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Incendi Australia, è ancora crisi
110 roghi attivi, inceneriti 527 mila ettari
Trump, Cina rimuoverà su auto da UsaAnnuncio presidente su Twitter, ‘attualmente sono al 40%’
Khashoggi: messaggi a amico,Riad ci spiaValutavano possibile movimento online contro il principe
Voto in Andalusia, crollano socialistiEstrema destra in Parlamento
Netanyahu a Bruxelles, incontra PompeoInsieme a Mossad per discutere ‘sviluppi regionali’
Gilet gialli minacciati di morteDopo apertura a dialogo
Khashoggi: Erdogan pensa a indagini Onu’Ma non vogliamo confondere rapporti con Riad e omicidio’
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SYDNEY
– Entra nella seconda settimana la crisi degli incendi nello Stato australiano del Queensland, con oltre 110 roghi ancora attivi e 527 mila ettari di foreste e terreni coltivati inceneriti. Forte vento e temperature fino a oltre 40 gradi mettono a dura prova gli esausti vigili del fuoco, a cui se ne sono aggiunti oltre 400 da altri Stati d’Australia. Li assistono numerosi aerei antincendio.
Secondo il Bureau of Meteorology le temperature dovrebbero calare da domani sera, con la possibilità di sospirate piogge.
“Ma oggi e domani saranno giorni pesanti per i vigili del fuoco e per tutte le persone che devono affrontare il calore”, ha detto alla radio nazionale Abc il portavoce del Bureau, Adam Blazac. Una delle minacce sono i ‘fulmini secchi’, che potranno accompagnare i temporali senza pioggia previsti in serata e che possono appiccare nuovi focolai. L’emergenza incendi ha avuto la sua prima vittima venerdì notte, con la morte di un uomo di 21 anni.
– PECHINO
– La Cina “ha concordato di ridurre e rimuovere i dazi sulle auto provenienti in Cina dagli Usa” che “attualmente sono al 40%”. Lo scrive su Twitter il presidente americano Donald Trump, fornendo un ulteriore elemento legato verosimilmente al summit di sabato tenuto a Buenos Aires, a margine del G20, con il presidente cinese Xi Jinping, che ha sancito la tregua sui dazi di 90 giorni per definire un accordo a tutto tondo sul commercio.
– WASHINGTON
– Spuntano i messaggi che Jamal Khashoggi scambiava su WhatsApp con l’amico Omar Abdulaziz, come lui dissidente saudita in esilio. Messaggi – pubblicati in esclusiva dalla Cnn – in cui il giornalista assassinato definiva il principe ereditario della monarchia di Riad, Mohamed bin Salman, ‘una bestia’, un ‘Pac-man’ che divora tutti quelli che incontra sulla sua strada, compresi i suoi sostenitori.
‘Più vittime mangia, più ne vuole mangiare’, scriveva Khashoggi che non nascondeva la preoccupazione che la repressione potesse raggiungere anche i dissidenti all’estero.
Una preoccupazione che divenne esponenziale quando lui e l’amico Omar cominciarono a sospettare di essere spiati nelle loro conversazioni. Soprattutto dopo che i due si scambiarono opinioni sulla possibilità di fondare un movimento online che denunciasse il principe chiedendogli conto delle sue azioni.
– Nel voto di ieri in Andalusia, la sinistra perde la maggioranza, mentre l’estrema destra entra per la prima volta nel Parlamento regionale: una “svolta storica”, la definiscono i media spagnoli, nella regione che da 36 anni è stata ininterrottamente governata dai socialisti.
Secondo i dati forniti a scrutinio quasi concluso, il Psoe crolla dal 35,43% del 2015 al 27,97% di oggi. I suoi 33 seggi su 109 (ne aveva 47 nella scorsa legislatura), insieme ai 17 ottenuti da Adelante Andalusia, risultano insufficienti a guadagnare la maggioranza assoluta (55).
Il partito di estrema destra Vox ottiene, invece, al suo debutto, il 10,96% dei voti, guadagnando i suoi primi 12 seggi.
Drastico calo anche per il Partito popolare che ottiene il 20,75% dei voti (26,76% nel 2015) e 26 seggi, mentre Ciudadanos balza in avanti dal 9,28 al 18,26%, passando da 9 a 21 seggi.
Le elezioni di oggi in Andalusia erano considerate anche un banco di prova per il governo socialista spagnolo di Pedro Sanchez.
– TEL AVIV
– Benyamin Netanyahu incontrerà questa sera a Bruxelles il segretario di stato Usa Mike Pompeo per “discutere sviluppi regionali”. Lo ha annunciato l’ufficio del premier spiegando che Netanyahu partirà a breve per la capitale belga. Nel suo incontro con Pompeo – concordato secondo la stessa fonte la scorsa settimana – il primo ministro israeliano è accompagnato dal Direttore del Mossad Yossi Cohen, dal Consigliere per la sicurezza nazionale Meir Ben-Shabbat e dal suo Segretario militare generale Avi Blot.
– PARIGI
– I “gilet gialli liberi”, il collettivo di dimostranti moderati fra i quali una delle promotrici del movimento, Jacline Mouraud, hanno rivelato ai media francesi di aver ricevuto decine di minacce di morte dopo la loro offerta al governo di aprire un negoziato.
Secondo la Mouraud, il cui video divenne virale sui social e fu una delle scintille della protesta, questi gilet gialli sono “una specie di ragazzini anarchici, manipolati” non vogliono trovare “alcuna soluzione” ma soltanto “fare casino”.
– ISTANBUL
– “Se necessario, siamo pronti a sollevare davanti alle Nazioni Unite” la richiesta di condurre “un’indagine internazionale” per chiarire tutte le responsabilità nell’omicidio di Jamal Khashoggi. “È su questo che stiamo insistendo”. Così il presidente turco Recep Tayyip Erdogan, parlando con i giornalisti al termine del G20 in Argentina. Tornando a lamentare la mancanza di collaborazione delle autorità giudiziarie saudite con quelle turche, Erdogan ha quindi ribadito che le domande chiave a cui ancora dare risposta riguardano i mandanti del delitto e che fine abbia fatto il corpo del reporter dopo l’uccisione nel consolato di Riad a Istanbul, definendo “inaccettabili” le spiegazioni fornite finora dal principe ereditario Mohammed bin Salman. Tuttavia, ha sottolineato, per la Turchia l’inchiesta e le relazioni diplomatiche con l’Arabia Saudita devono restare “due cose distinte”. “Non abbiamo mai visto questo incidente come una questione politica”, ma solo “come un cruento omicidio”, ha concluso Erdogan. [print-me title=”STAMPA”]
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