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Mafia:Puglia, operazione Polizia,arresti
Rifornivano di droga piazza della movida a Manfredonia
Banda di rapinatori sgominata a NapoliTre ‘colpi’ a segno, sventata rapina a rappresentante gioielli
Liguria, ‘no’ aumento accise benzinaPrevisto rinnovo di quelle in vigore per dissesto idrogeologico
Salvini, entro l’anno sarà pagata parte dei debiti della P.A. con le aziende”E sulle pensioni non ci saranno né tagli né penalizzazioni”
Intossicati da monossido, 5 in ospedaleFamiglia soccorsa nella notte nell’Aretino, non sono gravi – Disposta autopsia vittima rogo tendopoli
Salma 18enne gambiano portata in ospedale Reggio Calabria – Uccide figlio di 3 mesi, arrestata
Bimbo morto il giorno dopo il ricovero in ospedale a Catania –
Abusivismo: al via demolizioni case
In azione ruspe per radere al suolo 85 immobili a Triscina
Salumificio incendiato,indagata titolareNegli ultimi tempi situazione economica difficile
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MANFREDONIA (FOGGIA)
– Viene disarticolato nel Foggiano un gruppo criminale ritenuto dagli investigatori collegato alla consorteria mafiosa garganica del clan dei ‘Montanari’. Gli agenti delle squadre mobili di Foggia e Bari e del Servizio centrale operativo, coordinati nelle investigazioni dalla Direzione distrettuale antimafia di Bari, stanno eseguendo otto misure cautelari. L’indagine, chiamata ‘Stirpe criminale’ in ragione della caratura criminale e degli importanti legami di parentela di uno degli esponenti di vertice con l’organizzazione criminale, ha permesso di accertare il monopolio del gruppo nella gestione di droga nell’intera città di Manfredonia (Foggia) e dello smercio di consistenti quantitativi di stupefacenti destinati a rifornire le piazze della ‘movida’ della città, occupando anche punti strategici con esponenti del gruppo.
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– NAPOLI
– Una banda di rapinatori composta da sei persone, ritenuta colpevole di avere messo a segno tre colpi, è stata sgominata dai carabinieri che hanno arrestato sei persone. I militari hanno bloccato la banda prima che portasse a termine un’altra rapina in banca. Sventata anche una rapina a un rappresentante di gioielli. I militari della stazione Chiaia di Napoli hanno notificato agli indagati sei misure cautelari (5 andranno in carcere e 1 agli arresti domiciliari) gravemente indiziati, a vario titolo, di rapina aggravata, ricettazione ed evasione.
A coordinare l’attività investigativa, iniziata il 9 agosto 2017, dopo una rapina ai danni di un istituto di credito, sono stati i procuratori aggiunti di Napoli Rosa Volte e Raffaello Falcone. In quell’occasione due componenti la banda, armati di pistola e con il viso parzialmente coperto, si fecero consegnare dai dipendenti 2.500 euro, fuggendo poi in sella a uno scooter rubato.
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– GENOVA
– “L’emendamento del Governo alla Legge di Stabilità relativo alle accise non comporterà alcun aumento delle tasse in Liguria, ma semplicemente si rinnoveranno accise in vigore da anni e utilizzate a sostegno dei territori colpiti da emergenze di Protezione Civile”. Così la Regione Liguria stamani in una nota smentisce un aumento della pressione fiscale di competenza regionale sulla benzina. “Non ci sarà un centesimo in più di accise, ma solo euro destinati alla lotta al dissesto idrogeologico nella nostra Regione”, ribadisce l’ente.
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“Entro l’anno una buona parte dei debiti che gli enti locali hanno con gli imprenditori verranno pagati”. E’ quanto ha annunciato a Rtl il vicepremier e ministro dell’Interno Matteo Salvini senza aggiungere dettagli ma sottolineando che il governo sta lavorando a questo obiettivo.
“Entro quest’anno – ha aggiunto – verrà rivisto il codice degli appalti. Perché per decine di imprenditore prima della tassazione bisogna tagliare la burocrazia”. Quanto alle pensioni, “se dico quota cento, 62 anni età con 38 di contributi e senza penalizzazioni, questo è. Questo è l’impegno preso e questo porterò fino in fondo. Non ci sono penalizzazioni. E’ ovvio che se uno va in pensione l’anno prossimo a 62 anni, andando 4 anni prima rispetto a quello che la gentile Fornero prevedeva, evidentemente non porta a casa i contributi dei quattro anni che non ha versato”.
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– BUCINE (AREZZO)
– Un’intera famiglia composta da cinque persone tra cui un bimbo di cinque anni è rimasta intossicata dal monossido di carbonio. È accaduto la notte scorsa, intorno alle 4. Sul posto è arrivato il 118 che ha soccorso padre, madre e bimbo di 5 anni che sono stati accompagnati all’ospedale valdarnese della Gruccia in codice giallo e da lì trasferiti alla camera iperbarica di Careggi a Firenze. Lievemente intossicati i nonni che dormivano al piano di sotto e che hanno dato l’allarme. A provocare le esalazioni sarebbe stato un braciere acceso per scaldare la casa. Sul posto ambulanze, automedica, i vigili del fuoco e i carabinieri.-
SAN FERDINANDO (REGGIO CALABRIA)
– E’ stata trasferita nell’ospedale di Reggio Calabria, dove sarà eseguita l’autopsia, la salma di Souaro Jaiteh, il giovanissimo migrante morto carbonizzato nell’incendio della tendopoli di San Ferdinando. A disporre l’esame autoptico è stato il pm della Procura di Palmi Giuseppe Cappelleri che indaga su quanto accaduto nella notte tra sabato e domenica all’interno della baraccopoli.
A San Ferdinando oltre al fratello del giovane, Soumbu, che vive a Catania, sono giunti anche i genitori del ragazzo non ancora diciottenne che non viveva stabilmente nella tendopoli, essendo inserito nel programma Sprar di Gioiosa Ionica ma vi si recava di tanto in tanto a trovare dei parenti. Intanto è tranquilla stamane la situazione nella tendopoli dopo i momenti di tensione con alcuni cassonetti rovesciati e la protesta pacifica al Municipio di San Ferdinando. A placare gli animi anche la notizia dell’individuazione di un sito alternativo dove saranno sistemati dei container.-
CATANIA
– Una donna 26enne è stata arrestata dalla Polizia a Catania con l’accusa di avere ucciso il proprio figlio di tre mesi lanciandolo a terra. Il neonato è morto in ospedale, lo scorso 15 novembre, il giorno dopo il ricovero per le ferite riportate alla testa. La notizia si è appresa oggi, dopo che personale del commissariato Borgo Ognina ha eseguito nei confronti della donna un’ordinanza cautelare in carcere emessa dal Gip, su richiesta della Procura, per omicidio aggravato dall’avere agito contro il discendente. Il neonato è stato portato nel Pronto Soccorso dell’ospedale Cannizzaro, dove è stato intubato, e poi trasferito nella rianimazione della Neonatologia del Garibaldi-Nesima, dove è deceduto. In un primo momento la madre aveva riferito che il figlio “si era fatto male cadendole accidentalmente dalle braccia a causa di una spinta che si era data da solo”. Successivamente si accertava che la caduta non era stata accidentale bensì che era stata la madre dello stesso a scaraventarlo a terra con forza.-
CASTELVETRANO (TRAPANI)
– Al via le demolizioni delle case abusive da oggi a Triscina nel Trapanese.
Il primo colpo di ruspa è stato dato a una abitazione in via 125, la cui ordinanza di abbattimento risale al marzo 1994. Sono presenti poliziotti, carabinieri, finanzieri e vigili urbani. Ad eseguire i lavori sono le imprese Cogemat srl, di Trapani e Baronci Salvatore che si sono aggiudicate il bando di gara del Comune per radere al suolo 85 immobili acquisiti al patrimonio dell’ente locale presentando un ribasso d’asta del 34 %, per un importo di 1.135.539 euro, oltre oneri per la sicurezza pari a 138.400 euro. Per le demolizioni la commissione straordinaria alla guida del Comune dopo lo scioglimento per mafia nel giugno 2017, ha ottenuto dalla Cassa depositi e prestiti tre milioni di euro. I fabbricati abusivi, dichiarati inammissibili alla sanatoria, sono stati realizzati successivamente al 1976 e nella fascia dei 150 metri dalla battigia che è zona sottoposta a vincolo di inedificabilità assoluta.
– PAVIA
– La Procura della Repubblica di Pavia ha aperto un’indagine su Maria Grazia Gallotti, 49 anni, titolare del salumificio di Albuzzano (Pavia) distrutto da un incendio lo scorso 31 ottobre. La donna, socia di maggioranza e amministratrice dell’azienda di famiglia, è sospettata di aver appiccato le fiamme.
Maria Grazia Gallotti era stata soccorsa all’interno del salumificio, la mattina del 31 ottobre,con alcune ferite alle braccia e sintomi da intossicazione da fumo. Per alcune settimane è stata ricoverata in ospedale. Oltre a ricostruire la dinamica dell’incendio, gli inquirenti stanno cercando di capire le ragioni che avrebbero spinto la titolare a distruggere la sua azienda, lasciando senza lavoro 16 dipendenti. Negli ultimi tempi il salumificio stava attraversando una situazione delicata, sotto il profilo economico: i lavoratori, secondo quanto hanno riferito i sindacati, dovevano ancora riscuotere gli stipendi degli ultimi mesi
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