CRONACA TUTTE LE NOTIZIE
Medico aggredito davanti ospedale, grave
Colpita con cacciavite al collo, salvata da extracomunitario
Abete bianco del Trentino al QuirinaleProveniente dai boschi della val Canali danneggiati dal maltempo
Sequestra giovane in abitazione, arrestoAccade a Verona. Allarme dato da padre ragazza
Droga, 5 arresti a BolzanoTre i ricercati, 28 kg di stupefacente sequestrato
Accoltellò militari, pena ridottaHosni condannato a 5 anni e 8 mesi in appello a Milano
Uccise amico: condannato a 14,4 anniDelitto commesso a Venezia nel gennaio scorso
‘Paralizzato per errori in sala parto’A Monza 5 medici dell’ospedale di Sesto S. Giovanni a giudizio
Disperso in mare un pescatore di 71 anniRicerche Guardia Costiera al largo del sud ovest Sardegna
Giorno del Balilla è Giornata di GenovaIl 5/12 iniziò la rivolta contro gli Austriaci del 1746
Vandalizzata statua Cristo del SeicentoÈ accaduto nella Chiesa di Santa Maria degli Angeli a San Severo
Parroco smonta presepe con ponte MorandiDopo polemiche, lascia santuario Madonna con 43 luci attorno
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CROTONE
– Un medico dell’ospedale civile “San Giovanni di Dio” di Crotone è stata aggredita e ferita, mentre stava lasciando il presidio al termine del turno di lavoro, da un cittadino che l’ha colpita al collo con un cacciavite. La professionista, che presta servizio nel reparto di Medicina, è stata ricoverata nello stesso ospedale in codice rosso, ma non sarebbe in pericolo di vita.
Secondo quanto é emerso dalle prime indagini, sembra che l’aggressore accusasse la dottoressa per la morte di una congiunta.
Nel momento dell’aggressione a proteggere il medico è stato un venditore ambulante extracomunitario, il cui intervento è valso a scongiurare conseguenze più gravi.
L’aggressore è stato bloccato dalla Polizia di Stato e si trova adesso nella Questura di Crotone.
– TRENTO
– Un abete bianco della val Canali, in Trentino, zona colpita dal maltempo di fine ottobre, è destinato alla presidenza della Repubblica e la sua cima verrà collocata nel salone di rappresentanza del Quirinale come albero di Natale. Questa mattina è stato effettuato il prelievo da parte del corpo forestale del Primiero. L’albero arriverà domani a Roma.
Un’iniziativa non nuova per il Trentino, territorio ricoperto per il 63% della sua superficie da boschi, che anche in passato ha donato qualche esemplare di abete natalizio alla capitale e alla Città del Vaticano. Ma quest’anno si carica di un significato particolare: rappresenta infatti – sottolinea la Provincia di Trento – un gesto simbolico di solidarietà e vicinanza del presidente della Repubblica Sergio Mattarella verso le terre colpite dalle recenti calamità naturali, fortemente condiviso anche dal presidente della Provincia autonoma di Trento, Maurizio Fugatti, e dall’assessore all’agricoltura e foreste, Giulia Zanotelli.
– VERONA
– Gli agenti delle volanti della Questura di Verona hanno arrestato un 28enne italiano accusato di sequestro di persona e resistenza a pubblico ufficiale. La Polizia è intervenuta in seguito alla denuncia del padre di una ragazza di 20 anni che riferiva di essere stato contattato dalla figlia e di essere preoccupato per lei in quanto costretta, contro la sua volontà, a restare all’interno dell’abitazione di un ragazzo domiciliato a Verona. Temendo per l’incolumità della giovane, l’uomo ha chiesto l’intervento della Polizia. Quando gli agenti sono arrivati sul posto hanno trovato un uomo che, alterato dal probabile uso di sostanze stupefacenti, si è rifiutato di farli entrare in casa e hanno fatto irruzione nell’appartamento portando in salvo la giovane. Bloccato, il 28enne è stato arrestato dopo una violenta colluttazione. Nella direttissima in Tribunale il giudice ha convalidato l’arresto in carcere.
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BOLZANO
– La squadra mobile della questura di Bolzano ha effettuato in queste ore cinque arresti, smantellando una banda di spacciatori che operavano nel capoluogo altoatesino. L’indagine ha preso il via quest’estate dopo un accoltellamento nei pressi della stazione di Bolzano. Negli ultimi mesi erano già stati effettuati 17 arresti, ai quali oggi si sono aggiunti altri cinque, mentre tre risultano ancora ricercati. Nell’ambito dell’inchiesta sono stati sequestrati complessivamente 25 kg di hashish, 3 di marijuana e 35 grammi di cocaina.
– MILANO
– La Corte d’Appello di Milano ha ridotto da 7 anni a 5 anni e 8 mesi di carcere la condanna di Ismail Tommaso Hosni, l’italo-tunisino accusato di tentato omicidio, lesioni e resistenza per aver aggredito con due coltelli due militari e un agente della Polfer alla Stazione Centrale di Milano il 18 maggio 2017. Già in primo grado il gup Roberta Nunnari, nel processo con rito abbreviato, aveva riconosciuto al 21enne il vizio parziale di mente, accertato da una perizia (il pm aveva chiesto 10 anni). A pena espiata, aveva stabilito anche il gup, Hosni dovrà scontare anche tre anni di misura di sicurezza in una comunità. La perizia psichiatrica, disposta dal gup su richiesta del difensore Giusi Regina, aveva stabilito che la capacità di intendere e di volere del giovane era “grandemente scemata al momento del fatto”. I periti avevano segnalato un “ritardo” nello sviluppo mentale di Hosni, un disturbo della personalità, oltre al fatto che nel corso dell’aggressione era sotto l’effetto di cocaina.
– VENEZIA
– Un uomo Ciro Esposito, di 49 anni accusato di aver ucciso l’amico Ivano Gritti lo scorso 8 gennaio a Venezia, è stato condannato dal Tribunale lagunare a 15 anni e quattro mesi di reclusione con il rito abbreviato. L’omicidio si era consumato in Calle de le Chiovere, nel centro storico di Venezia. La vittima, 47 anni, si era presentata a casa di Esposito poco dopo l’una del mattino. Quest’ultimo aveva esploso attraverso la porta diversi colpi di pistola, uno dei quali aveva raggiunto Gritti all’occhio, provocandone la morte. I carabinieri, intervenuti qualche minuto più tardi, erano riusciti a disarmare Esposito. L’imputato, assistito dall’avvocato Claudio Beltrame, si è sempre difeso sostenendo di aver sparato all’amico per errore pensando che si trattasse di un ladro. La Pm Patrizia Ciccarese aveva chiesto una condanna a 15 anni e oggi il Gup Barbara Lancieri ha letto la sentenza, le cui motivazioni saranno disponibili entro 90 giorni.
– MILANO
– Da quando è nato, poco più di quattro anni fa, è su una sedia a rotelle con il capo reclino.
Non riesce a masticare ed è costretto a nutrirsi solo con pappe frullate, non parla ma emette solo suoni indecifrabili e deve essere costantemente seguito da mamma, papà o da qualche assistente sociale. Per la grave “paralisi infantile” di un bambino italiano, ma di origini egiziane, al quale sono stati riscontrati danni cerebrali permanenti sono finiti sotto processo a Monza tre medici del reparto di ginecologia e ostetricia dell’ospedale di Sesto San Giovanni, un anestesista e un pediatra accusati di lesioni gravissime. Al centro del dibattimento, che domani con la testimonianza in aula dei genitori del piccolo entrerà nel vivo, c’è la vicenda di un bimbo nato nell’agosto 2014, e delle presunte “negligenza, imprudenza e imperizia” in sala parto e il “ritardo” del suo trasferimento, avvenuto solo due giorni dopo la nascita, in un reparto di patologia neonatale affinché ricevesse le cure più adeguate.
– CAGLIARI
– È uscito in barca per una battuta di pesca e la sua imbarcazione è stata recuperata, vuota, vicino agli scogli del faro di Portoscuso, nel sud ovest della Sardegna. Dal primo pomeriggio sono in corso le ricerche di un pescatore sportivo, Giuseppe Repetto, 71 anni di Carloforte.
L’uomo, secondo quanto ricostruito dalla Guardia costiera che ha raccolto la segnalazione della moglie dell’uomo, questa mattina intorno alle 6 è uscito di casa per una battuta di pesca. Ha lasciato il porticciolo di Carloforte con il suo “gozzo” dalla vela quadrata, allontanandosi per pescare. Verso l’ora di pranzo l’imbarcazione è stata avvistata vicino agli scogli del faro in località Ghinghietta a Portoscuso. È subito scattato l’allarme: la Guardia costiera di Cagliari ha fatto uscire le motovedette di Carlorforte, Portoscuso e Sant’Antioco per le ricerche. Ampi specchi di mare sono stati perlustrati, ma del pescatore nessuna traccia. In volo anche l’elicottero della Guardia costiera.
– GENOVA
– Potrebbe svolgersi il 5 dicembre, nel giorno dell’inizio della rivolta contro gli austriaci del 1746, la “Giornata di Genova”, proposta con una mozione dal consigliere della Lega Fabio Ariotti e votata a maggioranza dal consiglio comunale. “Finalmente portiamo a casa una mozione che rimarca maggiormente la storia della nostra città e soprattutto l’evento storico, anche a livello nazionale, della rivolta di Portoria del 5 dicembre 1746”, ha detto Ariotti. L’idea è quella di istituire una celebrazione con eventi commemorativi, appuntamenti culturali e festivi dedicati al celebre “Che l’inse” (‘Che inizi’), ovvero l’esortazione con cui il giovane Giovanni Battista Perasso, conosciuto come “il Balilla”, avviò la rivolta. Un documento simile a quello approvato in consiglio comunale, è stato votato anche dal municipio Centro Est.
– SAN SEVERO (FOGGIA)
– Atto vandalico compiuto questa mattina ai danni della statua di un Cristo del ‘600. Il fatto è accaduto all’interno della Chiesa di Santa Maria degli Angeli in piazza Cappuccini a San Severo (Fg). Per questo episodio in uomo di 43 anni del posto, già noto alle forze di polizia, è stato denunciato in stato di irreperibilità perché accusato di essere l’autore del fatto. Secondo fonti investigative verso le 6,30 il 43enne è entrato nella chiesa.
Una volta dentro – riferiscono gli investigatori dell’Arma – si è rivolto ai frati cappuccini chiedendo loro del denaro. Al rifiuto degli stessi l’uomo è andato in escandescenza. Ha iniziato a lanciare a terra tutto ciò che gli capitava sotto mano, anche la statua del Cristo. Il 43enne ha anche lanciato il messale ed altri oggetti sacri. Subito dopo è fuggito via. La notizia in poche ore ha fatto il giro del web dove si sono registrate numerose dichiarazioni di sconcerto.
– GENOVA
– Smontato il presepe con il ponte Morante dopo essere stato oscurato con un telo. “Ho fatto togliere il presepe” ha scritto don Valentino Porcile su Fb in un messaggio indirizzato ai parenti delle vittime del ponte che avevano criticato l’iniziativa. Spariti i monconi, sparite le macerie e le case da abbattere. E’ rimasta la natività e sullo sfondo il santuario della Madonna della Guardia con l’aggiunta di 43 luci, quante le vittime del crollo. “Vi scrivo per chiedervi scusa – si legge nel messaggio del ‘don’ della Santissima Annunziata di Sturla – per aver fatto soffrire il vostro cuore. Un segno sacro, pensato e fatto per voi, è diventato un segno che vi ha ferito”. “Non posso non chiedervi scusa e non posso non farlo anche pubblicamente, vista l’eco che questo aveva avuto. Ho ascoltato le vostre parole, le ho lasciate entrare nella testa e nel cuore. Ho voluto aspettare qualche giorno, per non fare passi su onde emotive, vostre e mie. Ho fatto togliere il presepe. Spero di aver rimediato. Vi sono vicino”. [print-me title=”STAMPA”]
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