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DALLE 16:34 DI MERCOLEDì 28 NOVEMBRE 2018

ALLE 09:23 DI GIOVEDì 29 NOVEMBRE 2018

SOMMARIO

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Bonifiche: Taranto, in 9 ammessi a bando
Fase successiva prevede dimostrazione tecnologia innovativa

Noemi: per Lucio nuovo processo,calunniaIndicò il meccanico Fausto Nicolì quale esecutore omicidio

Regeni: depistaggi e misteri, in arrivo primi indagati Nel mirino poliziotti e 007 egiziani identificati da Ros e Sco

Presentata una petizione per legge contro il revenge pornInsieme in Rete, Sentinelli e Bossy lanciano #IntimitaViolata

Anziani maltrattati, chiesto il giudizioLa difesa, chiediamo di patteggiare oppure il rito abbreviato

Manca querela, prosciolto vescovo MassaEra a processo nell’ambito del procedimento contro don ‘Euro’

Appalti sanità Napoli, 33 indagatiPer forniture elettromedicali in ospedali di Napoli e Caserta

Morto in rogo casa, folla ai funeraliSalutata con un applauso la bara bianca dell’11enne

Tenta violenza sessuale su treno, presoTunisino accusato per altri episodi sulla Milano-Genova

15enne torturato per vendettaRagazzino preso di mira perché considerato amico baby pusher

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TARANTO

– Sono 9 i soggetti con i requisiti richiesti dal bando di gara internazionale per abbattere la contaminazione del Mar Piccolo di Taranto che hanno superato la fase di prequalifica e sono ammessi a partecipare alla fase successiva che prevede la realizzazione della dimostrazione tecnologica innovativa. Lo rende noto la struttura del Commissario straordinario per le bonifiche Vera Corbelli.
La procedura internazionale per l’instaurazione di un partenariato per l’innovazione finalizzato all’affidamento della progettazione definitiva ed esecutiva, e alla realizzazione degli interventi di risanamento ambientale nelle aree prioritarie del Mar Piccolo di Taranto (seno I) mediante dimostrazione tecnologica, è stata avviata lo scorso mese di giugno. Il valore totale stimato dell’intervento è di euro 32.276.250 euro.
– LECCE, 28 NOV – Lucio Marzo, il 18enne di Montesardo salentino condannato a 18 anni e 8 mesi di carcere per l’omicidio di Noemi Durini, la sua fidanzata sedicenne, dovrà affrontare un nuovo processo per rispondere questa volta dell’accusa di calunnia aggravata nei confronti del meccanico di Patù Fausto Nicolì. Noemi venne uccisa il 3 settembre dello scorso anno e il suo corpo fu rinvenuto dieci giorni dopo la sua uccisione, sotto un cumulo di pietre, in una campagna di Castrignano del Capo. Oggi il gip della Procura ordinaria Carlo Cazzella, nell’udienza preliminare, ha accolto la richiesta di rito abbreviato avanzata dal legale difensore del giovane, avv.Luigi Rella. La discussione in aula si aprirà il prossimo 1 febbraio. Lucio, oggi presente in aula, in alcune lettere scritte nel carcere di Quartuccio dove è detenuto, indicò Nicolì come il vero esecutore materiale del delitto, ritrattando quanto invece aveva confessato ai CC il 13/9/2017, quando confessò di aver ucciso Noemi, indicando il luogo dove aveva occultato il cadavere.
Sono i sospettati del sequestro e dell’omicidio di Giulio Regeni. Sono gli uomini che hanno messo in atto il depistaggio per complicare la ricerca della verità su quanto avvenuto tra il 25 gennaio e il 4 febbraio del 2016 al Cairo. Ne sono convinti gli inquirenti della Procura di Roma che è pronta a dare una svolta decisiva all’indagine sul ricercatore italiano procedendo con le prime iscrizioni nel registro degli indagati.Un atto che verrà formalizzato nei prossimi giorni e che riguarderà poliziotti e appartenenti al servizio segreto civile egiziano, che erano stati nei mesi scorsi identificati dagli uomini del Ros e Sco.Il lavoro degli investigatori italiani era finito in una informativa poi consegnata alle autorità egiziane nell’incontro svolto nel dicembre dello scorso anno. La volontà di imprimere un colpo di accelerazione al fascicolo aperto quasi tre anni fa a piazzale Clodio è stata comunicata al Cairo dalla delegazione di inquirenti, guidata dal sostituto procuratore Sergio Colaiocco, nel corso del decimo vertice con gli omologhi nordafricani. Un atto che rappresenta un passaggio formale e necessario in base al nostro tipo di ordinamento, a differenza di quello in vigore in Egitto.Uno scatto in avanti che però, spiega chi indaga, non avrà ripercussioni sull’attività congiunta svolta in questi anni tra le due autorità giudiziarie e che durerà anche nei prossimi mesi. Nel corso dell’incontro bilaterale è stato riaffermata la determinazione ad individuare i colpevoli del sequestro, tortura e omicidio del 28enne. La delegazione italiana ha depositato gli esiti degli approfondimenti investigativi svolti sulle attività condotte da Regeni nell’ambito del dottorato di ricerca. Dal canto loro la squadra investigativa egiziana ha presentato gli esiti degli accertamenti tecnici condotti sulle registrazioni video delle telecamere del circuito di videosorveglianza della metropolitana del Cairo del 25 gennaio 2016, e in particolare ha riferito in ordine alle ragioni delle mancate registrazioni rilevate quella sera.In particolare, su questo punto, gli inquirenti egiziani hanno sostenuto che secondo i loro tecnici i buchi riscontrati nel ‘girato’ sono dovuti ad una sovrascrittura. Resta il fatto che dall’analisi dei video non è stato possibile individuare alcuna immagine di Regeni. I filmati analizzati rappresentano il 5% del totale ripreso il 25 gennaio 2016 dalle telecamere posizionate all’interno della metropolitana del Cairo (il restante 95% non è risultato utilizzabile). Il lavoro ha riguardato i video di tutta la linea 2 della metro e non soltanto quelli presenti nelle stazioni El Bohoth e Dokki nell’orario compreso tra le 19 e le 21.

Una legge contro il revenge porn, la pubblicazione di foto o video intimi senza il consenso della persona interessata. A chiedere il provvedimento legislativo ‘Insieme in Rete’ con ‘Sentinelli’ e ‘Bossy’, che hanno lanciato una petizione su change.org e l’hashtag #IntimitaViolata.’Il revenge porn – spiegano le associazioni – è una pratica sempre più diffusa su internet, che consiste nella diffusione o nella minaccia di diffusione, anche a scopo di estorsione, di immagini private senza il permesso della persona ritratta, spesso in risposta alla chiusura di una relazione. Un fenomeno umiliante e lesivo della dignità, che può condizionare la vita delle vittime anche nella ricerca di un impiego e nei rapporti sociali, ma non solo’. ‘Il revenge porn – argomentano le associazioni – è riconosciuto come reato in Germania, Israele e Regno Unito, e in 34 Stati degli Usa. In Italia, invece, non esiste alcuna legge specifica. Le vittime possono solo far riferimento alla normativa sui reati di diffamazione, estorsione, violazione della privacy e trattamento scorretto dei dati personali, che non recepisce, però, la gravità del fenomeno. Per questo chiediamo anche l’introduzione di una legge ad hoc anche in Italia. Occorrono azioni di prevenzione della violenza di genere e di educazione civica digitale rivolte alla popolazione generale. Bisogna responsabilizzare i gestori delle piattaforme e delle applicazioni attraverso le quali si effettua il revenge porn. Si devono punire gli autori di reato, occorre dotarsi degli strumenti per fermarli. Occorre infine tutelare e sostenere adeguatamente le vittime’. Ecco il link alla petizione
https://www.change.org/p/intimitaviolata-chiediamo-una-legge-contro-il-revenge-porn-roberto-fico-pres-casellati-montecitorio-senatostampa

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BOLOGNA

– La Procura di Bologna ha chiesto il giudizio immediato per Vanes Dani, ex infermiere 66enne titolare della casa famiglia ‘Il Fiore’ di San Lazzaro di Savena (Bologna), arrestato il 31 maggio dai carabinieri per i presunti maltrattamenti agli anziani ospiti della struttura. La posizione di Dani, tutt’ora in carcere e indagato con altri sette, è stata stralciata per i reati per cui scattò l’ordinanza di custodia cautelare: maltrattamenti, lesioni e sequestro di persona. Per il resto e per gli altri l’inchiesta è ormai chiusa e presumibilmente il pm Augusto Borghini procederà per via ordinaria. Tra le contestazioni c’erano strattoni e schiaffi, pazienti legati al letto e una somministrazione di farmaci e sedativi per tenerli buoni e mansueti.
“Avanzerò una richiesta di patteggiamento al pm per una pena che ritengo congrua e non eccessiva in relazione ai reati. Se non ci sarà consenso, in subordine chiedo l’abbreviato senza condizioni”, ha detto il difensore di Dani, il penalista Savino Lupo.
– MASSA (MASSA CARRARA)

– Non luogo a procedere per mancanza di querela per il vescovo di Massa Carrara e Pontremoli, mons. Giovanni Santucci, che esce così dal processo a Massa (Massa Carrara) nato nell’ambito del procedimento contro l’ex parroco Gianluca Morini, soprannominato don Euro dai fedeli perché avrebbe utilizzato elemosine e donazioni a scopi personali, da incontri con escort a viaggi, alberghi e cene di lusso. Mons. Santucci era accusato di tentata truffa e appropriazione indebita, reati per i quali la nuova normativa richiede la querela di parte, assente nel caso del vescovo a cui la procura contestava un prelievo di 1.000 euro dal fondo della Fondazione Pie Legati per Morini “senza alcuna spiegazione” e l’aver fatto pressione su un’assicurazione per aumentare il punteggio di invalidità sempre in favore di don Euro.
– NAPOLI

– La Guardia di Finanza di Napoli ha notificato tra ieri e oggi 33 avvisi di conclusione indagini a 29 persone e 4 società coinvolte nell’indagine della Procura della Repubblica di Napoli che sta facendo luce su un presunto sistema di corruzione nella sanità napoletana e non solo che ruota intorno a quattro aziende riconducibili ad alcuni componenti della famiglia dell’Accio. Coinvolta anche una dirigente dell’Asl Napoli 1 Centro. Nei giorni scorsi, i finanzieri hanno notificato sei misure cautelari agli arresti domiciliari nei confronti di quattro componenti la famiglia Dell’Accio, la dirigente dell’Asl Napoli 1 Centro Loredana Di Vico e un collaboratore dei Dell’Accio. Sono 22 le procedure di affidamento di forniture che vengono contestate a vario titolo nell’avviso di conclusione indagini a firma del sostituto procuratore Valter Brunetti.

– CASALMAGGIORE (CREMONA)

– Si sono svolti oggi pomeriggio, nel Duomo di Casalmaggiore, i funerali di Marco Zani, l’11enne morto nel rogo della casa di Sabbioneta appiccato dal padre Gianfranco per vendetta contro la moglie che lo stava lasciando. Una folla commossa, tra cui i compagni di classe della 1° B della scuola media Dotti, ha dato l’ultimo saluto al piccolo.
In chiesa i gonfaloni listati a lutto dei due Comuni, Casalmaggiore e Sabbioneta, accompagnati dal vicesindaco Giovanni Leoni e dal sindaco Aldo Vincenzi. Il parroco don Claudio Rubagotti, all’omelia, ha letto una lettera scritta dai compagni di scuola a Marco. All’uscita dal Duomo la bara bianca è stata salutata da un applauso, mentre la madre Silvia, provata dal dolore, è uscita da una porta laterale per evitare la folla.
Il feretro di Marco è stato tumulato nel cimitero di Casalmaggiore.
– MILANO

– Un pluripregiudicato tunisino di 32 anni è stato arrestato dalla polizia per tentata violenza sessuale aggravata nei confronti di una ragazza a bordo di un treno sulla tratta Milano-Genova. Gli investigatori della Polfer di Genova e della Squadra mobile di Milano lo hanno individuato ieri sera nella stazione Centrale del capoluogo lombardo, uno dei luoghi che frequentava più spesso assieme alla zona di Lorenteggio. Nei giorni scorsi il pregiudicato ha prima minacciato la ragazza e poi ha tentato di violentarla ma è stato interrotto dall’intervento di alcuni passeggeri che lo hanno costretto a fuggire. Fondamentale è stata la descrizione fornita dalla vittima, grazie alla quale gli agenti sono riusciti a ricostruire il suo profilo e ad attribuirgli altri due episodi simili avvenuti a Genova sulla stessa tratta ferroviaria. Non si è esclude che possa aver commesso altre violenze.
– VARESE

– Erano arrabbiati perché avevano pagato per dosi di marijuana e si sarebbero trovati per le mani cannabis legale, con cui “sballarsi” di fatto non è possibile.
Questo quanto emerso durante gli interrogatori di garanzia di tre dei quattro minori arrestati a Varese la scorsa settimana per sequestro di persona aggravata, lesioni, rapina e tortura nei confronti di 15 enne.
Secondo l’avvocato difensore di uno dei minori rinchiuso nell’istituto Beccaria di Milano, il gruppetto avrebbe preso di mira un amico del baby pusher truffatore, perché questi “li avrebbe messi in contatto facendo da intermediario”. Secondo il legale, il suo assistito “sta iniziando a capire la gravità di quello che ha fatto e giudica giusti i provvedimenti presi dall’autorità Giudiziaria”. Anche gli altri due giovani avrebbero ammesso le proprie responsabilità, secondo i loro legali. Secondo l’avvocato della vittima “il ragazzo è stato preso di mira solo perché è il migliore amico di chi ha ceduto la marijuana al gruppo”.    [print-me title=”STAMPA”]

Maurizio Barra

Sono nato a Torino, il 19 Febbraio 1968. Ho alle spalle un'educazione direi Umanistica di base, avendo frequentato il Liceo Classico Valsalice e Lingue e Lettere Moderne all'Università. Grande passione per tutto ciò che è una tastiera, dal pianoforte o simili, ai PC, di cui peraltro amo anche il touch. Inoltre, un'altra mia grande passione, è lo sport e mi ha molto coinvolto, siccome ho lavorato molto su di me negli anni, passando attraverso varie fasi, nelle quali sono ingrassato moltissimo e poi sono diventato assai magro, dunque, siccome più volte ho dovuto intervenire su di me, ho voluto approfondire questo discorso ed ho conseguito il Master CFT come Personal Fitness Trainer presso Issa Italia. La voglia e l'interesse ad approfondire tante tematiche e la curiosità olistica, alle volte giocano brutti scherzi, perchè si rischia di iniziare tutto e concretamente di non riuscire a concludere nulla. Bisogna in teoria scegliere cosa fare da grande, il fatto è che io sono già ben cresciuto ed ora mi sento assai coinvolto dall'ambito tecnologico e dunque spero, soprattutto, di essere un intermediario tra i vedenti, diciamo, o comunque tra tutti e proprio chi è non vedente come me, sia per mostrare quante cose si possono fare in autonomia, sia per avvicinare (e qui mi appello a sviluppatori, amanti di softwares etc...) la facilità e l'accesso all'uso completo della tecnologia anche da parte degli stessi non vedenti, che comunque si devono spesso scontrare con grafici, pagine poco accessibili e continui escamotage, per fare cose che, con il famoso click, in teoria si risolvono subito e questo poi non è sempre vero; in sostanza lo scopo o l'idea sono quelli di avvicinare i vedenti, sviluppatori di apps e siti, a renderle più accessibili, metendo dunque a disposizione la mia conoscenza delle Tecnologie Assistive (Assistive Tecnologies) di cui mi ritengo un buon conoscitore. Non parliamo poi delle Apps Mobili ed anche di quel mondo, davvero meraviglioso ed il cui approccio per me è stato direi facile, ma mi rendo conto che non è così per tutti. Quindi, spero, nel tempo, di mettere a disposizione la mia modestissima ed umile e piccola esperienza, mantenendo vivo ogni nuovo possibile fronte di apprendimento e confronto e conoscenza, tutti utili e sempre necessari, non si smette mai di imparare e neanche di confrontarsi. Dunque, spero di avervi con me, sempre più numerosi, lungo questo nuovo cammino! Inoltre, siccome la tecnologia non è soltanto procedure, tutorials su come usare un sistema operativo o su come riparare PC, ma offre anche molti strumenti di consultazione, visione, ascolto, cercherò di condividere con voi le mie impressioni e quindi files, contenuti multimediali o altro, non avranno soltanto attinenza tecnologica, ma qualcosa a che fare con la rete l'avranno. Anzi, sono benvenuticommenti, suggerimenti e proposte. Con il trascorrere del tempo, il sito ha preso la direzione informativa. Pur essendo da solo a gestire tutta questa mole di notizie, prometto di dare sempre il massimo per fornire tutte le notizie il più possibile aggiornate in tempo reale, relative a tantissime categorie: Mondo, Cronaca, Economia, Politica, Tecnologia, Scienza, Medicina, Spettacoli, Cinema, Musica, Cultura, Calcio e sport, Regione Piemonte, tutto, ma proprio tutto, sulla Juventus e molto, molto altro. Grazie a tutti!

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