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SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

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TUTTI GLI AGGIORNAMENTI

DALLE 09:34 DI SABATO 17 NOVEMBRE 2018

ALLE 04:55 DI DOMENICA 18 NOVEMBRE 2018

SOMMARIO

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Le esplorazioni che hanno fatto storia
Un viaggio nel desiderio di avventura, guardando il futuro

Applausi per Lo Schiaccianoci a CagliariLa magia della fiaba natalizia al Teatro Lirico

Jon Hopkins live a RomaIl 23/11 per presentare ultimo album Singularity

Ascolti tv: ‘Tale e quale’ vince ancora il venerdì sera. Carlo Conti batte ‘Scherzi a parte’Trionfa Alessandra Drusian nei panni di Antonella Ruggiero

Mostra Lotto promossa ‘in tram’ a MilanoEsposizione a Palazzo Buonaccorsi Macerata fino al 10 febbraio

Rossini 150, arie maestro da torre 75 mtSindaco Ricci, un motivo in più per amare ‘città della musica’

A Bologna un patto per la letturaOltre 140 soggetti aderenti, lotta all’analfabetismo di ritorno

Leonardo nelle incisioni di HollarFondazione Pedretti apre attività per 500 anni da morte artista

Libri:’El Gringo Loco’ medico campesinosIl giornalista Antonio Voceri racconta storia di Pietro Gamba

Foto ragazzi Parco Verde a LuccaProtagonisti giovani del napoletano in zona di ‘frontiera’

‘Lazzaro Felice’ candidato a Independent SpiritFilm Rohrwacher in cinquina come Miglior Film Internazionale

Pontecorvo, girare Fatima? TotalizzanteTerminate riprese in Portogallo maxi produzione internazionale

I 90 anni di Topolino, icona popTutto su mostre, moda, design di Mickey, l’influencer

Pizzica e tamburello davanti Casa BiancaProssima tappa di musicisti e ballerini sarà in Albania

Oscar onorario ad attrice nera, è la prima voltaCicely Tyson di “Pomodori Verdi Fritti” ispiro’ Viola Davis

Flop Burri da Phillips, invenduto a Ny”Grande Rosso e fuoco” delude stima record

L’Ibsen di Klata contro sciovinismo’Il nemico del popolo’ per parlare della Polonia oggi

Alessandro Gassmann cittadino di Napoli, “è un onore”Dal teatro ai ‘bastardi’ di De Giovanni. Cerimonia 17 dicembre

Panahi, arriva l’ultimo film clandestinoA Roma serata per regista recluso in Iran. Dal 29 esce Tre volti

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L’ARTICOLO

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STEFANO ARDITO, LE ESPLORAZIONI E LE AVVENTURE CHE HANNO CAMBIATO LA STORIA (Newton Compton, pp.352, 12.90 euro, in E-book 5.99 euro) Il fascino magnetico dell’esplorazione ha scritto capitoli gloriosi nella storia dell’umanita’. Poche imprese come quelle dei grandi viaggiatori mantengono intatto il mistero del coraggio e delle ragioni intime che hanno spinto i grandi sognatori del passato a spingersi oltre il conosciuto. E nell’attesa di una nuova pagina sulle esplorazioni interplanetarie per le quali servira’ aspettare ancora qualche anno, un libro ripercorre le imprese che hanno lasciato un’orma indelebile: uomini leggendari che hanno raggiunto i confini del mondo, dalla scoperta dell’America allo sbarco sulla Luna, da Machu Picchu all’Antartide, dalle sorgenti del Nilo all’Everest.
Viaggi per terra o per mare, tra le montagne o nel deserto, nessuna impresa è mai stata davvero impossibile e spesso la determinazione di qualche sognatore ha spinto di un passo avanti l’intera umanità. L’Amazzonia e il Sahara, l’Antartide e il deserto di Gobi. E poi l’Everest, le Ande, la Luna, gli oceani più tempestosi della Terra. Questo libro racconta le avventure di Marco Polo e di Cristoforo Colombo, di Ferdinando Magellano e di James Cook, di Henry Morton Stanley e Charles Darwin, del Duca degli Abruzzi e di Fosco Maraini. Con uno sguardo attento agli esploratori moderni, da Reinhold Messner a Neil Armstrong, e da Mike Horn a Simone Moro. “Se avessero potuto scrivere e tramandare le loro avventure ai posteri, i primi gruppi di Homo sapiens che hanno abbandonato l’Africa per dirigersi verso l’Asia e l’Europa tra vulcani in eruzione, bestie feroci e altre insidie ci avrebbero lasciato dei racconti avvincenti” scrive l’autore nel volume che uscira’ il 22 novembre. E non manca un pensiero alle esplorazioni al femminile. “Le donne vi trovavano spazio come regine promotrici di viaggi (dall’egizia Hatshepsut a Isabella di Castiglia), come muse ispiratrici da lasciare nel confort di casa, o nei classici ruoli di mogli, di prostitute e di amanti” ma gli ultimi capitoli del libro ci insegnano che questo mondo è cambiato, “e che l’avventura in rosa ha raggiunto la piena indipendenza. Buon viaggio ragazze, insegnate a noi stupidi maschi la strada!”. Stefano Ardito, e’ una delle firme più note e prestigiose del giornalismo di montagna e viaggio. I suoi reportage compaiono sulle maggiori testate italiane. “Ho sempre avuto – spiega – una grande passione per il viaggio. Tra i luoghi dove sono andato per lavoro spiccano l’Himalaya e il Karakorum (una ventina di trekking e di reportage tra Nepal, India, Pakistan e Tibet), il Sahara, l’Ovest degli USA, il Borneo e la Patagonia. Altra grande passione professionale, raccontare dal vivo, intervistandoli, protagonisti dell’alpinismo e non solo. Vengono da chiacchierate di questo tipo i capitoli su Reinhold Messner, Fosco Maraini, Edmund Hillary e altri personaggi del libro”.

– CAGLIARI

– Un passo a due tra una teiera e una tazza da the, giocattoli che si animano, topi, principi, sogni, incubi, paure e un lieto fine da favola. Un intreccio di note e danza, impreziosito dai fantastici, variopinti e evocativi costumi e dalle immaginifiche scenografie, trasporta lo spettatore nell’incanto de Lo Schiaccianoci. Lunghi applausi a scena aperta ieri sera a Cagliari per il balletto reso immortale dalla musica di Caikovsky così ricca di suggestioni.
Tra i balletti classici più amati e rappresentati, Lo Schiaccianoci è tornato ad affascinare il pubblico del Lirico di Cagliari nella moderna rilettura del coreografo e regista Amedeo Amodio. Una versione che apre le porte all’inconscio attraverso un suggestivo gioco teatrale di ombre. In una atmosfera natalizia resa ancora più gioiosa e magica dalla maestria di Emanuele Luzzati prende forma la fiaba sulle punte ispirata al racconto di E.T. A.Hoffmann.
Lo Schiaccianoci firmato da Amodio e Luzzati conduce verso un mondo onirico e fiabesco sospeso tra realtà e sogno non solo la protagonista ma anche il numeroso pubblico. Sogni, desideri, incubi e paure di Clara, che la notte di Natale riceve in dono uno schiaccianoci divenuto poi principe, in guerra contro il re dei topi, hanno preso corpo sul palco del Teatro Lirico di Cagliari in un crescendo di meraviglia.
Il pubblico si è lasciato ammaliare dal susseguirsi di coreografie tra danza spagnola, araba, russa, la magia del Valzer dei fiori, il pas de deux di Clara e Schiaccianoci, momento di grande danza e virtuosismo classico con due applauditissime stelle internazionali, Liudmila Konovalova e Alexey Popov. Nel ruolo dei protagonisti si alternano due amati interpreti come Anbeta Toromani e Alessandro Macario.
Applausi per i solisti e il corpo di ballo della Daniele Cipriani Entertainment e per Alessandro Ferrari che ha diretto Orchestra del Lirico e Coro di voci bianche del Conservatorio.

– Dopo il debutto dei singoli Emerald Rushße del nuovissimoßSingularity, Jon Hopkins arriva a Roma, il 23/11 allo Spazio Novecento, per presentare il suo nuovo album, intitolato, come il brano,ßSingularity e uscito per Domino/SpinGo a maggio 2018.
Un disco che il musicista e compositore britannico, già collaboratore dei Coldaplay ed Eric Clapton, ha immaginato circolare: si chiude tornando al punto di partenza dopo aver disegnato unßuniverso che nasce, si espande e ruota attorno a un affilato centro gravitazionale. Modellato sulle sue esperienze meditative e sull’immersione in stati di trance, l’album viaggia senza interruzioni dalla techno più robusta alla musica corale e trascendentale, da intensi assoli di piano ad ambient rarefatta e psichedelica. Un’esplorazione delle connessioni tra mente, suoni e mondo naturale,ßpensata per essere ascoltata in una sola seduta.ß Opening act della serata con Indian Wells e aftershow con S/A Soundsystem

Tale e Quale show, il varietà di Rai1 condotto da Carlo Conti, ha vinto di nuovo il venerdì sera tv: ieri ha avuto il 21.6 di share pari a 4 milioni 397 mila spettatori. Al secondo posto Scherzi a parte su Canale 5 con il 16.06% e 3 milioni 61 mila spettatori.La decima e penultima puntata del programma cult di Raiuno ha visto la vittoria di Alessandra Drusian: la voce dei jalisse ha avuto la meglio sugli altri 11 protagonisti con una splendida interpretazione di Antonella Ruggiero, cantando “Ti sento” all’epoca della sua presenza nei Matia Bazar. Secondo posto per Giovanni Vernia che ha cantato e ballato “Cubane Pete” di Jim Carrey “The Mask”. Terzo Antonio Mezzancella che si è perfettamente immedesimato in Mika con “Grace Kelly”.
Venerdì prossimo (23 novembre) andrà in onda la finalissima, in palio il titolo di “Campione di Tale e Quale Show 2018”.

– MACERATA

– La mostra di Lorenzo Lotto porta le Marche anche a Milano. In questi giorni, tra le numerose vie del capoluogo lombardo, sta girando un tram di servizio che promuove l’esposizione “Lorenzo Lotto. Il richiamo delle Marche” allestita a Palazzo Buonaccorsi a Macerata fino al 10 febbraio. La personalizzazione del tram prevede anche immagini di forte suggestione e bellezza. La mostra promuove non solo l’itinerario lottesco insieme agli altri otto Comuni in cui si trovano i capolavori del pittore veneto, ma l’intera regione dai tanti borghi sul mare e dell’entroterra, con una proposta di visita fuori dalla stagione estiva, alla scoperta dei paesaggi che sono gli stessi dell’epoca di Lorenzo Lotto. E’ promossa dalla Regione Marche con il Comune di Macerata ed è curata da Enrico Maria Dal Pozzolo. Il percorso espositivo maceratese rappresenta l’occasione per ammirare oltre 20 dipinti autografi di Lotto e cinque disegni di sua mano, e alcuni inediti materiali documentari sull’attività dell’artista. Raccoglie le opere che Lorenzo Lotto ha creato per il territorio e disperse nel mondo o quelle che, per storia e realizzazione, hanno avuto forti legami con le Marche.

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– PESARO

– Dalla Gazza Ladra al Guglielmo Tell: l’ascesa della nuova torre panoramica a Pesaro avviene in un crescendo di arie rossiniane. Nell’anello della grande torre installata, il sottofondo musicale prescelto dal Rof è il marchio di fabbrica della ‘città della musica’, e domina il colore blu, omaggio all’Europa. In attesa di debuttare al pubblico l’attrazione mobile più alta d’Europa, è stata provata dal sindaco Matteo Ricci che, nonostante qualche problema di vertigini, con i cronisti ha inaugurato la cabina circolare da 58 posti: arriva a 75 metri d’altezza con una leggera rotazione antioraria per una salita panoramica. “Un motivo in più per amare la città – commenta il sindaco – è una torre unica in Italia, era destinata a Londra ma Massimo De Carlo, l’amministratore di The Wheel, ha optato per Pesaro, grazie al fermento e alla strategia sull’attrattività. Una città più viva è più bella e sicura: la sfida è nota”. L’inaugurazione arriva non a caso nella settimana clou delle celebrazioni rossiniane”.
– BOLOGNA

– Sono 140 le realtà che hanno aderito a Bologna al Patto per la Lettura, il percorso lanciato dal Comune insieme all’istituzione Biblioteche per portare la città a dotarsi di un piano per promuovere la lettura e la conoscenza. Si tratta di associazioni, centri sociali, realtà accademiche (a partire dall’università) e culturali, Fondazioni come quella di Marino Golinelli e Duemila, teatri, naturalmente librerie e biblioteche, progetti sul territorio e anche singoli cittadini. Per il sindaco Virginio Merola, il Patto sarà anche un’occasione per combattere il mal di lettura che affligge in particolare la società italiana: “La stragrande maggioranza non legge e dobbiamo renderci conto del fenomeno dell’analfabetismo di ritorno, per cui molte persone non riescono nemmeno a comprendere un libretto di istruzioni”.

– VINCI (FI)

– I nasi adunchi, i menti prominenti, la pelle cadente, le bocche sdentate, le rughe della vecchiaia, a restituire la deformità e il grottesco di quell’infinitamente brutto che tanto affascinava Leonardo da Vinci: è la mostra di incisioni “Leonardo disegnato da Hollar”, primo degli eventi che la Fondazione Rossana e Carlo Pedretti ha in programma per le celebrazioni dei 500 anni dalla morte del grande genio toscano. Nata dall’intuizione di Carlo Pedretti, massimo studioso di Leonardo scomparso nel gennaio scorso che acquistò negli anni ’50 i lavori di Wenceslaus Hollar (1607-1667) come rare testimonianze dell’interesse nel ‘600 per i disegni leonardiani di caricature, la mostra sarà allestita dal 16 dicembre al 5 maggio a Villa Baronti-Pezzantini, la nuova sede della Fondazione nel cuore di Vinci. Saranno 31 le incisioni dell’artista boemo presentate al pubblico: si tratta di opere mai esposte in Italia, nelle quali Hollar estrapola dai disegni di Leonardo profili di uomini e teste bizzarre

– Nel 1975 Pietro Gamba, un giovane di 23 anni di Stezzano, nel Bergamasco, lasciò il lavoro di perito meccanico e impegnò la propria vita al servizio dei campesinos, i contadini, boliviani. Accortosi della loro drammatica condizione si laureò in medicina, all’Università di Padova, ed aprì un ospedale ad Anzaldo, un piccolo centro a 3000 metri sopra il livello del mare nel Dipartimento di Cochabamba.
E a 66 anni è ancora lì a curare chi ha bisogno. Di questa storia incredibile rende testimonianza ‘El Gringo Loco’ (lo straniero matto) scritto dal giornalista Antonio Voceri.
Nel volume – collana Le Vele, Edizioni San Paolo (223 pp, 18 euro) – viene ripercorsa una vicenda umana che apre uno squarcio su una condizione di povertà totale, di società che non pratica logica e riti del capitalismo. E tuttavia a una condizione materialmente negletta corrisponde una ricchezza interiore e di relazione che forse è stata la molla che ha spinto il ‘dotor Pedro’ a lasciare un segno nella sua e altrui esistenza.
Oltretutto da obiettore di coscienza e poi missionario laico Gamba si è realizzato anche sentimentalmente: si è sposato con una biologa boliviana dalla quale ha avuto quattro figlie. Fu una epidemia di morbillo che provocò la morte di molti bambini che gli causò quella ferita dell’anima che poté rimarginarsi solo con una militanza sul campo. Un libro che disvela quindi, dal punto di vista del credente, la vera ricchezza: la comunione e la solidarietà.

– NAPOLI

– Scatti che ri-scattano. Le più belle foto di 15 studenti dell’Istituto Francesco Morano di Caivano (Napoli) in esposizione al Photolux di Lucca, da oggi è fino al 9 dicembre prossimo, prima di proseguire il loro viaggio al Pan di Napoli, dove sarà possibile ammirarle dal 22 dicembre al 7 gennaio 2019. Frutto di un percorso formativo nell’ambito dell’iniziativa di responsabilità sociale “Scatta la notizia”, organizzata dall’associazione non profit Neapolis Art e Photolux con il sostegno di Canon Italia, le foto sono un reportage di frontiera e raccontano la storia di un riscatto possibile, quello di giovani studenti a cui viene data l’opportunità di apprendere un’arte, la fotografia, e le tecniche base di una eventuale professione, ma anche di imparare a osservare la realtà da prospettive differenti.
Il progetto “Ri -scatta l’obiettivo”, già sperimentato in un’ altra scuola di Napoli est, come “Scatta la notizia”, è stato avviato nella scorsa estate.

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‘Lazzaro felice’, il film scritto e diretto da Alice Rohrwacher, è entrato nella cinquina del ‘Miglior film internazionale’ agli Independent Spirit Awards, il più importante riconoscimento dedicato al cinema indipendente negli Stati Uniti. Gli altri candidati sono: Un affare di famiglia (Giappone), Burning (Corea del Sud), La Favorita (Gran Bretagna) e Roma (Messico).
Per l’Italia si tratta della quarta nomination come “miglior film internazionale” (categoria nella quale possono concorrere anche film in lingua inglese) nella storia del premio, dopo quelle di Gianni Amelio (Lamerica), Matteo Garrone (Gomorra) e Paolo Sorrentino (La grande bellezza). Dopo la vittoria a Cannes del Premio per la Migliore sceneggiatura, ‘Lazzaro felice’ – produzione tempesta/ Carlo Cresto-Dina con Rai Cinema in coproduzione con Amka Films Productions, Ad Vitam Production, KNM, Pola Pandora – ha continuato il suo percorso internazionale partecipando ad oltre 20 festival in tutto il mondo.
Fatima di Marco Pontecorvo sarà pronto entro il 2019. Le riprese in Portogallo sono appena terminate, ad annunciarlo, lo stesso regista figlio del grande Gillo.
“Il film non è religioso nel senso stretto, e ci tengo a dirlo ma è una narrazione a tutto tondo che pone delle domande, si interroga sulla spiritualità non solo dei tre pastorelli, ma di migliaia di persone. Io personalmente non sono in grado di dare delle risposte certe in un senso o nell’altro, io stesso mi faccio tante domande. Ho studiato centinaia di materiali, e non è un caso se sia andato sul posto a girare gran parte delle riprese. Sono appena rientrato dal Portogallo: realizzare questo progetto è stato difficile, intenso ma totalizzante”.
Marco Pontecorvo parla, a margine della presentazione della fiction – girata un anno fa – Nero a metà con Claudio Amendola (in onda su Rai1 del 19 novembre), della sua pellicola che ha avuto una gestazione complessa (circa 16 milioni i finanziamenti una cooproduzione internazionale in gran parte statunitense).
L’apparizione di Fatima sarà narrata ad altezza bambini in particolare si prenderà il punto di vista di Lucia che poi si è fatta suora di clausura e il film partirà dall’anno in cui a Papa Giovanni Paolo II rivelò il terzo segreto e mostrerà proprio l’incontro tra i due. Lucia adulta sarà interpretata da Sonia Braga. La storia delle rivelazioni alla luce di quello che è accaduto: la seconda guerra mondiale, la Russia, l’attentato al Papa “anche se sul terzo segreto ci sono ancora diverse interpretazioni”. Nel cast ci sarà anche Harvey Keitel in un ruolo che Pontecorvo non rivela. Il cast è tutto internazionale, si tratta di una maxi produzione della Arclight Films con James Volk di Origin Entertainment, Frida Torresblanco di Braven Films, Dick Lyles di Origin Entertainment, Rose Ganguzza di Rose Pictures e Natasha Howes produttori. Nel cast anche Goran Visnjic. “I bambini che interpretano i tre pastorelli sono invece spagnoli perchè in Portogallo possono lavorare solo tre ore i minore invece in Spagna come da noi in Italia fino a 6/7”.
La storia di Fatima è quella dei fratellini Giacinta e Francisco Marto che, insieme alla loro cugina, Lúcia de Jesus dos Santos, raccontarono ai genitori di aver assistito all’apparizione della Vergine per sei volte tra il 13 maggio eventi soprannaturali culminati il 13 ottobre 1917 nel “miracolo del sole”. Dopo che la Chiesa ha convalidato le visioni come miracoli Fatima è diventato la più grande meta di pellegrinaggio del Portogallo con più di cinque milioni di visitatori l’anno.
Due dei fratelli sono morti durante la pandemia di influenza spagnola nel 1917/1918, per poi diventare santi. Oltre 600 mila persone hanno assistito alla canonizzazione di Francisco e Giacinta avvenuta a Fatima dove si è recato Bergoglio nel maggio 2017, i due pastorelli che il 13 maggio di cento anni fa ebbero le apparizioni della Vergine. E’ morta invece a 97 anni nel 2005 suor Lucia de Jesus nel convento del Carmelo di Santa Teresa a Coimbra.

Chi avrebbe mai sospettato che quel pupazzo sgambettante e buffo, che aveva esordito animato in bianco e nero in Steamboat Willie, il 18 novembre 1928 al Colony Theatre di New York, 90 anni dopo fosse un influencer? Per usare un linguaggio contemporaneo, Topolino, star riconosciuta della cultura popolare, simbolo di buon umore, generosità, simpatia, fa molto tendenza. E’ un’icona globale e ispira la società da anni: al nome di Mickey Mouse è associato il ‘lato positivo’ della vita, non solo divertimento ma anche attivismo costruttivo e amicizia.
E’ nel dna pop occidentale dai tempi in cui era il protagonista dello spettacolo (dal capolavoro Fantasia del ’40 ad un classico della tv come Il club di Topolino) e del fumetto.
Ora il topo, dopo innumerevoli strisce di fumetti (la prima pubblicazione fu il 13 gennaio 1930), 121 produzioni d’animazione, è musa di artisti e designer di moda. Le celebrazioni per i 90 anni di Topolino sono numerose, come la mostra a New York ‘Mickey: The True Original Exhibition’

– BARI

– Si è concluso con una pizzica davanti alla Casa Bianca il tour a Washington dell’Orchestra Popolare La Notte della Taranta. Ospiti dell’Ambasciata italiana i musicisti e i danzatori salentini hanno rappresentato la Puglia nella terza Settimana del Cibo italiano nel mondo. La Regione Puglia, informa una nota, ha puntato sul binomio musica-cibo per presentare le eccellenze enogastronomiche e i percorsi turistici di gusto. L’Orchestra popolare è in partenza per Tirana, in Albania, dove lunedì 19 novembre parteciperà alla missione istituzionale per Apulian Life Style con il governatore pugliese Michele Emiliano.
Per la prima volta nella storia degli Oscar una donna nera conquista il premio alla carriera. Il 18 novembre a Los Angeles Cicely Tyson, l’attrice 93enne di “Pomodori Verdi Fritti”, sara’ insignita del prestigioso riconoscimento consegnato mesi prima delle nomination.
Istituito nel 1948, il premio e’ assegnato a giganti dell’industria del cinema: lo hanno vinto, solo per citare alcuni italiani, Sophia Loren, Fellini, Antonioni, Morricone e il costumista Piero Tosi. Nel 2015 i Governatori dell’Academy hanno premiato il regista nero Spike Lee. Mai pero’ una donna afro-americana, ed era una mancanza imperdonabile per una industria sotto accusa negli ultimi anni per la sua scarsa diversita’. Cicely, candidata agli Oscar 45 anni fa per “Saunder”, ricevera’ il riconoscimento assieme al publicist Marvin Levy e al compositore Lalo Schifrin. Figlia di una cameriera e di un muratore emigrati dai Caraibi, scoperta ad Harlem da un fotografo della rivista “Ebony”, Cecily Tyson ha cominciato a recitare 67 anni fa

Flop a New York per Alberto Burri: il “Grande legno e rosso” offerto da Phillips con una stima della vigilia tra 10 e 15 milioni di dollari, non ha trovato un compratore. Con il dipinto della serie Combustioni e Legni del maestro di Città di Castello la casa d’aste aveva corteggiato il record, ma e’ andata male: dei lotti offerti nella vendita “Capolavori del Novecento” altre nove opere oltre al Burri sono rimasti invenduti e tre ritirati. Hanno deluso anche un “Gray Painting” del solitamente affidabile Christopher Wool (stima 4-6 milioni) e un Jackson Pollack appartenuto a Nelson Rockefeller con incassi sperati di 18 milioni che era stato scelto per la copertina del catalogo. E poi un Donald Judd, un Dan Flavin, perfino un David Hockney diventato due giorni fa da Christie’s l’artista vivente piu’ caro al mondo: tutti senza acquirente.
Phillips aveva sperato di costruire sul successo di una vendita di arte contemporanea a Londra lo scorso marzo che aveva portato a 135 milioni di incassi. New York si e’ fermata invece a 88,5 milioni, sotto le speranze della vigilia di oltre cento milioni. Premio di consolazione e’ stato il Joan Miro’ che ha aperto la serata: “Femme dans la nuit” del 1945, stimata 12-16 milioni, e’ svettata a 22,6. Il Ceo Ed Dolman ha attribuito la mancata performance alla saturazione del mercato: “Abbiamo visto miliardi di vendite solo questa settimana a New York. I compratori avevano una grande scelta”. Esposto solo una volta tre anni fa nella retrospettiva del Guggenheim, “Grande Legno e Rosso” e’ rimasto cosi’ nelle mani della stessa famiglia che l’aveva comprato agli inizi degli anni Sessanta dalla Galleria La Tartaruga di Roma dove Burri lo aveva presentato al pubblico nel 1957 con opere di Afro, Capogrossi e Matta. Oltre due metri di larghezza, l’opera evoca l’atmosfera dell’Europa devastata subito dopo il secondo conflitto mondiale.
Burri, che si stava affermando tra Roma e New York, rappresentava una sfida sia all’esistenzialismo che all’espressionismo astratto, le due correnti artistiche in voga allora. In “Grande legno e rosso” fu forse la prima volta in cui l’artista, morto nel 1995 a Nizza, uso’ l’elemento incontrollabile del fuoco, anni prima della famosa serie dei “fire paintings” di Yves Klein, mentre l’uso del materiale anticipa di anni quello che avrebbero fatto gli artisti di Arte Povera.

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SAN PIETROBURGO

– Quattro anni fa, mentre Orban istituiva la censura e chiedeva modifiche della Costituzione, il più grande regista ungherese, Zsambeki Gabor, allestì nel suo storico teatro Katona ”Il nemico del popolo” di Ibsen, cui fu impedito di girare e andare a Festival. Oggi Jan Klata porta a San Pietroburgo, dove si sta svolgendo il Premio Europa per il Teatro di cui lui è uno dei vincitori per le Nuove Realtà Teatrali, uno suo allestimento dello stesso testo nato in una Polonia che sta vivendo un processo di assolutismo reazionario. Non è un caso, ovviamente, e se i personaggi di Gabor alla fine si trovavano emblematicamente invischiati in una marea di fango che invadeva la scena, quelli di Klata, i famigliari del dottore, fatti oggetto di violenze, vengono spazzati via da un gran telo di plastica nero che ricopre tutto come si trattasse di rifiuti.
La storia di Ibsen è quella del dottor Tomas Stockmann, che scopre che le acque delle terme curative di cui è responsabile sono gravemente inquinate.
Alessandro Gassmann è cittadino onorario di Napoli: lo ha deciso la Giunta su proposta del Sindaco Luigi de Magistris, approvando la delibera con la quale a Gassmann ” attore, regista, conduttore, doppiatore, viene conferita la Cittadinanza Onoraria, quale pubblico attestato dei sentimenti di amicizia, stima, ammirazione ed affetto della Città di Napoli.” La cerimonia ufficiale di conferimento avrà luogo lunedì 17 dicembre . “Che dire, non soltanto un grande onore per me, ma una condivisione profonda di umanità. Io sarò cittadino onorario di Napoli e Napoli è città onoraria nel mio cuore”, ha commentato l’attore.
Nell’atto deliberativo vengono ripercorse le fasi più importanti della sua straordinaria carriera, ricordando che ” è sempre più impegnato in ruoli che coinvolgono la nostra Città.
Tra questi, “i bastardi di Pizzofalcone”, arrivato alla seconda serie, tratto dai romanzi del grande autore napoletano, Maurizio De Giovanni. Non solo, ma anche la regia teatrale del famoso cult-movie di Elia Kazan “fronte del porto”, rappresentato al “Bellini” o altri progetti, tra i quali una messa in scena de “il silenzio grande”, sempre di De Giovanni, in programma al prossimo Teatro Festival.”.
A maggio Jafar Panahi a Cannes non c’era per il suo ‘Tre volti’, premiato per la migliore sceneggiatura e in sala dal 29 novembre con Cinema di Valerio De Paolis, e non ci sarà neppure lunedì 19 novembre per la serata di solidarietà a lui dedicata al Cinema Giulio Cesare di Roma dal titolo: ‘Il regista che avrebbe voluto esserci’. Ma l’autore iraniano sarà però virtualmente presente grazie a una sagoma a grandezza naturale accanto alla quale gli ospiti si fotograferanno in segno di solidarietà e vicinanza con l’autore condannato a non poter uscire dal suo paese e a non poter fare film. Tra i primi nomi annunciati: Laura Morante, Paolo Virzì, Walter Veltroni, Cristina Comencini, Lidia Ravera, Andrea Purgatori, Francesca Marciano, Chiara Caselli, Carlotta Natoli e Antonietta De Lillo. ‘Tre volti’, il nuovo film ‘clandestino’ del regista iraniano (che verrà proiettato dopo un’introduzione di Tiziana Ciavardini), è una grande poesia dentro un auto. Arriva a tre anni di distanza da ‘Taxi Teheran’ e riporta Panahi agli spazi angusti di un’automobile, gli unici, per il regista, possibili per girare in maggior sicurezza e raccontare una storia ironica, forte e che è una denuncia, piu’ o meno soft, di quanto sia difficile fare cinema nel suo Paese.
‘Tre volti’ racconta una storia semplice. Quella che vede protagonisti una famosa attrice iraniana (Behnaz Jafari) e un’aspirante attrice molto giovane (Marziyeh Rezaei) piu’ il regista nei panni di se stesso. Ora Rezaei manda un videomessaggio alla star Jafari chiedendo di aiutare la sua carriera, bloccata da tutto e tutti, e, a fine video, si suicida (almeno e’ quello che si vede).
Mossa da sensi di colpa e dalla curiosità di sapere se quel video sia vero o falso, Jafari intraprende, insieme a Panahi che la accompagna in auto, un lungo viaggio tra i villaggi montuosi del nord-est dell’Iran. In tanti incontri con la coriacea, e come ferma nel tempo, gente del luogo, la famosa attrice di serie tv scoprirà tutta la squisita ospitalità di questi montanari come la loro radicata prevenzione verso chi vuole fare spettacolo (la parola più usata è ‘saltimbanco’).
Pieno di ironia e tradizioni, Three Faces resta un viaggio on the road nei luoghi geografici di un Iran senza tempo in cui la modernità fatica a trovare spazi, ma comunque avanza. E questo tra tori superdotati, folli tenuti in casa e uno strano codice morse, tramite clacson, per circolare sugli stretti sentieri di montagna. Momento cult del film e’ quello che vede Panahi al telefono con la mamma che, non sapendo cosa il figlio stia facendo, gli fa la domanda che le fa piu’ paura: “Non stai mica girando un film?”. E il regista, chiaramente, nega.   [print-me title=”STAMPA”]

Maurizio Barra

Sono nato a Torino, il 19 Febbraio 1968. Ho alle spalle un'educazione direi Umanistica di base, avendo frequentato il Liceo Classico Valsalice e Lingue e Lettere Moderne all'Università. Grande passione per tutto ciò che è una tastiera, dal pianoforte o simili, ai PC, di cui peraltro amo anche il touch. Inoltre, un'altra mia grande passione, è lo sport e mi ha molto coinvolto, siccome ho lavorato molto su di me negli anni, passando attraverso varie fasi, nelle quali sono ingrassato moltissimo e poi sono diventato assai magro, dunque, siccome più volte ho dovuto intervenire su di me, ho voluto approfondire questo discorso ed ho conseguito il Master CFT come Personal Fitness Trainer presso Issa Italia. La voglia e l'interesse ad approfondire tante tematiche e la curiosità olistica, alle volte giocano brutti scherzi, perchè si rischia di iniziare tutto e concretamente di non riuscire a concludere nulla. Bisogna in teoria scegliere cosa fare da grande, il fatto è che io sono già ben cresciuto ed ora mi sento assai coinvolto dall'ambito tecnologico e dunque spero, soprattutto, di essere un intermediario tra i vedenti, diciamo, o comunque tra tutti e proprio chi è non vedente come me, sia per mostrare quante cose si possono fare in autonomia, sia per avvicinare (e qui mi appello a sviluppatori, amanti di softwares etc...) la facilità e l'accesso all'uso completo della tecnologia anche da parte degli stessi non vedenti, che comunque si devono spesso scontrare con grafici, pagine poco accessibili e continui escamotage, per fare cose che, con il famoso click, in teoria si risolvono subito e questo poi non è sempre vero; in sostanza lo scopo o l'idea sono quelli di avvicinare i vedenti, sviluppatori di apps e siti, a renderle più accessibili, metendo dunque a disposizione la mia conoscenza delle Tecnologie Assistive (Assistive Tecnologies) di cui mi ritengo un buon conoscitore. Non parliamo poi delle Apps Mobili ed anche di quel mondo, davvero meraviglioso ed il cui approccio per me è stato direi facile, ma mi rendo conto che non è così per tutti. Quindi, spero, nel tempo, di mettere a disposizione la mia modestissima ed umile e piccola esperienza, mantenendo vivo ogni nuovo possibile fronte di apprendimento e confronto e conoscenza, tutti utili e sempre necessari, non si smette mai di imparare e neanche di confrontarsi. Dunque, spero di avervi con me, sempre più numerosi, lungo questo nuovo cammino! Inoltre, siccome la tecnologia non è soltanto procedure, tutorials su come usare un sistema operativo o su come riparare PC, ma offre anche molti strumenti di consultazione, visione, ascolto, cercherò di condividere con voi le mie impressioni e quindi files, contenuti multimediali o altro, non avranno soltanto attinenza tecnologica, ma qualcosa a che fare con la rete l'avranno. Anzi, sono benvenuticommenti, suggerimenti e proposte. Con il trascorrere del tempo, il sito ha preso la direzione informativa. Pur essendo da solo a gestire tutta questa mole di notizie, prometto di dare sempre il massimo per fornire tutte le notizie il più possibile aggiornate in tempo reale, relative a tantissime categorie: Mondo, Cronaca, Economia, Politica, Tecnologia, Scienza, Medicina, Spettacoli, Cinema, Musica, Cultura, Calcio e sport, Regione Piemonte, tutto, ma proprio tutto, sulla Juventus e molto, molto altro. Grazie a tutti!

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