ECONOMIA TUTTE LE NOTIZIE
Petrolio chiude a 55,67 dollari (-7,1%)
Pesa taglio stime Opec
Borsa Tokyo apre poco variata (+0,16%)Cambi, yen stabile su dollaro ed euro
Tria invia a Ue lettera su manovraNuovo documento programmatico approvato da Cdm
Petrolio: in calo a 55,45 dollariBrent a 65,33 dollari
Borse Asia giù con dati macro, petrolioValuta Uk sale con bozza intesa Brexit. Attesa per parole Powell
Oro: stabile a 1.202,83 dollariGuadagno minimo dello 0,05%
Cambi: euro in lieve rialzo a 1,1296 dlrYen a 128,65
Borsa: Milano apre in calo (-1,1%)Indice Ftse Mib scende a 19.017 punti
Borsa: Europa apre in caloParigi -0,8%, Francoforte e Londra -0,7%
Tim affonda in Borsa (-3,3%) con scontro tra sociMorgan Stanley taglia giudizio a causa conlittualità
Borsa: Milano maglia nera d’Europa. Spread viaggia in area 314 punti base Male i petroliferi con greggio, spread a 314 pesa su banche
Borsa, male Europa con timori su ItaliaDubbi anche su intesa Brexit, petrolio affossa titoli energia
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Il petrolio ha chiuso in calo del 7,12% a New York a 55,67 dollari al barile, segnando un nuovo minimo dal dicembre 2017. A pesare è il taglio delle stime Opec per il 2019, che lasciano quindi prevedere una riduzione delle quote di produzione in occasione del summit dell’Opec del 6 dicembre a Vienna.
– TOKYO
– La Borsa di Tokyo avvia gli scambi all’insegna della cautela, dopo il tentativo fallito di recupero degli indici azionari statunitensi e il crollo delle quotazioni petrolifere, per via della sovracapacità produttiva. Il Nikkei segna una variazione appena positiva dello 0,16% a quota 21.845,82. Sul mercato dei cambi lo yen è stabile sul dollaro a 113,70, e sulla moneta unica a un valore di 128,70.
– Il ministro dell’Economia e delle Finanze, Giovanni Tria, ha inviato alla Commissione europea, entro i termini richiesti, la versione rivista del Documento Programmatico di Bilancio (DPB) 2019 insieme a una lettera di accompagnamento che ne illustra strategia e contenuti. Il nuovo DPB è stato approvato questa sera dal Consiglio dei ministri.
Inviato anche il Rapporto sui fattori rilevanti sull’andamento del debito pubblico, come richiesto con la lettera del 29 ottobre scorso.
– Il petrolio è in calo a 55,45 dollari per il barile Wti e a 65,33 dollari per il Brent.
– Seduta debole per le Borse asiatiche che risentono di una serie di dati macro contrastanti dalla Cina e dalla flessione del pil giapponese. Pesa sui listini anche il calo del petrolio, proseguito in Asia dopo che già ieri aveva affossato Wall Street, con il Wti a quota 55,43 dollari e il brent a 65,37.
La sterlina continua a salire su tutte le valute in scia alla bozza di intesa tecnica sulla Brexit che sarà oggi all’esame del governo britannico. A rendere meno negativa la seduta azionaria hanno contribuito i segnali di distensione tra Usa e Cina sul fronte commerciale, che potrebbe portare a un incontro tra i leader dei due Paesi a novembre.
A parte Tokyo (+0,15%), tutte gli altri listini sono in rosso: Sydney ha perso l’1,7%, Seul lo 0,15%, Shanghai lo 0,85%, Shenzhen lo 0,4% mentre Hong Kong, a scambi in corso, cede lo 0,42%. Attesa, oggi, per il discorso del presidente della Fed Jerome Powell e per la reazione dei mercati per la linea dura dell’Italia sulla manovra, confermata alla Ue.
– L’oro è stabile in Asia a 1.202,83 dollari l’oncia segnando un progresso dello 0,05%.
– L’euro è in lieve recupero in avvio di scambi in Europa a 1,1296 da 1,1283 registrato ieri dopo la chiusura di Wall Street. Contro lo yen la moneta unica passa di mano a 128,65.
– MILANO
– Avvio di seduta negativa per Piazza Affari. Dopo la risposta dell’Italia alla Ue sulla manovra l’indice Ftse Mib ha iniziato le contrattazioni in ribasso dell’1,09% a 19.017 punti.
– Avvio di seduta negativo per le principali Borse europee, caute sulla possibilità di un’intesa sulla Brexit e preoccupate dallo scontro tra Italia e Ue sulla manovra del governo M5S-Lega. Parigi ha iniziato le contrattazioni in flessione dello 0,77%, a 5.062 punti, Francoforte cede lo 0,68%, a 11.394 punti, mentre Londra arretra dello 0,69% a 7.005 punti.
Avvio pesante per Tim a Piazza Affari dopo la decisione dei consiglieri di Elliott di revocare, con un blitz, le deleghe al ceo Amos Genish, riaccendendo lo scontro con l’altro socio Vivendi. Il titolo cede il 3,31% a 0,52 euro mentre Morgan Stanley ha tagliato il giudizio a equal-weight a causa dell’ “incertezza” generata sulla società dalla conflittualità in seno al cda e tra gli azionisti.
Seduta in profondo rosso per le Borse europee, tutte in calo di circa un punto percentuale, con Milano (-1,9%) che indossa la maglia nera davanti a Francoforte (-1,3%), Parigi (-1,1%) e Londra (-0,9%).Pil tedesco sotto le attese, dubbi sull’intesa per la Brexit, timori per la manovra del governo italiano e calo del greggio, sono i principali fattori che zavorrano i listini.Lo spread Btp-Bund dopo una fiammata a 317 si mantiene a quota 313, in rialzo di una decina di punti base, mentre la sterlina arretra sul mercato spot di Londra in attesa della riunione del governo inglese per discutere della Brexit.Il barile Wti tratta a 55,5 dollari al barile (-0,3%) mentre sono negativi anche i future su Wall Street. A livello settoriale soffrono i titoli tecnologici (-2,07% l’indice Stoxx), quelli dell’energia (-1,9%) e delle materie prime (-1,8%). A Piazza Affari affondano Mediaset (-6,8%), nonostante conti giudicati dagli analisti migliori delle attese, Poste (-4,2%) e Tim (-3,3%) mentre rimbalza Carige (+21%).
– Seduta in profondo rosso per le Borse europee, tutte in calo di circa un punto percentuale, con Milano (-1,9%) che indossa la maglia nera davanti a Francoforte (-1,3%), Parigi (-1,1%) e Londra (-0,9%). Pil tedesco sotto le attese, dubbi sull’intesa per la Brexit, timori per la manovra del governo italiano e calo del greggio, sono i principali fattori che zavorrano i listini.
Lo spread Btp-Bund si mantiene a quota 313, in rialzo di una decina di punti base, mentre la sterlina arretra sul mercato spot di Londra in attesa della riunione del governo inglese per discutere della Brexit. Il barile Wti tratta a 55,5 dollari al barile (-0,3%) mentre sono negativi anche i future su Wall Street. A livello settoriale soffrono i titoli tecnologici (-2,07% l’indice Stoxx), quelli dell’energia (-1,9%) e delle materie prime (-1,8%).
A Piazza Affari affondano Mediaset (-6,8%), nonostante conti giudicati dagli analisti migliori delle attese, Poste (-4,2%) e Tim (-3,3%) mentre rimbalza Carige (+21%). [print-me title=”STAMPA”]
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