MONDO TUTTE LE NOTIZIE
Caucaso, due agenti feriti da granata
Aggressione a Nazran, uccisi due assalitori
Brexit, Berlino vara ‘accompagnamento’E prevede anche diverse tutele in caso uscita disordinata da Ue
Bullizzato per cognome Trump, lo cambiaUndicenne del Delaware preso in giro dai compagni di scuola
Nucleare: Pompeo, Iran fuori controlloSegretario Stato Usa, divergenze con UE, embargo armi oltre 2020
Brexit: May ce la fa, non passa sfiduciaPremier confermata leader del partito da 200 deputati su 317
Strasburgo, diffuse foto assalitoreInquirenti lanciano appello a testimonianze su Twitter
Brexit: falchi Tory, ‘May si dimetta’Corbyn, voto Tory non ha significato per il Paese
Cop24: appello Onu a compromessoSeconda chiamata Guterres, si teme che colloqui possano fallire
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MOSCA
– Due poliziotti sono stati feriti dall’esplosione di una granata a Nazran, nel turbolento Caucaso russo, e sono ora in ospedale: lo riferisce il ministero dell’Interno russo precisando che gli assalitori sono stati uccisi dalla polizia. Secondo una fonte citata dall’agenzia Interfax, gli aggressori uccisi sono due. “Attorno alle 6 del pomeriggio di mercoledì – fa sapere il ministero dell’Interno russo – durante il fermo dei sospetti nel centro commerciale di via Kartoyev, uno di loro ha lanciato una granata contro i rappresentanti delle forze dell’ordine”.
– BERLINO
– Il governo di Angela Merkel ha varato oggi una bozza di legge definita “legge fiscale di accompagnamento alla Brexit”, per evitare “svantaggi indesiderati” e “tutelare la funzionalità e la stabilità del mercato finaziario”. La bozza contiene “regolamenti per settori come tasse, mercato finanziario, diritto del lavoro, sempre in collegamento con l’uscita della Gran Bretagna dall’Ue” e prevede anche il caso di una cosiddetta “hard Brexit”. È quello che ha spiegato il portavoce di Angela Merkel, Steffen Seibert, a Berlino, illustrando oggi in conferenza stampa alcuni contenuti della bozza presentata dal ministro del Lavoro, e spiegando che sono state concepite alcune forme di tutela per i cittadini britannici e tedeschi. Anche Angela Merkel ha annunciato nel Bundestag che Berlino si sta preparando anche all’ipotesi di una hard Brexit.
– NEW YORK
– Ridicolizzato dai suoi compagni a scuola a causa del cognome Trump. La vittima è Joshua, un ragazzino di 11 anni del Delaware il quale è stato costretto a cambiare il cognome perchè bersaglio di bullismo in classe. Secondo quanto ha spiegato la madre, i compagni continuavano a dargli dello stupido, del cretino e dell’idiota a causa dell’omonimia con il presidente degli Stati Uniti, anche se tra i due non esiste alcuna parentela. La famiglia del ragazzo ha anche detto di essere stata costretta l’anno scorso a toglierlo dalla classe e a provvedere alla sua istruzione a casa mentre frequentava l’ultimo anno delle elementari. Joshua inizierà la scuola media sotto un altro cognome.
– NEW YORK
– “Le operazioni balistiche dell’Iran sono fuori controllo e sfidano le risoluzioni dell’Onu”. Lo ha detto il segretario di Stato Mike Pompeo fuori dal Consiglio di Sicurezza annunciando un nuovo sforzo di leadership da parte degli Stati Uniti per una serie di misure che facciano da deterrenza sul programma balistico con potenzialità nucleari di Teheran”.
Pompeo ha ribadito che sul fronte dell’accordo sul nucleare iraniano Usa e Ue la pensano “in modo molto diverso”. Parlando in aula del Consiglio di Sicurezza, il capo della diplomazia Usa aveva poco prima chiesto di mantenere immutato l’embargo delle armi che, in base all’intesa sul nucleare, dovrebbe essere revocato nel 2020.
– LONDRA
– Theresa May si salva dalla ribellione interna: la premier si è infatti vista confermare stasera la fiducia come leader Tory da 200 deputati su 317: uno in più dei 199 con cui conquistò la guida del partito nel 2016 dopo le dimissioni di David Cameron seguite alla vittoria di ‘Leave’ nel referendum sulla Brexit del 2016.
– PARIGI
La polizia francese ha diramato questa sera una foto segnaletica di Cherif Chekatt, il sospetto attentatore di Strasburgo e lancia un appello a chiunque lo abbia visto ad entrare “immediatamente” in contatto con la centrale operativa. La foto segnaletica diffusa sul profilo Twitter della Police Nationale è accompagnata dalla descrizione fisica dell’assalitore: “29 anni, 1 metro e 80, corporatura normale, capelli corti, eventuale barba, pelle scura, segno sulla fronte”. “Individuo pericoloso, non intervenite da soli.
Contattate il 197”, si legge nel messaggio.
– LONDRA
– I brexiteers più oltranzisti del Partito Conservatore non si considerano sconfitti dal voto sulla mozione di sfiducia contro la leadership di Theresa May da loro promossa e respinta stasera dal voto di 200 deputati Tory contro 117. E anzi invitano la premier a valutare le dimissioni, visti i numeri comunque significativi del dissenso interno. “Se hai un terzo del tuo partito contro di te e 150 di coloro che ti hanno dato la fiducia sono a libro paga” del governo come ministri, sottosegretari o altro, come credi di poter andare avanti?”, si è chiesto polemicamente uno dei falchi storici, Peter Bone, parlando apertamente di “dimissioni”. Per il leader dell’opposizione laburista Jeremy Corbyn il voto di stasera in casa Tory non cambia il quadro politico britannico e “non fa differenza per la vita delle persone”. “Il primo ministro ha perso la maggioranza in Parlamento, il suo governo è nel caos e non è in grado di portare a casa una Brexit che funzioni per il Paese e metta al primo posto l’economia”.
– KATOWICE (POLONIA)
– Il segretario generale delle Nazioni Unite ha esortato i Paesi a trovare dei compromessi per affrontare il riscaldamento globale, di fronte al timore che la Cop24 in corso a Katowice, in Polonia, si concluda senza un accordo sostanziale.
Nel suo secondo drammatico appello alla conferenza nel giro di 10 giorni, Antonio Guterres ha detto ai ministri e ai diplomatici di quasi 200 Paesi che dovrebbero considerare il destino delle future generazioni. “E’ ora di raggiungere dei compromessi politici – ha detto – . Questo significa sacrifici individuali, ma che porteranno benefici a livello collettivo”. ” L’appello giunge nel momento in cui la conferenza, della durata di due settimane, passa da una fase tecnica a una politica.
Gli ambientalisti mettono in guardia dai rischi di un fallimento della conferenza e accusano i soggetti più autorevoli, inclusa l’Unione europea, di non spingere abbastanza a favore di un accordo. [print-me title=”STAMPA”]
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