CRONACA TUTTE LE NOTIZIE
18enne ucciso: processo droga da morto
Vittima branco era stato arrestato ad agosto per spaccio
ORISTANO15 novembre 2018 10:30
Adescava minori online, arrestato 37enneSegnalazione da una mamma di Pescara. Documentate 2.600 chat
PESCARA15 novembre 201810:44
Operai licenziati su tetto scuola”Nessuna convocazione dopo protesta ottobre. Ora risposte reali”
CORIGLIANO ROSSANO (COSENZA)15 novembre 201810:51
Sfregiata con acido, processi riunitiGessica in aula rivede Tavares, udienza a porte chiuse
OLOGNA15 novembre 201811:21
Si denuda in strada e violenta anzianaSu spiaggia a Ortona. L’aggressore un 20enne di origine somala
ORTONA (CHIETI)15 novembre 201811:29
Banda di bulle picchia quindicennePestaggio ordinato da 18enne lasciata dal ragazzo per la vittima
PAVIA15 novembre 201811:46
In ristoranti Roma invito a clochardMons. Sigurani, ‘tanti pronti a mettersi in gioco per aiutare’
ROMA15 novembre 201811:47
Fabbro ferito in agguato, è in comaE’ stato abbandonato da due persone in ospedale a Barletta
MARGHERITA DI SAVOIA (BARLETTA15 novembre 201811:47 –
Mons.Vigannò dovrà risarcire il fratello
Vescovo condannato a Milano, ‘ha sottratto eredità paterna’
MILANO15 novembre 2018 12:23
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ORISTANO
– Manuel Careddu, il 18enne di Macomer (Nuoro) ucciso l’11 settembre da un branco di giovani e la cui salma è stata ritrovata dopo un mese in un terreno alla periferia di Ghilarza (Oristano), sarebbe dovuto essere ieri in Tribunale a Oristano per un processo che lo vedeva imputato per spaccio di droga. Processo che si è aperto e subito chiuso: il giudice ha pronunciato l’estinzione del reato per la morte dell’imputato. La vicenda risale allo scorso agosto, quando Manuel Careddu era stato fermato dalle forze dell’ordine perché trovato in possesso di alcune dosi di marijuana. Il giovane era comparso in tribunale per la direttissima, l’udienza era stata aggiornata al 24 settembre e nel frattempo era tornato in libertà, con obbligo di firma.
A settembre, però, c’era stato un nuovo rinvio perché l’imputato era irreperibile. In quel momento, infatti, Manuel risultava ufficialmente scomparso dalla sera dell’11 settembre e solo dopo un mese si è scoperta la tragica fine della vicenda.
– PESCARA
– Un 37enne residente in provincia di Bari è stato arrestato su disposizione del Tribunale dell’ Aquila per adescamento di minorenni, detenzione di materiale pedopornografico e pornografia minorile. L’indagine della Polizia Postale è partita dalla segnalazione di una madre di Pescara preoccupata da alcuni messaggi ricevuti su Messanger dal figlio da parte di un interlocutore anonimo “che manifestava apprezzamenti ambigui” spiegano gli inquirenti. Il profilo Facebook dell’ignoto interlocutore appariva essere di un adulto che aveva come “amici” vari ragazzini alle cui foto esprimeva “espliciti” commenti. Dopo aver identificato il 37enne, gli investigatori hanno eseguito una perquisizione domiciliare e sequestrato materiale informatico la cui analisi ha confermato i sospetti. Sono state documentate più di 2.600 chat con ragazze minorenni residenti in diverse province italiane. La ricerca della vittima era assolutamente casuale, spiega la Polizia Postale.
– CORIGLIANO ROSSANO (COSENZA)
5 NOV – Nuova protesta degli ex operai addetti al verde pubblico del Comune di Corigliano Rossano. Alcuni di loro sono saliti sul tetto della scuola media “Carlo Levi” a Rossano e minacciano di lanciarsi nel vuoto se non riusciranno ad avere risposte concrete sul futuro occupazionale.
Ad ottobre due lavoratori, dei 12 licenziati, avevano dato vita ad una protesta analoga salendo sul tetto della sede della Polizia Municipale nel centro storico di Rossano. L’incontro con il Commissario Prefettizio, Domenico Bagnato, era valso a farli scendere. In quella occasione era stata garantita loro la fattibilità di progetti relativi al decoro urbano in grado di consentire un reinserimento lavorativo. Ad oggi, però, i 12 operai licenziati non sono stati convocati. Da qui la nuova protesta. Per ragioni di sicurezza studenti e docenti dell’istituto non hanno potuto avviare le normali attività didattiche. Sul posto sono presenti i Vigili del Fuoco, la Polizia di Stato ed i carabinieri.
– BOLOGNA
– Sono stati riuniti davanti alla Corte di appello di Bologna i due processi a Edson Tavares, ex fidanzato di Gessica Notaro, accusato di aver sfregiato con l’acido la showgirl riminese, il 10 gennaio 2017. Il 30enne originario di Capo Verde era stato condannato in primo grado a dieci anni, in abbreviato, per l’aggressione che ha bruciato il volto a Gessica e a otto per stalking nei confronti sempre della donna. Imputato e vittima sono entrambi presenti in udienza, a porte chiuse su richiesta di Tavares. Gessica, 29 anni, giacca bianca e pantaloni, porta occhiali con lenti fotocromatiche e non porta la benda sull’occhio sinistro, gravemente lesionato dall’acido.
La giovane, accompagnata dal suo avvocato e da un’altra ragazza, è apparsa provata, dopo aver rivisto l’ex fidanzato in aula. Non si sa ancora se il processo si concluderà in giornata o se ci sarà un rinvio.
– ORTONA (CHIETI)
– Un somalo di 20 anni senza fissa dimora, che gode dello status di protezione sussidiaria, é stato arrestato dai carabinieri di Ortona (Chieti) per violenza sessuale. L’uomo si è avvicinato ad un’anziana donna che stava stava prendendo il sole in località Ripari di Ortona e dopo averle fatto battere la testa contro alcuni grossi ciottoli l’ha costretta a subire violenza sessuale. La donna è riuscita a divincolarsi e a fuggire mentre sul posto arrivavano i carabinieri: portata all’ospedale di Lanciano è stata ricoverata per le numerose ecchimosi ed escoriazioni e per trauma cranico.
Il somalo è stato anche denunciato a piede libero per atti osceni in luogo pubblico compiuti per le strade di San Vito Chietino, da qui la segnalazione al 112, e per aver fornito false generalità. La comparazione delle sue impronte ha permesso di accertare la sua vera identità. Circa un anno fa era entrato clandestinamente in Italia durante uno dei numerosi sbarchi in Sicilia.
– PAVIA
– Nove quindicenni hanno picchiato una ragazza, della stessa età, in un comune della Lomellina.
L’aggressione, secondo le indagini condotte dagli investigatori, è avvenuta su ordine di una 18enne, che era gelosa perché il fidanzato l’aveva lasciata per la vittima del pestaggio. La ragazza aggredita si è recata all’ospedale, dove le sono state riscontrate ferite giudicate guaribili in pochi giorni, e poi con i genitori ha fatto denuncia ai carabinieri. La posizione delle 9 ‘picchiatrici’ (tutte italiane che risiedono nello stesso comune della giovane picchiata, non studiano e non lavorano) è attualmente al vaglio del Tribunale per i minorenni di Milano. La 18enne che, secondo le indagini, ha ordinato il pestaggio è anche accusata di stalking: nei giorni precedenti a questo episodio avrebbe infatti inviato diverse minacce alla sua “rivale in amore” tramite telefonate, sms e post su Facebook.
Per lei è stata disposta, su richiesta del suo legale, la “messa in prova” in una comunità per il periodo di un anno.
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ROMA
– Domenica prossima 18 novembre 2018, in occasione della II Giornata Mondiale dei poveri voluta da Papa Francesco, la Basilica di Sant’Eustachio a Roma e i ristoratori del quartiere Campo Marzio daranno vita ad un’iniziativa unica e senza precedenti: oltre 150 persone senza fissa dimora verranno ospitate a pranzo in alcuni dei migliori ristoranti della zona e 40 persone verranno ospitate a pranzo all’interno della basilica stessa. “Nella nostra città – spiega mons. Pietro Sigurani, rettore della basilica di Sant’Eustachio – ci sono tante persone pronte a mettersi in gioco per aiutare chi è in difficoltà e in questo i ristoratori di Campo Marzio sono dei veri campioni che ringrazio di cuore”. “L’iniziativa di domenica – conclude Sigurani – si aggiunge alle attività quotidiane che svolgiamo per le persone fragili e dimostra come con un po’ di buona volontà si possano realizzare dei progetti incredibili che donano alla nostra città una dose cospicua di speranza di cui ha tanto bisogno”.
– MARGHERITA DI SAVOIA (BARLETTA ANDRIA TRANI)
– Un fabbro di 41 anni, Giuseppe Sciotti, è stato gravemente ferito ieri sera con cinque colpi di pistola all’addome e alle braccia. E’ accaduto a Margherita di Savoia, in località ‘Isola Verde’, a pochi passi dal centro cittadino. La ricostruzione dei fatti è ancora da accertare. La vittima è stata accompagnata all’ospedale di Barletta da due persone giunte davanti al nosocomio a bordo di un Suv, che sono poi fuggite. L’uomo è in coma farmacologico e le sue condizioni sono preoccupanti. Ha subito un intervento chirurgico a causa di una forte emorragia toracica.
In nottata i carabinieri hanno ascoltato una decina di persone tra parenti ed amici della vittima. Hanno eseguito anche tre esami stub a pregiudicati del posto ed acquisito le immagini delle telecamere di sicurezza: Sciotti è stato immortalato mentre usciva dalla sua officina verso le 18:30.
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Un milione e 824mila euro: è quanto monsignor Carlo Maria Viganò, vescovo ed ex Nunzio apostolico negli Usa, dovrà pagare al fratello per avergli sottratto l’eredità paterna, secondo quanto deciso da un giudice monocratico civile di Milano il 9 ottobre scorso.
Monsignor Viganò dovrà risarcire il fratello Lorenzo, anche lui prete, per aver gestito autonomamente l’eredità avuta dal padre che, nel 2010, ammontava a 7 milioni in contanti e quasi 20 milioni e mezzo in beni immobili. Nel corso della causa civile, è emerso che monsignor Viganò “ha beneficiato di operazioni per un importo netto di 3 milioni e 649mila euro” e “di fondi pagati a suo favore per 4 milioni e 800mila euro”, mentre al fratello sono arrivati complessivamente un milione e 700 mila euro”. Da qui la sentenza emessa dal giudice Susanna Terni per bilanciare tra i due fratelli i proventi dell’eredità del padre. [print-me title=”STAMPA”]
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