, Cronaca, Economia, Politica, Tecnologia, Scienza, Medicina, Spettacoli, Cinema, Musica, Cultura, Calcio e sport, Regione Piemonte, tutto, ma proprio tutto, sulla Juventus e molto, molto altro. Grazie a tutti!

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