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Anticorruzione: nuovo ddl cambia titolo
Per superare ostacolo inammissibilità emendamento prescrizione
Fonti governo, su prescrizioni distanzeDopo incontro tra Bonafede e M5s-Lega restano distanze
Scontro 5S-Lega su prescrizioneEmendamento ritirato e ripresentato. Serve nuovo vertice Conte-Di Maio-Salvini.
Sicurezza: maxiemendamento e fiduciaLo si apprende in ambienti di governo
Bonafede, prescrizione è in contrattoVotata su piattaforma Rousseau da nostri iscritti
Governo: Meloni, non siamo sua stampellaSosteniamo provvedimenti compatibili con chi i ha votato
Agroalimentare: M5s, ok intesa con CinaLo affermano i portavoce del movimento in commissione Camera
M5s, r.cittadinanza per 4,5 mln personeCi vogliono screditare ma non arretriamo di un millimetro
Manovra: mercoledì vertice su Lettera UeSu Lettera di risposta a Ue ma anche su altri nodi
Martina vede Corby a LondraServe per sconfiggere destra nazionalista
Conte, ok Trump su investimenti pubbliciMolto efficace il suo programma di semplificazione
De Falco, Buffagni? Non sa di che parlaSpero ancora che provvedimento possa essere migliorato in Aula
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Il nuovo testo dei relatori per il disegno di legge anticorruzione è identico a quello ritirato ma cambia solo il titolo. Per superare l’ostacolo dell’ inammissibilità per estraneità di materia dell’emendamento che introduce la riforma della prescrizione, si modifica il titolo del provvedimento aggiungendo “nonché in materia di prescrizione del reato”.
– Riunione al ministero sul ddl anticorruzione, prima dell’inizio dei lavori della commissione, tra il Guardasigilli Alfonso Bonafede e i parlamentari M5S-Lega.
E’ quanto si apprende da fonti di governo M5S che spiegano come si sia trattato di una prima riunione interlocutoria. Le posizioni restano distanti e quindi è necessaria un’interlocuzione a livello politico superiore, spiegano le stesse fonti che, sulla prescrizione, sottolineano come il M5S tiene il punto e non intende rinviarlo ad altri provvedimenti.
Si riaccende lo scontro sulla prescrizione. La relatrice M5s alla Camera ritira l’emendamento sulla sospensione dopo il primo grado, poi lo ripresenta identico salvo il titolo. Resta il dissenso con la Lega. Non basta la mediazione del ministro Bonafede, servirà un vertice con Salvini e Di Maio per evitare la rottura. Deve intervenire Conte: ‘essendo nel contratto di governo, manterremo il punto’, dice da Algeri.Intanto il governo pone la fiducia sul decreto sicurezza al Senato per evitare sorprese nel voto dopo la spaccatura nella maggioranza sulla prescrizione. In giornata, riunione dei gruppi di Lega e M5s. Tra i 5Stelle ancora distinguo e dissensi rispetto al testo. Per Di Maio, tuttavia, ‘la riforma va approvata nel ddl anticorruzione, nessuno stralcio. Troveremo un accordo con la Lega’, dice. Salvini avverte: ‘questione delicata che non va affrontata a colpi di emendamenti’. La decisione definitiva sarà presa solo domani, tuttavia le indiscrezioni circa la volontà di porre la questione di fiducia sul decreto sicurezza preparano il governo a farsi due conti sulle sue forze al Senato. La prima e unica volta che l’Aula di Palazzo Madama votò la fiducia, è stato il sei giugno scorso. Quel giorno segnò la nascita del governo gialloverde: la maggioranza poté avvalersi di 171 voti, 10 oltre la soglia necessaria: 58 leghisti, 109 i senatori pentastellati, per un totale di 167 voti, a cui si aggiunsero due ex M5S Buccarella e Martelli, espulsi dal Movimento, e due eletti all’estero del Maie. Sempre che il governo mantenga la volontà di porre la questione di fiducia, la maggioranza con ogni probabilità passerà l’ostacolo con facilità: la pattuglia dei 4 senatori ‘ortodossi’, che in questo caso coincidono con i contrari al decreto, infatti, non dovrebbero partecipare al voto. Con questa decisione di restare fuori dall’emiciclo, Matteo Mantero, Elena Fattori, Gregorio De Falco e Paola Nugnes, di fatto porranno l’accento sul loro dissenso al provvedimento, contro cui si sono battuti sino alla fine a colpi di emendamenti. Tuttavia eviteranno sanzioni, non rompendo con il governo. I numeri scenderanno quindi a 167, comunque sei senatori sopra la soglia minima della maggioranza d’Aula.
– Il governo, si apprende in ambienti della maggioranza, sta definendo in queste ore un maxiemendamento al dl sicurezza su cui domani dovrebbe essere posta la fiducia al Senato per essere votata sempre in giornata. Nel maxiemendamento ci dovrebbero essere alcune piccole correzioni al testo all’esame dell’Aula di Palazzo Madama.
– “La riforma della prescrizione è stata votata dai nostri iscritti sulla piattaforma Rousseau, è uno dei punti del contratto di Governo e, prima ancora, parte integrante del programma del MoVimento 5 Stelle”. Così il ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede su facebook.
– “Noi non siamo qui per fare la stampella del governo: non facciamo parte della maggioranza, ma sosteniamo i provvedimenti che sono compatibili con quello per cui gli italiani ci hanno votato. Non voterei il condono a Ischia, così come noi non siamo in linea con la manovra economica: per quanto riguarda questo discorso è difficile metterci mano, perché è proprio la natura in sé della manovra ad essere sbagliata. L’unico cambiamento vero all’economia italiana può arrivare solo dall’abbassamento delle tasse: questa manovra, invece, non crea lavoro”. Lo afferma la leader di Fdi Giorgia Meloni ospite di Quarta Repubblica su Rete4.
– “Nonostante negli ultimi 10 anni i dati dell’export del settore agroalimentare italiano in Cina siano praticamente quadruplicati, come confermato dalla Coldiretti, quello degli agrumi è ancora un mercato poco, se non per nulla, sfruttato. Ecco perché assume un’importanza fondamentale l’intesa raggiunta dal ministro dello Sviluppo Economico Luigi Di Maio nel Paese della grande Muraglia: finalmente si abbattono quelle barriere che impedivano ai nostri prodotti di espandersi in questi mercati dal potenziale elevatissimo”. Lo affermano i portavoce del MoVimento 5 Stelle in Commissione Attività produttive alla Camera dei Deputati.
– “Lo ripetiamo ancora una volta: sul Reddito di Cittadinanza, sul taglio alle pensioni d’oro, sulla quota 100 e tutte le altre misure della Manovra il Movimento 5 Stelle non arretra di un millimetro”, anche se ci vogliono screditare. “Il Reddito di Cittadinanza partirà nei primi tre mesi del prossimo anno. La platea dei beneficiari coinvolge 4,5 milioni di persone, e non è individuata in base alle dichiarazioni dei redditi”, “bensì in base all’Indicatore della situazione economica equivalente (Isee). L’Isee è un indice che serve a misurare la situazione economica delle famiglie e considera non soltanto il reddito, ma anche il patrimonio mobiliare e immobiliare e la composizione dei nuclei familiari”.
E’ quanto ribadiscono con forza i Cinque Stelle sul blog.
– E’ probabile, a quanto si apprende, che sia mercoledì il giorno “X” per il vertice di governo con la sicura presenza del premier Giuseppe Conte e dei due vicepremier Luigi Di Maio e Matteo Salvini. Sul tavolo del vertice ci sarà innanzitutto lo schema della risposta che l’Italia deve fornire all’Ue sulla manovra e che il governo intende inviare prima della conferenza sulla Libia, prevista per il 12 novembre. Ma nel corso del vertice saranno affrontati anche gli altri “nodi” aperti in questi giorni tra M5S e Lega, a cominciare da quello sulla prescrizione.
– “È necessario un fronte comune della sinistra progressista per sconfiggere a ogni latitudine la destra nazionalista che scommette su paure e divisioni”. È il messaggio che emerge dall’incontro a Londra tra il segretario dimissionario del Pd Maurizio Martina e il leader laburista Jeremy Corbyn. “Per farlo – sottolinea Martina – occorre una forte agenda di cambiamento sociale che rimetta al centro dell’impegno progressista innanzitutto la lotta alle diseguaglianze, il futuro delle nuove generazioni, il lavoro di qualità contro le nuove precarietà e il contrasto ai cambiamenti climatici che stanno coinvolgendo ogni territorio.
– “Sa che cosa mi ha detto Trump? ‘Quando sono arrivato alla Casa Bianca, occorrevano nove anni per costruire un’autostrada. Adesso ne basta uno. E voglio ancora accorciarne i tempi’. In effetti, il suo programma di semplificazione “Cutting the Red Tape” si sta rivelando molto efficace. Più in generale, la sua ricetta per gli investimenti merita un forte plauso”. Lo dice il premier Giuseppe Conte nel libro di Bruno Vespa ‘Rivoluzione’, secondo quanto anticipato.
Il premier conferma gli eccellenti rapporti con il capo della Casa Bianca: “Mi disse nel nostro incontro del 31 luglio: “Siamo entrambi outsider della politica e rappresentiamo i due governi del cambiamento. Avviamo da oggi un dialogo strategico tra Stati Uniti e Italia”. Aggiungendo: “Spero che l’Europa segua la leadership italiana sul tema dei migranti”.
I segnali di attenzione sono stati anche molto concreti: l’Italia ha ottenuto una cabina di regia – dice Conte -, congiunta con gli Stati Uniti, sul cosiddetto “Mediterraneo allargato”.
“La replica non esiste. Ho sempre assunto su di me le responsabilità del mio ruolo in ogni momento, e le responsabilità del mio ruolo non le decide Buffagni”. A Radio Capital il senatore del M5S Gregorio De Falco risponde così al sottosegretario alla presidenza del Consiglio che, parlando a Circo Massimo, aveva detto che in caso di voto contrario sul decreto sicurezza De Falco “si assumerà le sue responsabilità”. “Che faccio, commento ‘ste sciocchezze?”, continua De Falco, “Non voglio scendere a quei livelli, proprio per rispetto della mia storia, del mio nome e del futuro che deve avere la dialettica politica. Per rispetto all’intelligenza di tutti, non voglio commentare questa roba”. In caso di contrarietà a un provvedimento, secondo Buffagni, “ne discuti internamente, non è che presenti 80 emendamenti come se fossi all’opposizione”. De Falco replica: “Io non ho presentato 80 emendamenti. Questa è gente che parla senza sapere di che cosa sta parlando, con una superficialità che è essa stessa criminale”. [print-me title=”STAMPA”]
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